venerdì, 22 Ottobre, 2021

A macchie

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Non dispongo ancora di tutti i dati riferiti alle liste socialiste, di coalizione e civiche con la presenza di socialisti. Mi pare che in generale si confermi quel che giá si sapeva. Il risultato delle liste socialiste é a macchie di leopardo. Nonostante gli endorsement e gli appelli nelle due metropoli, a prescindere dalla collocazione, non riusciamo a prendere quota. Questo nonostante gli sforzi encomiabili di tutti i candidati e in particolare dei capilista, Bobo e Giorgio, ai quali si deve il ringraziamento da parte di tutti. Diverso é l’andamento nelle realtà medio piccole. Salerno, la città del nostro segretario, si conferma il solo comune, tra quelli al voto, con un Psi che consegue una percentuale rilevante. Il compagno Franz Caruso va al ballottaggio a Cosenza, col Psi che raccoglie il 2,8%, Riccardo Mortandello si conferma sindaco nel suo comune veneto. E potrei continuare col 2,5% di Caserta. E col 10 di Città d Castello. Più il risultato si avvicina a quello di opinione, vedi le regionali calabresi, e più si assottiglia il consenso, più si avvicina a quello condizionato dai candidati o dal potere locale e più resiste. Noi disponiamo praticamente di una federazione in ogni provincia e talvolta anche di sezioni comunali. Calenda non ha praticamente nulla e ottiene a Roma il 20%. Ne deduco che: l’effetto del simbolo, nostro come quello altrui, non porta nulla. Il passato neanche. L’ideologia non sposta più. Alle comunali contano i candidati e la loro capacità mediatica. Alle politiche conteranno la collocazione e ancora di più la leadership. Vorrei che finalmente la si facesse finita con i nostalgismi. Parole d’ordine come “unità socialista” non significano nulla. Non sono neanche spiegabili con un ragionamento lucido. Unità socialista tra chi? Tra i sopravvissuti del Psi di trent’anni fa che per trent’anni si sono collocati su fronti opposti rimproverandosi a vicenda di avere tradito gli ideali socialisti? In trent’anni non abbiamo fatto altro che questo coi risultati che sappiamo. Unica eccezione nel percorso é stata la Rosa nel pugno che andava mantenuta e non estirpata. Alle comunali, ma non ovunque, abbiamo fatto bene a presentare il simbolo. Ma potevamo forse distinguere meglio i comuni in cui sarebbe stato produttivo e quelli in cui non lo sarebbe stato. Personalmente sono convinto che il ruolo dei socialisti oggi sia quello di contaminarsi e di contaminare. Se ci poniamo come i soli eredi della gloriosa tradizione socialista riformista e liberale non finiamo per svilirla? Davvero Turati, Nenni, Saragat, Craxi oggi sono rappresentati solo da un partito ridotto ai minimi termini? Non posso crederlo. Non riesco ad accettarlo. La simbolomania può portare a dolorosi effetti. Tra l’idea nostalgica di rifare il Psi, e perché non la Dc e il Pci allora, e quella di contribuire alla creazione di un sogggetto, una coalizione, un’area in cui la nostra storia possa essere adeguatamente valorizzata e il nostro programma racchiuso e che possa disporre di una forza sufficiente per diventare protagonista della politica italiana, sapete benissimo quale sia la mia preferenza. Che poi diventa l’unica nostra possibile ancora di salvezza. Ne parleremo. Con calma, con spirito fraterno. Certo questa nuova ipotesi politica che Calenda ha saputo così bene interpretare a Roma non può essere esportata tout court a livello nazionale. Occorrono nuovi soggetti, nuove disponibilità e convergenze. Tra le comunali e le politiche c’é un mare in tempesta. Per quanto mi riguarda non ho nulla da chiedere. Nulla da pretendere. E neanche nulla da difendere. Proprio perché mi legano a questa storia radici indissolubili vorrei solo che non se ne disperdesse il seme attraverso un’analisi superficiale e avventata. Con il necessario approfondimento, dopo i ballottaggi, dovremmo immaginare un percorso che ci porti alle elezioni politiche che presenteranno ben altri scenari rispetto alle comunali. Non sappiamo ancora quando si voterà, azzardo tra un anno e mezzo, non conosciamo la legge con la quale si voterà, probabilmente il Rosatellum, con due terzi di proporzionale e un terzo di maggioritario, non sappiamo se un nuovo bipolarismo sarà inevitabile o se potrà sorgerà un terzo polo. Le comunali sono un conto e le politiche tutt’altro. Possiamo ragionarci con la testa e non con sentimenti e risentimenti?

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1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Nel vedere che Calenda è qui citato due volte, mi sembra di ricordare che insieme ad egli, e a Italia Viva, il PSI intendesse costituire un polo riformista, e mi sono di riflesso domandato perché mai, a Roma, il PSI non abbia sostenuto la sua candidatura – a meno di un mancato accordo. – piuttosto che quella espressa dal PD (così almeno mi risulta).

    Più in generale, mi par di osservare che il PSI “insegue” l’alleanza col PD, quando, perlomeno dal mio osservatorio, sembrano abbastanza numerosi gli elementi e segnali da cui ricavare che al PD interessa soprattutto e prioritariamente un’intesa “strategica” coi Pentastellati (e non riesco quindi a spiegarmi le ragioni dell’apparente finalità che dicevo).

    Paolo B. 05.10.2021

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