venerdì, 7 Maggio, 2021

AMAZON PRIME… STRIKE

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Un grande stop, è il primo in assoluto che riguarda il colosso americano e ci sarà il 22. Lo sciopero riguarda tutto il personale dipendente di Amazon Logistica Italia cui è applicato il contratto nazionale Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, Amazon Transport Italia e di tutte le società di fornitura di servizi di
logistica, movimentazione e distribuzione delle merci che operano per Amazon Logistica ed Amazon Transport.
La trattativa tra Filt Cgl, Fit Cisl, Uiltrasporti e Assoespressi, sulla piattaforma per la contrattazione di secondo livello della filiera Amazon, “si è interrotta bruscamente a causa dell’indisponibilità dell’associazione datoriale ad affrontare positivamente le tematiche poste dal sindacato”, e “l’indisponibilità cronica ad un confronto con le rappresentanze dei lavoratori in spregio alle regole previste dal CCNL e ad un sistema di corrette relazioni sindacali”, fanno sapere le tre sigle sindacali, in un comunicato ai lavoratori, che hanno quindi indetto uno sciopero generale nazionale di 24 ore di tutto il personale della filiera di Amazon. Sul tavolo della discussione c’erano l’analisi dei ritmi e dei carichi di lavoro, il corretto inquadramento del personale, l’orario degli autisti, ma anche una particolare indennità Covid: l’attività aziendale “in presenza” non si è mai fermata – anzi, è notevolmente cresciuta – proprio a causa della pandemia.
C’è da dire infatti che l’unico a non aver accusato la crisi dopo la pandemia è stato proprio il colosso ameruicano.
Tra le rivendicazioni sindacali alla base dello sciopero, spiegano Cgil e Filt: “La verifica dei carichi e dei ritmi di lavoro imposti, la verifica e la contrattazione dei turni di lavoro, la riduzione dell’orario di lavoro dei driver, la clausola sociale e la continuità occupazionale per tutti in caso di cambio appalto o cambio fornitore, la stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori interinali ed il rispetto delle normative sulla salute e la sicurezza”.
“Al gigante dell’e-commerce americano chiediamo di dare in tempi rapidi risposte alle questioni poste, perché – concludono Cgil e Filt – alle lavoratrici e ai lavoratori vanno riconosciuti subito diritti e tutele”.
Ma Amazon prova a correggere il tiro e ribatte: “Non è vero quanto dichiarato dal sindacato in merito al mancato confronto, tanto è vero che si sono svolti due incontri nel mese di gennaio”. Questa la replica in merito alle accuse sollevate dai sindacati sul mancato confronto. “Riguardo all’incontro svoltosi ieri con Assoespressi – prosegue Amazon – ci teniamo a sottolineare che per le consegne ai clienti, Amazon Logistics si avvale di fornitori terzi. Perciò riteniamo che i corretti interlocutori siano i fornitori di servizi di consegna, nonché le Associazioni di Categoria che li rappresentano”.

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