venerdì, 16 Aprile, 2021

Amianto e nuove politiche del lavoro: sviluppo, formazione

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Amianto: la strage impunita delle vittime. La storia dell’amianto in Italia con la strage ancora in corso impone di tornare ai valori dello Statuto dei lavoratori. Troppo tempo è trascorso senza che ci fosse un’effettiva tutela del mondo del lavoro. Passare dal reddito di cittadinanza alla formazione professionale, all’occupazione dignitosa in un ambiente salubre.
Nuove politiche salariali che sappiano premiare l’impegno e la dedizione dei nostri lavoratori.
Amianto, ambiente, economia: Recovery Fund opportunità per il Sud.

Con questa nuova puntata di ONA TV – la televisione dell’amianto, l’Osservatorio Nazionale Amianto, sono emerse luce ed ombre del precedente Governo giallo rosso e l’auspicio di un cambio di passo della politica nazionale.

 

RECOVERY FUND: NUOVI INVESTIMENTI PER IL SUD

Negli ultimi anni, i Governi che si sono succeduti sono stati incapaci di affrontare la necessità di dotare il sud Italia delle necessarie infrastrutture. Non è ammissibile che per una tratta ferroviaria, da Messina a Palermo, si possano impiegare anche 6 o 7 ore.
Questo solo per fare un esempio sulla necessità dell’ammodernamento delle infrastrutture del Sud Italia. Infatti, la perdita di competitività industriale e produttiva del Sud Italia è dovuta alla poco lungimirante politica del Governo Nazionale.
La XXI puntata di ONA TV: necessità di investimenti per il Sud Italia
Ancora una volta, il Dott. Massimo Maria Amorosini, conduttore televisivo e giornalista, ha affrontato i temi caldi dell’attualità politica ed istituzionale. Il nuovo Governo Draghi ha mandato in soffitta l’esperienza del Prof. Conte. Già si nota lo stile più sobrio e concreto. In trasmissione:
• L’avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA;
• La dott.ssa Maria Laura Paxia, Parlamentare del Gruppo misto
• L’on.le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA
• Calogero Vicario, Coordinatore ONA Sicilia.

 

SVILUPPO INFRASTRUTTURALE ED INDUSTRIALE DEL SUD E DEL RESTO DI ITALIA
La politica giallo rossa e quella giallo verde hanno preferito investire sul reddito di cittadinanza. Questa misura condivisibile se inserita in un percorso di formazione professionale e reinserimento nel mondo del lavoro, non lo può essere come studiata dai due governi.
Infatti, i milioni di sussidi distribuiti a pioggia e privi della necessaria politica di sviluppo, dalle infrastrutture al sistema produttivo, non hanno prodotto nuove occupazioni. Nuovi poveri, senza lavoro e senza specializzazione. Un completo fallimento, che il covid-19 ha accentuato.
I nostri giovani, anche nei percorsi universitari, non sono stati assistiti adeguatamente. Mancano il personale medico e paramedico e molti giovani non possono accedere alla facoltà di Medicina perché è a numero chiuso!
Non riusciamo a produrre i vaccini, e così a sviluppare le nostre infrastrutture. Le nostre strade sono piene di buche, le città con l’erba alta. Eppure ci sono milioni di giovani privi di lavoro e privi di prospettive e di autonomia vera.
Le politiche del “lavoro” dei due governi che ci hanno preceduto sono state a dir poco fallimentari. Quindi, è necessaria un’inversione di tendenza.

 

FORMAZIONE PROFESSIONALE E NUOVI POSTI DI LAVORO CON GLI INVESTIMENTI DEI FONDI EUROPEI
Occorre che tutti coloro che sono stati assistiti con il reddito di cittadinanza ricevano più presto un posto di lavoro. L’Italia deve essere trasformata in un grande cantiere con i fondi europei. Così, nuove infrastrutture, messa in sicurezza rispetto al rischio idrogeologico etc…
L’ONA chiede con forza che il Governo Draghi avvii il programma di formazione professionale e di inserimento nel mondo del lavoro di tutti i nostri giovani e di tutti coloro che hanno perso il lavoro.
Lavoratori formati saranno più utili a loro stessi e al sistema produttivo. Anche le piccole e medie imprese dovranno essere sostenute. In particolare con contributi che siano un premio per le nuove assunzioni, azzerando la contribuzione ben oltre le misure già varate.
Le somme del reddito di cittadinanza debbono essere investite per il sostegno all’occupazione, abbattendo il costo delle nuove assunzioni. In questo modo si favorisce le creazioni di nuovi posti di lavoro.
Né ricaveranno delle tutele anche gli stessi percettori del reddito, che potranno avere uno stipendio vero, qualificazione professionale e delle prospettive concrete.

 

LO SVILUPPO DEL SUD ITALIA E LA TUTELA DELLA SALUTE
La storia dell’amianto, specialmente nel Sud Italia, ci insegna che si può costruire una spirale di positività con lo sviluppo sostenibile.
La tutela dell’ambiente, da quelli di vita a quelli di lavoro, è di centrale importanza. La richiesta dell’ONA di bonificare le scuole e gli ospedali, togliendo l’amianto, non è un costo. Si traduce nella tutela della salute, in un numero inferiore di casi di malattie asbesto correlate tra cui il mesotelioma
. In più, in questo modo si evitano non solo i costi umani e sociali, ma anche quelli sanitari e previdenziali.
In questo modo, le stesse strutture si modernizzano, diventano più funzionali, si crea lavoro per l’ammodernamento e ci si dota di un bene efficace per il futuro.
Scuole ed ospedali sono il futuro. Così per il sistema industriale: in questo modo si potrebbero creare milioni di posti di lavoro nuovi e formare i nostri giovani. Molti di questi ultimi hanno perso la speranza di poter trovare un posto di lavoro dignitoso.

 

LA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEI GIOVANI E IL LORO INSERIMENTO NEL MONDO DEL LAVORO
Questo è il nostro appello al Presidente Draghi. Intanto, un nuovo stile anche di coloro che si occupano della campagna vaccinale, dopo le ombre emerse per l’acquisto delle mascherine.
La vicenda dell’acquisto delle mascherine con l’utilizzo di intermediari non istituzionali e il costo triplo, rispetto a quello indicato da altri fornitori, hanno lasciato l’amaro in bocca.
Aldilà della necessaria verifica giudiziari, l’ONA auspica che ci sia maggiore trasparenza anche negli acquisti delle strutture commissariali.

LA TUTELA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI VITTIME DELL’AMIANTO
La politica dell’ultimo governo giallo rosso in materia di lavoro lascia l’amaro in bocca anche per l’assenza di attenzione per la salute nei luoghi di lavoro.
Avevamo rivolto l’appello alla Senatrice Nunzia Catalfo perché ritrovasse le ragioni e lo spirito dello Statuto dei lavoratori. Non solo sul tema dei diritti, e della dignità del lavoro, ma anche per la tutela della salute.
Così per quanto riguarda anche la questione amianto. Centinaia di migliaia di siti lavorativi contaminati. Totale assenza di un intervento con politiche fiscali e tecnico normative che favorissero il disinquinamento e allo stesso tempo la tutela delle vittime.
Infatti, l’inquinamento ambientale e dei siti lavorativi, compreso l’amianto nelle fabbriche, sta provocando una vera e propria epidemia che si somma a quella del coronavirus.
Calogero Vicario, coordinatore di ONA Sicilia, e lavoratore delle industrie meccaniche siciliane, per decenni esposto all’amianto, insieme con i suoi colleghi, aveva ottenuto dopo tanti anni di battaglie giudiziarie la sentenza del Tribunale di Siracusa.
Quando la Corte di Appello ha ribaltato l’esito del giudizio, era stato rivolto un appello al Ministro Nunzia Catalfo del M5S. Nel corso della conferenza stampa ONA del 13 ottobre 2020: Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime, anche i parlamentari di tutti gli schieramenti si erano associati all’ONA nelle richieste formulate al ministro.
Lo stesso On.Le Fausto Raciti (PD) aveva definito “imbarazzante” per le istituzioni e per il Ministro, la vicenda di Calogero Vicario e degli altri operai delle industrie meccaniche siciliane. Il parlamentare, al pari di altri suoi colleghi, alla Camera e al Senato, aveva insistito perché il ministro affrontasse questo problema.
Si auspica che ora con il cambio della guardia al Ministero del Lavoro, questi temi possano essere affrontati e con essi anche la questione degli atti di indirizzo ministeriali per il prepensionamento amianto.

 

IL PNRR O PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA, PER LO SVILUPPO
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza deve essere tradotto come mezzo di sviluppo per il Sud, e non solo per il Nord Italia.
Questa è la grande sfida che ci attende, oltre a quella della transizione ecologica. Infatti, l’ecologia non è estranea all’economia.
L’energia verde e la produzione green sono molto importanti perché lo sviluppo sostenibile, ancorato alla tutela dell’ambiente e della salute, è di lunga durata. Diversamente il profitto di pochi, come quello dell’amianto, e dell’Eternit, si traduce in malattia e disastro economico. La vicenda del covid-19 dimostra ancora una volta che purtroppo ci siamo avviati verso la distruzione dell’umanità.
Questo processo è ancora reversibile. Dobbiamo lottare tutti insieme per ridare al pianeta la sua dimensione verde e all’umanità la speranza in un mondo migliore.

 

Ventunesima puntata ONA News – Opportunità per il Sud

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