domenica, 28 Novembre, 2021

INTERVENIRE SUBITO

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“Il Consiglio di oggi, immaginato come se fosse una riunione di transizione, senza grandi discussioni, si è rilevato importante e con discussioni approfondite e complesse”, ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa dopo la conclusione della riunione dei capi di Stato e di governo a Bruxelles. Tra i temi principali, l’energia e le migrazioni sulle quali c’è stata una lunga discussione. Per quanto riguarda l’energia, l’Italia, spiega il presidente del Consiglio, ha fatto presente che bisogna intervenire immediatamente per esempio pensando a uno stoccaggio integrato, a un inventario delle riserve per creare un sistema che protegga tutti i paesi dell’Unione in uguale misura. “Nel lungo periodo è sulla strategia delle rinnovabili che bisogna puntare. Ma se i prezzi del gas salgono, si pone un problema anche di finanziare questo percorso. Ed è difficile rinunciare al gas immediatamente per molti Paesi”, dice il premier Mario Draghi.

“Il punto di arrivo non possono che essere le rinnovabili”, aggiunge. Per risolvere i problemi dei costi di energia e gas “c’è bisogno di misure più strutturali e di lungo periodo”, ma per il momento la Commissione Europea ha proposto soluzioni di breve periodo. “Serve una strategia che punti all’autonomia strategica dell’Unione Europea sull’energia, e per questo nel lungo periodo non bisogna dipendere dal gas fornito da altri Paesi”.

 

La questione della Polonia non pone alternative. “Quello che è stato messo in discussione”, dice Draghi, “non è una legge secondaria dell’Unione, ma il Trattato, una legge primaria. Le regole sono chiare, e qui è stata messa in discussione la base dell’Unione. Bisogna però mantenere un dialogo e una strada politica aperta con la Polonia. Essere chiari sulla difesa dei principi dell’Unione ma disponibili a continuare il dialogo con estremo rispetto delle opinioni divergenti”. “Nessuno ha dubbi che questo governo sia europeista. Abbiamo detto sin dall’inizio che chi fa parte del governo deve rispettare il diritto dell’Unione” e considerare l’Euro “un grande successo”, ha risposto il premier a chi gli chiedeva della posizione della Lega in merito al nodo della Polonia. “E’ importante aver avuto questa discussione perchè lo stato di diritto è al centro della nostra Unione europea, questo principio garantisce fiducia reciproca, certezza del diritto e l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Un pilastro fondamentale è l’indipendenza della magistratura, questo è stato al centro della discussione sulla Polonia, abbiamo molta strada da fare. Chiediamo alla Polonia di applicare la sentenza della Corte per reintegrare i giudici dismessi”, ha detto sulla questione la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo.

 

I capi di Stato e di governo a Bruxelles hanno discusso a lungo del tema migrazioni tanto che la bozza di conclusioni è stata riscritta. Tre i nodi principali: le azioni della Bielorussia contro le frontiere Ue, i movimenti secondari e i finanziamenti per i piani di azione con i Paesi terzi. “Non è vero” che c’è un’apertura dell’Ue al finanziamento dei muri sulle frontiere esterne, ha detto Draghi. “La commissione non è d’accordo e al Consiglio europeo in tanti non sono d’accordo, compresi noi”. Sulle modifiche a Schengen, Draghi dice che nel testo iniziale c’era un riferimento che “non c’è nel testo finale e siamo soddisfatti”. Spiega che “quanto più è debole la protezione delle nostre frontiere esterne tanto più è forte la pressione sulla limitazione di movimento di persone” all’interno. “Ecco perchè vari Paesi sarebbero stati favorevoli a un cambiamento di Schengen. Io ho sottolineato il fatto che siamo lasciati fondamentalmente soli ma oggi questa situazione è un problema di tutti. L’importante è non dividersi, non ha senso privilegiare un paese o una rotta”, dice ancora il premier, citando la pressione “che si esercita al confine tra la Bielorussia e i Paesi Baltici e la Polonia dove “l’immigrazione è usata strumentalmente dal regime bielorusso”, “la pressione che viene dalla Turchia che è destinata ad aumentare” con la crisi afghana, e “la pressione del Nord Africa che noi conosciamo fin troppo bene”. Il presidente del Consiglio ha quindi sottolineato la necessità di “ribilanciare la dimensione esterna dell’Unione dando al Mediterraneo meridionale la stessa importanza che si dà al Mediterraneo orientale” in termini di allocazione di fondi.

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