domenica, 17 Ottobre, 2021

Giro d’Italia. A Verona finalmente Nizzolo

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TAPPA TREDICESIMA –  Sul traguardo di Verona tutti attendevano Elia Viviani.
Il veronese quest’anno non hai mai vinto al Giro d’Italia ed in verità non ci è neppure mai andato vicino.
I compagni di squadra, in primis l’ottimo Simone Consonni, riescono quasi sempre a portarlo in una posizione ottimale mai poi … poi niente, Elia Viviani non trova il varco giusto, non trova la progressione vincente, non trova la condizione che lo ha reso un grande sprinter.
Lui oggi ci contava. Verona è la sua città e ne conosce bene le strade, compreso il lungo rettilineo d’arrivo. In più è partito con il morale alle stelle dopo aver appreso ieri che alle imminenti Olimpiadi di Tokio sarà il portabandiera dell’Italia.
Insomma, le condizioni c’erano tutte ma Elia Viviano e finito ancora una volta intruppato nel gomitolo della volata ed ha chiuso solo in nona posizione.
Ha vinto Giacomo Nizzolo, Campione Italiano ed Europeo in carica, che negli ultimi metri ha raggiunto e superato il mantovano Edoardo Affini, che stava per mettere nel sacco l’intero gruppo dopo aver provato ad anticipare tutti a qualche centinaio di metri dall’arrivo.
Con la vittoria di oggi Giacomo Nizzolo rompe una maledizione, riuscendo a vincere una tappa al Giro dopo ben undici secondi posti e cinque terzi posti.
Il podio è completato da Peter Sagan, spesso in prima linea negli arrivi di tappa e non a caso attuale detentore della Maglia Ciclamino, quella di leader della Classifica a Punti.
Peter Sagan è amato dal pubblico ed anche oggi lungo le strade che hanno attraversato la pianura padana i suoi tifosi hanno riempito di scritte l’asfalto e di cartelli i lati della strada.
Lo slovacco è stato persino invitato a fermarsi a bere un bicchiere. “Free beer for Peter Sagan” stava scritto su un cartone appeso fuori da un bar di Ostiglia.
La tappa è partita da Ravenna nel ricordo di Dante Alighieri, il “ghibellin fuggiasco” di cui quest’anno ricorrono i settecento anni dalla morte e che nella città romagnola trovò pace, rifugio ed occasione per riunirvi la famiglia.
Come tutti sanno fu Guido Novello Da Polenta a volere Dante a Ravenna, grazie anche all’intercessione dei Conti Guidi, cugini dei Da Polenta e già protettori di Dante, Signori dei territori che il Giro d’Italia ha attraversato ieri, passando dal Casentino per poi scendere in Romagna.
A Ravenna Dante poté dare compimento alla Commedia mentre portava avanti l’incarico di rappresentanza come ambasciatore dei Da Polenta a Venezia presso il doge Giovanni Soranzo.
Quell’incarico in fondo gli costò la vita, morto a Ravenna di malaria, contratta durante una sua missione a Venezia.
I corridori hanno sfilato per il centro storico di Ravenna e son passati anche davanti alla tomba ed alla casa del Sommo Poeta, prima di alzarsi sui pedali e dirigersi verso Ferrara.
Strada piatta. Dalla partenza all’arrivo oggi è stata solo strada piatta, attraverso Ferrara e la campagna ferrarese, toccando il polesine, accarezzando Mantova, entrando a Verona da sud.
Dappertutto una campagna fertile e ricca, con il paesaggio agrario disegnato dall’uomo nel corso dei secoli, strappando molto spesso la terra all’acqua dopo complesse opere di bonifica. Lo testimoniano i campi che si succedono uno dopo l’altro geometricamente ordinati, i canali di scolo, i corsi d’acqua che scorrono in mezzo ad argini artificiali.
Goethe ne fu colpito quando ancora la cadenza paziente del lavoro dell’uomo non aveva trasformato del tutto il paesaggio.
“l’ampia pianura che si percorre man mano si allarga, e la strada larga, diritta e ben mantenuta attraversa una campagna assai fertile: la vista spazia fra lunghe file di alberi intorno ai quali si avviticchiano verso l’alto i tralci della vite, che poi ricadono in basso come ramoscelli aerei”. E ancora, per il poeta tedesco: “tra i filari delle viti il suolo è sfruttato per la coltivazione di ogni sorta di grano, specialmente del granoturco e del sorgo”.
Ad animare la tappa piatta ci pensano in tre, i soliti ed apprezzabili Simon Pellaud e Umberto Marengo, a cui oggi si è aggiunto Samuele Rivi.
I tre vanno in fuga subito ed il gruppo li lascia andare.
In realtà il gruppo li tiene sotto controllo e non concede mai più di sei minuti di vantaggio. Il gruppo gioca con loro come il gatto con il topo.
In gruppo la corsa si anima veramente solo negli ultimi chilometri, per andare a riprendere i fuggitivi e per preparare la volata.
Anche poco prima dei traguardi volanti si scatena un po’ di bagarre, alla ricerca di punti utili per la Maglia Ciclamino.
Nello sprint sappiamo come è andata a finire.
Domani c’è l’ascesa allo Zoncolan, la montagna che chiamano “il Kaiser”, la montagna che ha pendenze atroci.
“I tratti più facili dello Zoncolan sono più duri dei tratti più duri delle salite del Tour». E’ Gilberto Simoni che parla, lui sullo Zoncolan ha vinto due volte. “quando inizi a salire più che pensare di vincere vuoi solo che finisca.”
Il meteo prevede che in cima ci saranno tre gradi e la concreta possibilità di trovare pioggia. L’ultima neve è caduta solo qualche giorno fa.
Giacomo Nizzolo dovrà solo stare attento a non arrivare fuori tempo massimo.
Alla ribalta ci saranno altri, quelli che il Giro d’Italia lo vogliono vincere, quelli che vogliono strappare la Maglia Rosa dalle spalle di Egan Bernal.
Il Kaiser il aspetta impassibile, pronto ad infierire.

 

TAPPA 13 – DA RAVENNA A VERONA – 198 chilometri
1 – Giacomo NIZZOLO in 4 ore, 42 minuti, 19 secondi
2 – Edoardo AFFINI con lo stesso tempo
3 – Peter SAGAN stesso tempo
4 – Davide CIMOLAI stesso tempo
5 – Fernando GAVIRIA stesso tempo

 

 

 

Prima tappa
Seconda tappa
Terza tappa
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Decima tappa

Undicesima tappa

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