lunedì, 10 Maggio, 2021

Aldo Repeti
A proposito dell’intervento del compagno Schietroma

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Ho letto con attenzione il commento del compagno Schietroma all’editoriale del nostro direttore Mauro Del Bue circa la nascita di Agorà di Bettini.
Sono due gli elementi che meritano riflessione.
Il primo riguarda il giudizio sull’iniziativa di Bettini.
Bettini si rivolge ai socialisti dicendo “nella speranza che il nuovo soggetto politico ridia loro il ruolo che meritano per la loro storia antica e per il loro presente. Nella consapevolezza che il pensiero socialista nel passato ha avuto molte ragioni alle quali, per diversi motivi, non hanno corrisposto adeguati consensi.”
Premesso che non si capisce quando parla di “nuovo soggetto politico” se si riferisce ad un rinnovato PD oppure alla sua corrente Agorà. Ma il punto che stona e che non può far pensare che i socialisti rimasti siano gli “allocchi” del XXI secolo, è la vaghezza sdolcinata su cui ruota la sua analisi, ovvero i “diversi motivi”.
La vaghezza è una chiave di lettura diffusa nella cultura di derivazione post-comunista.
Fra i “diversi motivi” annovera forse tutte le contraddizioni che hanno animato il rapporto del PCI con il PSI nel corso di un secolo di storia? In modo implicito, troppo implicito da apparire decisamente ermetico, riconosce che il PSI aveva ragione ed il PCI torto nello scontro politico del XX secolo?
Vi è forse un cenno vago ed ermetico in questi “diversi motivi”, alla gogna mediatica e giudiziaria, di denigrazione morale con cui i comunisti ed eredi, hanno accompagnato il “tintinnar di manette e la persecuzione di Craxi ed il PSI”?
Ma poi, siccome l’italiano è una bella lingua che va saputa parlare ma anche leggere, appare demagogicamente “vago e tendenzioso” il passaggio “per la loro storia antica e per il loro presente”.
Antica e presente? E la storia, definiamola “moderna”, può essere espunta ideologicamente dalla vicenda socialista del nostro Paese? Beh, nella visione di Bettini evidentemente si, perché incontra in larga parte la questione della “diversità morale” di berlingueriana memoria e quindi lo scontro culturale con la storia socialista di quel periodo e con le conquiste politiche e sociali in cui i socialisti hanno svolto un ruolo significativamente determinante, spesso, avendo contro i comunisti! Col periodo del governo a guida socialista di Craxi che i comunisti definivano un “pericolo per la democrazia”.
Caro Schietroma, la vaghezza è tanta e troppa che, immaginare vi sia una apertura che superi la strumentalità del momento è francamente impossibile; i socialisti non hanno bisogno di riconoscimenti postumi per “riconquistare il ruolo che meritano”.

Per questo se Bettini vuole, facciamo un salto culturale e parliamo dell’eredità del riformismo italiano che in larghissima parte ha sempre visto il PCI dalla parte sbagliata della storia. E’ Bettini in grado di entrare pubblicamente nel “merito delle tante ragioni” che abbiamo avuto? Prendendo un argomento a caso, così per dire, la Giustizia, entriamo nel merito: cosa pensano Bettini & C. delle posizioni di Davigo che ispirano il loro alleato M5S? Pensano davvero che non “non esistano innocenti ma solo colpevoli mal giudicati”? “Che in galera non vanno gli innocenti”? “Che una donna che denuncia uno stupro dopo 8 giorni sia sospetta?”.
Pensano davvero che sia una questione numerica e formale l’ipotesi del via libera all’adesione dei 5 stelle al PSE?
Permettimi compagno Schietroma, questa è una esigenza politica e culturale non di posti da “occupare ad una tavola già apparecchiata” con i campioni del vago e del populismo!

In secondo luogo debbo dissentire profondamente dal modo con cui il compagno Schietroma indirizza messaggi al nostro Direttore.
Metodi che appaiono poco affini alla cultura socialista, più per il non detto e lasciato intendere, piuttosto che per quanto espressamente scritto!
Viene il dubbio, ma sono convinto di sbagliare, che si stia insinuando una sorta di neo sindrome di Stoccolma per cui, anziché i post comunisti riconoscere le nostre ragioni, qualcuno finisce per mutuarne le logiche ed i comportamenti del fu centralismo democratico.
La Direzione Nazionale ultima ha confermato all’unanimità la fiducia al Direttore Del Bue, significando un riconoscimento al suo ruolo, al suo contributo ed al come lo porta avanti nell’interesse della comunità socialista. Così come si è espressa chiaramente sul piano politico. Estrapolo dal documento finale della Direzione: […] Preservare la nostra autonomia politica e organizzativa e avviare un dialogo con le forze laiche, ambientaliste, europeiste, liberali e socialiste per rendere competitiva la sinistra riformista italiana a partire dalle prossime elezioni amministrative che sia di rilancio per tutto il centro sinistra. Occorre che il centro sinistra faccia un salto di qualità e si concentri nella costruzione di un’area che rappresenti modernità e rinnovamento. [..]. La domanda cui dare una seria risposta è: l’alleanza PD-M5S sono modernità e rinnovamento?? Date le premesse, le vaghezze e le fin troppo radicate timidezze, dubitarne non è solo lecito!!

 

Aldo Repeti
Direzione Nazionale

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