venerdì, 16 Aprile, 2021

Alitalia, voragine da 13 mld. Draghi tratta con Bruxelles

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Sempre più piccola, sempre più fragile e sempre più costosa. È il paradosso dell’Alitalia, una macchina mangiasoldi. Un buco nero che fino ad oggi ha ingoiato 13 miliardi, tutti coperti dallo Stato e dai contribuenti italiani. Adesso, dopo l’ennesima emergenza, con la cassa a secco e gli stipendi di febbraio garantiti da un intervento in extremis del governo e dell’Inps, il problema della compagnia di bandiera va risolto. Il dossier è sul tavolo di Draghi, che dovrà far ricorso a tutta la sua autorevolezza per negoziare in prima persona con Bruxelles il futuro dell’Alitalia.

Decisivo il confronto del 5 marzo con la commissaria europea alla concorrenza Margrethe Vestager. Per dare via libera all’ennesimo aiuto di Stato, tre miliardi di euro stanziati da Conte per il “rilancio”, l’Ue chiede infatti al governo italiano di vendere a pezzi gli asset della compagnia in amministrazione straordinaria. Il famoso “spezzatino”, che i sindacati hanno sempre visto come il fumo negli occhi e Di Maio e Salvini osteggiavano fieramente, all’epoca del governo gialloverde. Ma adesso i tempi sono cambiati. E pare che il nuovo governo sia disponibile a una vendita a pezzi.

Dalla riunione del presidente del Consiglio – con il titolare dell’Economia, Daniele Franco, e i ministri competenti – sarebbe emersa la volontà di porre fine all’emorragia di danaro. Alla voragine prodotta dalla società aerea pubblica, che già molto tempo prima del Covid riusciva a volare solo grazie ai “prestiti”, ai contributi, e agli aumenti di capitale garantiti dallo Stato.

Secondo il progetto messo a punto dopo i tre miliardi stanziati dal governo Conte, il “rilancio” sarebbe stato affidato a una nuova società, Ita (Italia trasporto aereo) totalmente controllata dal ministero dell’Economia. Il piano industriale di dicembre prevedeva una partenza con 52 aerei e 5.500 dipendenti, la metà degli attuali. Gli esuberi sarebbero rimasti in carico al commissario straordinario.

Ma dalle indiscrezioni che circolano, Draghi avrebbe già deciso di ridimensionare i piani di Ita. Gli aerei non sarebbero più di 45 e i dipendenti scenderebbero a 4.500. Tagliati anche i tre miliardi previsti dal governo Conte per l’avvio della nuova compagnia. Lo stanziamento iniziale dovrebbe di conseguenza scendere a 2 miliardi di euro, con il rimanente miliardo da utilizzare in seguito. Se e quando la compagnia di bandiera riuscirà finalmente a decollare.

L’ipotesi più probabile è che SuperMario, alla fine, farà perno sui suoi stretti rapporti con la cancelliera Merkel per vendere finalmente la compagnia di bandierina alla Lufthansa. Il colosso aereo tedesco che progetta da anni di trasformare l’Alitalia in una sua sussidiaria regionale.

Felice Saulino
SfogliaRoma

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