domenica, 9 Maggio, 2021

Alitalia: 6000 esuberi. Sempre dalla parte dei lavoratori

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I lavoratori sanno come salvarla e rilanciarla. Ancora una volta Alitalia S.p.a. in Amministrazione Straordinaria si appresta a vivere un’operazione di salvataggio, che se gestita come le precedenti ne sancirà la fine. Cosi è’ accaduto nel 2009 con” i capitani coraggiosi” ed ancora nel 2014 con l’Ethiad che l’ha depredata con azioni di vario genere ora al vaglio della magistratura.
Lo scorso 8 Aprile, 11000 lavoratori di Alitalia hanno ascoltando il Presidente del Consiglio Draghi che, sulla futura nuova compagnia, in una breve dichiarazione, accompagnata da un ghigno, ne ha di fatto decretato la fine prima ancora della sua nascita, lo ha fatto esternando il suo discreto dispiacere, considerando Alitalia una “cosa di famiglia ma un po’ costosa”. Aggiungo io non certo a causa o per responsabilità dei lavoratori, sottoposti da lungo tempo a continui sacrifici ed all’aumento dei carichi di lavoro per far fronte all’incapacità delle sciagurate amministrazioni che si sono susseguite negli anni, peggiorando sempre di più la reputazione, l’immagine e la conduzione della compagnia di bandiera con tagli al personale e la riduzione degli stipendi degli stessi.

 

L’ultima beffa

Marzo scorso l’ultima beffa il mancato o ridotto pagamento dello stipendio, qualcuno ne ha percepito uno di 5 euro. L’immagine della Compagnia è sopravvissuta per merito dei suoi dipendenti e delle professionalità eccellenti invidiateci da tutto il mondo. Il personale Alitalia non è addestrato per essere assistito ma per assistere, per trovare soluzioni non creare problemi questa è la missione principale di un volo aereo che deve giungere a destinazione portando in sicurezza aeromobile e centinaia di passeggeri. Anche quando tutto sembrava perduto e c’era chi avrebbe voluto portare i libri in tribunale per decretarne la fine, la motivazione, il forte senso di appartenenza aziendale che ci ha da sempre caratterizzato hanno avuto il sopravento, supportati dalla volontà e dal desiderio di vederla rinascere.

 

La nuova compagnia, uno spezzatino aziendale

Entro Luglio nascerà’ la nuova compagnia, uno spezzatino aziendale. Si chiamerà Ita e partirà senza la “A” tricolore di Alitalia sulla coda degli aerei. In dotazione una manciata di macchine ed una riduzione degli slot che verranno accaparrati dalle compagnie concorrenti, aiutate da ricchi finanziamenti ed aiuti di Stato. Ne conseguiranno 6000 esuberi. Sarà una piccola compagnia che difficilmente riuscirà a sopravvivere, in piena pandemia con una riduzione del mercato che interesserà tutte le compagnie aeree. Ancora una volta un ulteriore passo falso, per poi magari cederla definitivamente al miglior offerente oltre confine. I dipendenti di Alitalia sono da tempo soli ed abbandonati da una classe dirigente politica incapace di assumere scelte coraggiose e profittevoli ma pronta invece a gestirla a favore di piccole e potenti lobbies di potere che si sono succedute arricchendosi a dismisura da almeno un ventennio. Una classe dirigente che ha palesemente fatto i propri interessi personali privati a scapito di quelli dell’azienda: prova ne sono le decine di indagini, processi, condanne o prescrizioni che la vede coinvolta. Alitalia non è solo un problema che si trascina da tempo da risolvere ma un’opportunità di crescita e di sviluppo nazionale su cui investire per rilanciarla, utile per il nostro Paese e per stabilizzare le migliaia di posti di lavoro. Una triste riflessione va fatta anche per le parti sociali da tempo inspiegabilmente rinunciatarie e incapaci di lottare a fianco dei lavoratori e di tutelarli.

 

Una proposta alternativa

La consapevolezza di noi lavoratori è che non si vogliano praticare e indagare percorsi alternativi alle scelte prese in considerazione e assunte da Governo, Partiti e Parti Sociali. Mentre da parte nostra, forse per la naturale attitudine al “problem solving” che non prevede la resa, ma la ricerca accorata di una soluzione che metta in sicurezza tutta la compagnia dagli aerei agli slot e tutto il personale vorremmo che si verificasse sino in fondo la percorribilità di una proposta studiata e presentata dal prof, Ugo Arrigo, professore dell’Università Bicocca di Milano, studioso ed economista che prevede il passaggio degli asset allo Stato che a sua volta commissionerebbe ad Alitalia, in amministrazione straordinaria, la parte volo per il tempo necessario ad ottenere i Coa e le relative autorizzazioni. Una volta ottenuta la piena operatività, la nuova società, risanata e pienamente funzionale, verrebbe trasferita al Mef che valuterebbe se fonderla con Ita , liquidarla oppure presentarla in Europa, non come la cenerentola italiana, ma titolata ed attrezzata per ricercare alleanze strategiche. Una reale soluzione, una strada percorribile che svincolerebbe Alitalia dal debito e dai diktat dell’unione Europea.

 

Fattibilità e concretezza

All’interno del Governo non mancano certo le competenze e gli strumenti per verificare la fattibilità e la concretezza di questo percorso, chiediamo di considerarlo. Alitalia nasce il 16 Settembre del 1946, subito dopo la seconda guerra mondiale, solo tre mesi prima veniva istituita l’Assemblea Costituente, l’organo preposto alla stesura di quella Costituzione che ha decretato l’Italia una repubblica fondata sul lavoro. In quel periodo storico l’Italia non è’ stata solo liberata dal fascismo ma ha avviato una fase di grande crescita economica ed occupazionale. Alitalia nel giro di pochi anni è diventata una tra le più importanti aziende Italiane, la compagnia di bandiera famosa in tutto il mondo, efficiente ed elegante, la terza compagnia in Europa dopo Lufthansa e British Airways, un orgoglio nazionale. Anche in funzione di queste considerazioni i lavoratori di Alitalia dicono NO all’ennesimo precario salvataggio, SI ad un progetto che rilanci la compagnia e con essa l’occupazione e l’economia del nostro Paese. Una azienda che ritorni ad essere motivo di orgoglio nazionale e che si regga sulle sue ali, come ha auspicato il Presidente Draghi, ma che siano ali leggere.

 

Sara Sellante
Assistente di volo Alitalia – Componente Direzione PSI Metropolitano di Milano

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