domenica, 17 Ottobre, 2021

A Trieste il G20 sulla digitalizzazione

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Il G20 è il foro internazionale che riunisce le principali economie del mondo. I Paesi che ne fanno parte rappresentano più del 80% del PIL mondiale, il 75% del commercio globale e il 60% della popolazione del pianeta.
Si tiene ogni anno dal 1999 e dal 2008 prevede lo svolgimento di un Vertice finale, con la partecipazione dei Capi di Stato e di Governo.
Oltre al Vertice, durante l’anno di Presidenza si svolgono ministeriali, incontri degli Sherpa, riunioni di gruppi di lavoro ed eventi speciali.
I Paesi membri sono: Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Turchia e Unione Europea. A questi si aggiunge la Spagna, che è un invitato permanente del G20.
Ogni anno, la Presidenza invita alcuni altri Paesi, che partecipano a pieno titolo ai lavori del G20, in qualità di ospiti. Vi partecipano inoltre diverse organizzazioni internazionali e regionali, conferendo al foro una rappresentatività ancor più ampia.
Il G20 non ha un segretariato permanente: l’agenda del Gruppo e le sue attività vengono stabilite dalla Presidenza di turno, anche in collaborazione con gli altri Paesi membri.
Per assicurare la continuità dei lavori è stata istituita una “Troika”, composta dal Paese che detiene la Presidenza, il suo predecessore ed il suo successore. La Troika è attualmente composta da Arabia Saudita, Italia e Indonesia.
Nel 1999, a seguito della crisi economica del 1997, i Ministri delle Finanze del G7 annunciarono la creazione del “Gruppo dei 20”, con l’obiettivo di coinvolgere altri Paesi nelle discussioni sull’economia e la finanza globale. La prima riunione ufficiale del G20 si tenne a Berlino nel dicembre dello stesso anno.
Dopo la crisi finanziaria del 2008, gli Stati Uniti proposero di elevare il livello di partecipazione del G20 ai Capi di Stato e di Governo.
Nel 2009, al Vertice di Pittsburgh, i Capi di Stato e di Governo decisero di istituzionalizzare il G20 come principale forum di cooperazione economica e finanziaria a livello globale.
Dal 2010, i leader del G20 si riuniscono con cadenza annuale. Da ieri 5 agosto 2021 i ministri del Digitale si incontrano a Trieste per far avanzare il dialogo sulla trasformazione digitale dell’economia e della società come leva per la ripresa resiliente, sostenibile e inclusiva.
Sulla base dei risultati e degli impegni delle passate presidenze e riconoscendo l’impatto della pandemia sull’economia, l’occupazione e il benessere delle nostre società, la Presidenza italiana ha posto la digitalizzazione al centro delle discussioni del G20. I temi sono affrontati sul fronte dell’economia digitale, con particolare attenzione al governo digitale, concentrandosi sulle opportunità, le sfide e i rischi. L’obiettivo è di sfruttare ulteriormente il potenziale della digitalizzazione per una ripresa resiliente, sostenibile e inclusiva; di tenere il passo con la profonda trasformazione che la digitalizzazione ha generato nell’economia e nella società nonché di colmare le disuguaglianze.
Il processo di collaborazione tra i Ministri del G20 si è sviluppato attorno ai lavori della Digital Economy Task Force (DETF).
Tra i temi affrontati, la trasformazione digitale della produzione per la crescita sostenibile, l’attenzione all’inclusione delle Micro e Piccole e Medie Imprese (MPMI) e i divari, specialmente tra le MPMI e le grandi aziende e tra paesi, sono al centro delle discussioni. C’è la necessità per le imprese di accedere e sviluppare le tecnologie per essere preparate a una “nuova normalità” e per stare al passo con i profondi cambiamenti tecnologici, al fine di affrontare le sfide e cogliere le opportunità future.
Analogamente, occorre che i governi facciano scelte incentrate sulla persona. Gli investimenti in ICT e in capitale umano, formazione e ricerca e sviluppo risultano essenziali così come il sostegno a nuovi modelli d’impresa e agli ecosistemi dell’innovazione. La digitalizzazione delle imprese contribuisce anche alla sostenibilità e alla sicurezza dell’economia digitale, se accompagnata da azioni a sostegno delle imprese, specie delle PMI.
L’obiettivo è rafforzare le politiche e le azioni per accelerare la trasformazione digitale dei processi produttivi, promuovendo così una ripresa economica resiliente, inclusiva e sostenibile. Per far avanzare il dialogo, la Presidenza italiana ha accolto rappresentanti dei membri del G20 e gli stakeholder di molti paesi in una conferenza multistakeholder di alto livello, intitolata “Trasformazione digitale della produzione per la crescita sostenibile”.
Grazie agli “Esempi di politiche su come migliorare l’adozione dell’IA da parte delle microimprese, delle PMI e delle startup”, la Presidenza italiana ha lavorato all’implementazione dei Principi sull’intelligenza artificiale basati sulla fiducia e incentrati sull’uomo concordati nel 2019 in Giappone, con un’attenzione particolare alle PMI.
L’intelligenza artificiale e il ‘digital gender divide’ sono stati affrontati anche relativamente alla misurazione dell’economia digitale, per progredire con la Roadmap G20 approvata durante la Presidenza saudita del 2020.
Dato il forte aumento delle transazioni online e del commercio elettronico durante la pandemia, la Presidenza italiana ha affrontato il tema della consapevolezza e dell’educazione dei consumatori nell’ambiente digitale, promuovendo una maggiore cooperazione internazionale in questo campo. Inoltre per la prima volta sono state presentate da una prospettiva originale e innovativa le tecnologie basate su registri condivisi (tra cui la tecnologia blockchain) per la tracciabilità dei prodotti lungo le catene del valore. Questi argomenti sono stati trattati durante la conferenza multistakeholder organizzata dalla Presidenza italiana: “Consapevolezza dei consumatori, protezione e blockchain per la tracciabilità nell’economia digitale”.
Per la prima volta in assoluto rientra tra le priorità del digitale G20 il tema della tutela dei bambini e del rafforzamento delle loro competenze nell’ambiente digitale, per promuovere un ambiente sicuro, inclusivo, trasparente e vantaggioso per i bambini; contenuti online adeguati all’età e di alta qualità; la consapevolezza e la responsabilizzazione dei bambini e dei loro genitori, tutori, assistenti ed educatori. Tale impegno è guidato dai “Principi di Alto Livello del G20 per la Protezione dei bambini nell’ambiente digitale”, che si basa sulla raccomandazione OCSE sul tema.
Prosegue la discussione sulle Smart Cities, con particolare attenzione a come gli appalti pubblici innovativi possono sostenere e stimolare l’innovazione. Le pratiche dei paesi G20 raccolte dalla Presidenza italiana in materia di appalti pubblici innovativi per le città e le comunità intelligenti contribuiranno al dialogo e alla cooperazione.
Nella consapevolezza della crescente accelerazione della presenza delle tecnologie digitali nella vita sociale ed economica, i Ministri riaffermano l’impegno a colmare i divari di connettività e a perseguire l’accesso universale ed economico alla connettività per tutti entro il 2025.
Prosegue, inoltre, il dialogo sulla libera circolazione dei dati basata sulla fiducia e sul trasferimento dei dati tra paesi. Si approfondiscono poi le conoscenze reciproche dei diversi approcci adottati dai governi, grazie ad una mappatura dei punti in comune realizzata dall’OCSE.
Oltre alle trasformazioni economiche, i governi hanno la necessità di stare al passo con la trasformazione tecnologica. Il sondaggio della Presidenza G20 sugli approcci agili alla governance normativa dell’innovazione effettuato fra i membri tende a mappare la regolamentazione agile con un’attenzione particolare alle sandbox normative.
Nella sessione con il ministro per l’innovazione si è discusso su come le tecnologie esistenti e quelle nuove possano trasformare il modo in cui i governi del G20 progettano le politiche ed erogano i servizi pubblici. In particolare, l’intelligenza artificiale è fondamentale per aiutare i governi a navigare fra la quantità schiacciante di dati e nel favorire la creazione di servizi pubblici proattivi e personalizzati che anticipino le esigenze dei cittadini. Per questo motivo, la Presidenza italiana ha proposto di basarsi sui principi del governo digitale del G20 adottati durante la presidenza argentina sui (2018) e i principi del G20 sull’intelligenza artificiale concordati nel corso della presidenza giapponese (2019) per sviluppare un compendio del G20 sull’uso degli strumenti digitali per la continuità del servizio pubblico.
Ieri, 5 agosto i lavori sono iniziati alle 9,30 con i saluti introduttivi della Presidenza italiana rappresentata al G20 dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. Nella Riunione Ministeriale ‘Digital Transformation for the recovery of the economy’ sono intervenuti il Ministro Giancarlo Giorgetti e il Sottosegretario Anna Ascani, che sono stati presenti anche nella successiva Riunione Ministeriale ‘Society in the Digital Economy’. Nella terza sessione, la Riunione Ministeriale ‘Enabling Digital Transformation’ è intervenuto il ministro Vittorio Colao insieme al ministro Giancarlo Giorgetti ed il sottosegretario Anna Ascani.
Alla vigilia del G20 di Trieste le parole del ministro Giorgetti sono state inopportune.
Il titolare dello Sviluppo Economico, al di là di ogni appartenenza di partito, ma sulla base di buon senso e competenza fin qui dimostrati, ha espresso tutta la sua soddisfazione affermando: “Qui (Friuli Venezia Giulia, dove la Danieli di Buttrio è da sempre un fiore all’occhiello) il Pnrr è già partito. Il polo dell’acciaio si farà”. Significherebbe ridare vita alla Ferriera di Servola, con l’apporto di imprenditori e capitali privati, dimenticando Taranto e l’infelice esperienza della gestione dei Riva.
In una Trieste presidiata su terra (400 agenti in appoggio arrivati negli ultimi giorni), dal cielo (non si contano gli elicotteri che sorvolano l’area) e dal mare (di fronte a piazza Unità è attraccata la nave della Marina Militare, Etna, a ricordare che lo Stato è ben presente sul sofferto, nella storia, confine orientale) si discute di futuro e di futuribile. I nostri ministri Giorgetti ed il suo collega della Transizione Digitale, Vittorio Colao, hanno affrontato i percorsi di sviluppo del Paese e del mondo più progredito che non potranno non prescindere dai vincoli, oggettivi, posti dal Covid, e da quelli di tutela dell’ambiente che, a prescindere dalla pandemia, dovranno essere la cifra di tutte le strategie di crescita del pianeta per il quale, come dice una pubblicità televisiva azzeccata on air in questo periodo di una casa automobilistica “there is no B plan”.
A Trieste si raggiungeranno accordi, e poi si implementeranno, qui e altrove, accordi con la consueta e proverbiale affidabilità austroungarica, tratto che la città si porta dietro da secoli. Sulla nave Etna si sono svolti gli incontri bilaterali.
A Trieste, città multiculturale, multietnica e multi religiosa, la cultura e l’innovazione sono di casa, immerse nell’atmosfera mitteleuropea che fa parte del fascino di questa importante città.
Il porto commerciale è primo in Italia per traffico merci e snodo strategico per il Paese nel contesto europeo.
La città è un importante hub al centro dell’Europa, riscoperta ed apprezzata dal turismo internazionale in continua crescita. Nell’area si possono visitare quattro nazioni e in appena novanta minuti si possono fare escursioni verso Venezia, Slovenia, Croazia e Austria.
La riqualificazione del Porto Vecchio, un’area di 65 ettari, inaccessibile per decenni, ha trasformato quelli che un tempo erano magazzini di merci in magazzini di idee e progetti che caratterizzeranno lo sviluppo in termini sociali, culturali, economici e commerciali della città.
Trieste negli ultimi anni sta costruendo il suo futuro, diventando un punto di riferimento di un’Europa sempre più aperta ad Est.
Osservando il consesso odierno del G20 che mette a fattor comune il know how e le esperienze dei paesi più avanzati a prescindere dalla collocazione geografica e politica (sono presenti, fra gli altri, Cina e Russia).
Winston Churchill, pronunciò al Westminster College, il 5 marzo 1946, queste parole: “Da Stettino nel Baltico a Trieste nell’Adriatico una cortina di ferro è scesa sul continente”. Trieste, con dolore e sofferenze, è fortunatamente rimasta al di là della cortina e il summit di oggi può essere visto come un riconoscimento per una città dall’inclinazione libera, accogliente ed anche un poco irridentista, da sempre.
Stefano Fantoni, presidente della Fondazione internazionale Trieste (FIT), che ha organizzato Esof 2020, Trieste capitale europea della scienza, avrebbe preferito che il mondo della scienza in città fosse stato più coinvolto nel G20 digitale.
Secondo Fantoni: “Il G20 poteva essere opportunità anche di eventi a latere per sfruttare la presenza qui di tanti esponenti, un’occasione che forse non capiterà più”.
In questo senso, anche le poche manifestazioni collaterali, come la visita di una delegazione del Brasile con a capo un ministro al Centro di fisica teorica Abdus Salam (Ictp) e un’altra con il Centro di ingegneria genetica e biofisica (Icgeb) che si svolgerà, ci sarebbero state lo stesso, anche senza il G20 e sono stati i singoli istituti a organizzarle”.
Fantoni ha ribadito: “Rimane il fatto che se è stata scelta Trieste per il G20, non è perché c’è il Porto Vecchio o il Centro congressi ma perché Trieste è stata capitale europea della scienza. Noi, comunque, abbiamo dato tutta la nostra disponibilità”.
Il professor Angelo Bassi del dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste ha spiegato: “C’è il marchio ‘made in Italy’ alla base della prima dimostrazione internazionale di comunicazione quantistica anti hacker condotta oggi a Trieste, nella tappa scientifica del G20. E’ una tecnologia tutta italiana nata dalla ricerca di base condotta nel nostro Paese”.
Il professor Bassi ha chiarito: “L’Italia mette il suo marchio in questa dimostrazione in due cose: prima di tutto sulla tecnologia che è tutta italiana ed è stata sviluppata da Alessandro Zavatta che guida il gruppo di Comunicazioni Quantistiche dell’Istituto Nazionale di Ottica del Cnr e lo faremo vedere oggi a Trieste. L’Italia quindi è all’avanguardia nello sviluppo tecnologico anche nel campo della comunicazione quantistica. L’Italia però è responsabile anche dello sviluppo organizzativo e la dimostrazione internazionale della prima comunicazione quantistica anti hacker è l’inizio di sviluppo di una rete europea di comunicazione sicura e lo facciamo noi in Italia come promotori”.
Grazie al lavoro della Presidenza italiana nel G20 conclusosi ieri a Trieste è nato il ‘Digital Economy Working Group’, gruppo di lavoro permanente che guiderà il dibattito sulla transizione digitale nel settore pubblico e in quello privato per le prossime Presidenze. Lo ha annunciato il ministro per l’Innovazione e la Transizione digitale, Vittorio Colao, durante i lavori dei Ministri della Digitalizzazione.
Colao ha detto: “Sul digitale c’è stata una dichiarazione robusta di 11 pagine dense di azioni e di decisioni che poi verranno portate avanti dalle varie presidenze. Sono state avanzate 12 azioni che vanno dallo sfruttamento dell’intelligenza artificiale affidabile per l’inclusione delle PMI e per la promozione delle startup alla protezione dei consumatori, dall’innovazione per le Smart Cities alla protezione dell’infanzia. Tra i tre cardini principali della discussione c’è l’identità digitale su cui l’Italia parte bene perché abbiamo fra Spid e Cie quasi 45 milioni di identità digitali nazionali e l’obiettivo del Pnrr è di portarla avanti e sicuramente è un’esperienza che intendiamo estendere anche verso l’estero. Dobbiamo lavorare per aumentare l’uso dell’identità digitale, per lo sviluppo di schemi di identificazione elettronica che siano interoperabili tra piattaforme, settori e confini. L’identità digitale aiuta a rafforzare la relazione di fiducia che deve esistere tra cittadini e governo, a maggior ragione dopo la pandemia. Sarà uno sforzo importante e lungo ma il successo del Green Certificate ci fa capire che si può e che i tempi sono maturi per un collegamento internazionale”.
Il ministro Colao ha anche riferito: “L’altro tema trattato al G20 è la condivisione di tutte esperienze di servizio: abbiamo fatto un compendio di 120 diverse applicazioni, fra piccole e grandi, e dobbiamo continuare a confrontarci e ad essere più orientati a condividere le esperienze di successo”. Infine, Colao ha parlato di un importantissimo tema: “L’agile regulation, ovvero un modo nuovo di approcciare il tema regolatorio. Le tecnologie sono molto veloci non possiamo più utilizzare il vecchio metodo ma regolazioni veloci e su questo punto tutti i Paesi sono stati molto sensibili. È stato un ottimo G20”.
Infatti, al G20 si è discusso di molti temi strategici, anche dell’etica dell’Ia ma adesso è importante fare progredire le discussioni. Sul tema della cybersicurezza nazionale e nelle Pa non c’è un tema di fondi, piuttosto si pone un tema di competenze, di skills che debbono essere rafforzati. Inoltre, Tim e Sparkle hanno partecipato alla realizzazione della prima dimostrazione pubblica di una comunicazione quantistica internazionale su fibra ottica tra le città di Trieste, Lubiana e Fiume, grazie alle connessioni in fibra ottica dedicate. Nel corso dell’incontro internazionale le Autorità hanno potuto assistere ad una videochiamata, che utilizza un innovativo sistema di crittografia quantistica, e ad un concerto live di tre quartetti, grazie alla collaborazione del conservatorio triestino Giuseppe Tartinì, all’Accademia Musicale di Lubiana e all’Accademia di Musica di Zagabria, che hanno viaggiato oltre i confini grazie all’infrastruttura di rete messa in campo da Tim e Sparkle, insieme all’Università di Trieste e all’Istituto Nazionale di Ottica del Cnr. I due principali protagonisti hanno fatto notare: “Questa importante sperimentazione non ha precedenti perché si è svolta attraverso tre nodi di rete posti nei tre paesi coinvolti, Italia, Slovenia e Croazia, con connessioni in fibra ottica di Tim e Sparkle. In particolare, è stato predisposto un collegamento per la distribuzione quantistica di chiavi crittografiche attraverso trusted node, elemento fondamentale per garantire l’estensione delle reti quantistiche su grandi distanze. La soluzione tecnologica adottata, con nodi distanti in linea d’aria tra gli 80 e i 100 chilometri tra i tre paesi, ha consentito l’utilizzo di architetture di comunicazione quantistica altamente innovative e con elevati livelli di sicurezza. Questa inedita iniziativa si inserisce nel contesto Europeo, nell’ambito del progetto EuroQci promosso dai 27 Stati Membri e dalla Commissione Europea, con il supporto dell’Agenzia Spaziale Europea, alla quale l’Italia sta contribuendo con i propri centri di ricerca”.
La sottosegretaria al Mise, Anna Ascani, nel corso del suo intervento sulla dichiarazione e conclusioni finali del G20 di Trieste ha affermato: “Riconosciamo il dialogo e la cooperazione sulla digitalizzazione come un fattore chiave per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite nelle sue tre dimensioni economica, sociale e ambientale”.
Riguardo l’Intelligenza Artificiale la Sottosegretaria Ascani ha ribadito l’importanza dell’impegno dei Governi a riconoscere la necessità di rafforzare l’utilizzo di intelligenza artificiale nelle MPMI, oltre ad aumentare la loro capacità di utilizzare i dati, l’accesso ai finanziamenti, la condivisione delle opportunità e la creazione di una forza lavoro di talento e qualificata. Le aziende dovrebbero rafforzare la sicurezza delle loro infrastrutture, dei processi digitali, dei prodotti e dei servizi attraverso la loro catena di approvvigionamento. Le minacce alla sicurezza possono compromettere il processo di innovazione e rallentare l’adozione di nuove tecnologie.
Nel Suo intervento, la Sottosegretaria Ascani ha aggiunto: “Non ultima l’attenzione ai cittadini, in particolare alle giovani generazioni attraverso programmi di alfabetizzazione digitale nell’economia digitale, con l’obiettivo di garantire la tutela dei consumatori”.
Formare le competenze che servono per programmare e gestire la transizione digitale è una delle grandi sfide dei nostri tempi, ancora di più in un contesto nel quale crisi sanitaria ed economica stanno accelerando i cambiamenti.
La Presidenza italiana del G20, negli incontri di oggi, mettendo al centro Persone, Pianeta e Prosperità, ha voluto convocare per la prima volta la Riunione Ministeriale dedicata ai temi della formazione e della ricerca. I lavori sono presieduti dal Ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa.
La domanda centrale del confronto è relativa a come il sistema universitario e della formazione terziaria potrà continuare ad adempiere alle missioni che gli sono affidate nei campi dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione, per promuovere la coesione sociale, un’economia sostenibile, lo sviluppo di talenti, le pari opportunità, la crescita culturale della società; ciò in un mondo sempre più pervaso da tecnologie digitali che si basano sulla gestione, sulla condivisione e sull’analisi dei dati e che utilizzano le potenzialità dell’intelligenza artificiale.
La Riunione Ministeriale Ricerca si propone di definire delle linee guida utili alla creazione di uno spazio comune della ricerca e della formazione terziaria per una società digitale a servizio delle persone e fondata su valori etici e di trasparenza, oltre che sull’affidabilità dei risultati raggiunti.
La questione di come fornire le nuove competenze richieste dal mondo del lavoro di oggi e di domani sarà al centro dei lavori, guardando alla possibilità di definire delle linee guida che facilitino lo sviluppo di programmi collaborativi in diversi campi, ad esempio favorendo l’accesso ai dati, la misurazione e certificazione delle competenze o lo sviluppo e la condivisione di buone prassi nella ricerca e nell’alta formazione per promuovere la crescita delle abilità digitali di lavoratrici e lavoratori.
Ministri e delegati si sono confrontati anche sulla necessità di sfruttare, nel miglior modo possibile, le potenzialità delle tecnologie digitali, condividendo principi per costruire un ecosistema della ricerca e della formazione responsabile e aperto per un mondo sempre più interconnesso, nel quale studenti e ricercatori vengano stimolati ad agire sulla base di valori comuni nell’interesse dell’intera società.
Verrà, infine, avviata una riflessione sulla possibilità di definire uno spazio comune per promuovere e migliorare la circolazione di idee e risultati ottenuti e stimolare ancora di più l’aspetto collaborativo e di pubblica utilità della ricerca scientifica.
Questi motivi dimostrano l’urgenza in Italia di una necessaria riforma scolastica che da tempo ho proposto alla commissione cultura del Psi elaborare al più presto possibile un disegno di legge in cui è fondamentale portare a cinque anni la scuola media inferiore ed a tre anni quella superiore. Il Psi è storicamente promotore delle migliori riforme scolastiche del Paese che tengono conto anche delle problematiche dei docenti, ma al primo posto ci deve essere una scuola idonea a formare le professionalità del futuro.
Roma, 06 agosto 2021
Salvatore Rondello

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