martedì, 3 Agosto, 2021

Aldo Repeti
Scelte legittime e scelte giuste

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Ho letto con molta attenzione l’intervento del 25 maggio scorso del Coordinatore Nazionale della Segreteria, compagno Luigi Iorio.
Prendo atto del fatto che delinea in questo momento le difficoltà insite nella costruzione dell’area liberalsocialista, in particolare in occasione delle elezioni amministrative prossime a Roma come a Milano. Difficoltà che appartengono a quelle “albagie” che ho ricordato anche di recente e che, tutti, a maggior ragione chi ha una storia come la nostra, deve impegnarsi a superare nel quotidiano, con costanza e convinzione.
Capisco quindi le considerazioni che vengono fatte in merito alle scelte del PSI ed alle difficoltà incontrate, in particolare a Roma. Magari avrei da porre una riflessione sul fatto che anche a Roma avremmo potuto presentare una lista socialista ed un candidato sindaco senza partecipare alle primarie del centrosinistra, esattamente come fatto a Milano e con maggior coerenza rispetto a quanto deciso nella Direzione Nazionale di marzo 2021.
Credo che due cose debbano essere ben chiare a tutti noi: non possiamo accettare supinamente le difficoltà e non possiamo non comprendere il profondo cambiamento politico intervenuto in Italia con l’avvento del Governo Draghi.
Iorio sostiene che “I compagni di Roma hanno fatto, né più né meno, quello che il PSI ha fatto praticamente in tutta Italia, a cominciare dalle Regioni del Segretario, del Presidente del consiglio nazionale ed anche di quella del sottoscritto, e cioè partecipare a coalizioni di centrosinistra che, aggiungo purtroppo, in tutte quelle regioni sono saldamente guidate dal PD”.
Vero, ma questo quadro è ormai datato: rappresenta realisticamente ciò che era il panorama politico durante il governo Conte II. Ma questo è stato sconvolto ed ha visto un rovesciamento di paradigma con l’avvento del Governo Draghi. Nuovo scenario che rende decisamente privo di valore ed asfittico, oggi, pensare di creare coalizioni solo con l’obiettivo di contrapporsi al centrodestra, prescindendo dagli elementi valoriali che devono rigorosamente contraddistinguere una proposta politica da rivolgere ai cittadini e su cui basare le alleanze anche elettorali.

Nella direzione nazionale di marzo, abbiamo all’unanimità definito una linea politica ben precisa e che, salvaguardando le legittime visioni territoriali (ma Roma è la capitale d’Italia!), non può non trovare applicazione ovunque.
Il rischio è che da un partito nazionale ci si trasformi in una confederazione di partiti provinciali. Legittimo ma è altra roba dal partito nazionale!
Percorsa una strada, assumendo le difficoltà indicate da Iorio, rimane a questo punto la necessità di tutelare la visione politica deliberata all’unanimità dalla direzione nazionale.
Ed in questo occorre essere sin da subito chiari e non lasciare spazi all’ambiguità. Ben venga che vi siano nuove adesioni al PSI e che si impegnino in nome dei nostri valori, delle nostre idee, delle nostre battaglie, comprese quelle sul tema della “giustizia giusta” e della nostra storia.
Ma per sgombrare il campo dalle ambiguità bisogna essere chiari: partecipare alle primarie del centrosinistra a Roma non può significare assolutamente assecondare ipotesi di accordi fra PD e M5S. E quindi la candidatura di un ex consigliera del M5S deve essere ed essere percepita come un investimento nel PSI e del PSI verso la linea che si è dato “..preservare la nostra autonomia politica e organizzativa e avviare un dialogo con le forze laiche, ambientaliste, europeiste, liberali e socialiste per rendere competitiva la sinistra riformista italiana.. per la costruzione di un’area che rappresenti modernità e rinnovamento.” Occorre con chiarezza affermare che il PSI, nella denegata ipotesi si verifichi lo scenario, non potrà mai sostenere al ballottaggio Virginia Raggi, come peraltro già sostenuto dal PD medesimo!
Fra il populismo giustizialista ed il populismo sovranista non esiste un male minore, sono due rovesci della stessa medaglia, verso i quali il PSI ha il dovere di confermare significativamente la propria antitesi. Pena la perdita di coerenza e credibilità verso la nostra storia ed il nostro futuro.
Di qui passa il significato fra scelte legittime e scelte giuste!

 

Aldo Repeti
Direzione Nazionale

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