martedì, 15 Giugno, 2021

Amministrative Catalogna. Sanchez vince la scommessa

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Pedro Sanchez ha vinto la sua scommessa. Il leader socialista e Capo del Governo spagnolo è il vero trionfatore delle elezioni amministrative in Catalogna svoltesi ieri e attese non solo a livello interno ma anche internazionale. La storia politica e istituzionale di questo territorio, con lo svolgimento di un referendum, poi annullato dalla Corte costituzionale, le proclamazione dell’ indipendenza, gli arresti e le fughe all’ estero dei principali esponenti dell’indipendentismo avevano reso questa consultazione estremamente importante sia per la tenuta del Governo nazionale sia per il ruolo svolto dalla Spagna all’interno dell’Unione Europea. Sanchez è intervenuto personalmente nella campagna elettorale visto l’ importanza della posta in palio e ha ottenuto un indiscutibile successo facendo del partito socialista la forza politica più votata candidando come Governatore un suo Ministro Salvador Illa che per partecipare alle elezioni si era dimesso dal Governo. La candidatura di Illa, anche contestata per il ritardo con cui aveva lasciato il Ministero, era considerata per certi versi un azzardo perché lo stesso, come Ministro della salute, aveva a suo carico una gestione della pandemia da coronavirus non proprio fortunata in un periodo che aveva visto la Spagna particolarmente colpita dall’infezione. Invece i catalani hanno premiato il candidato socialista voluto da Sanchez facendo quasi raddoppiare i seggi al suo partito. La percentuale dei votanti, superiore di poco al 50% è stata molto bassa causa la persistenza della pandemia. I partiti indipendentisti riuscirebbero, sommando i loro seggi, a ottenere la maggioranza assoluta nel Parlamento di Barcellona, ma l’ipotesi ,visto le loro divisioni, è assai improbabile. Esquerra repubblicana (il cui leader Oriol Junqueras è in prigione) è stato il più votato seguito da Junts (dell’ ex Governatore Carles Puigdemont fuggito all’estero) . Risultati deludenti per gli altri partiti, in particolare per i popolari scesi ai livelli più bassi della loro storia. L’estrema destra di Vox, invece, pur non sfondando come nelle previsioni , ottiene il significativo risultato di entrare per la per la prima volta nel Parlamento di Barcellona. E adesso? I prossimi giorni ci diranno quale Governo sarà formato in Catalogna. Ci diranno soprattutto se Pedro Sanchez riuscirà a realizzare un altro miracolo in Catalogna ( dopo l’ accordo di Governo con Podemos a livello nazionale): quello di assicurare a Barcellona una governabilità che non metta a rischio l’ unità nazionale dai socialisti difesa a spada tratta anche nei confronti delle richieste del re Filippo VI. La formula potrebbe essere quella di un ‘ alleanza con gli indipendentisti meno estremisti di Esquerra repubblicana con delle concessioni significative e importanti a livello di autonomia amministrativa. Del resto i buoni rapporti a livello nazionale con alcuni partito autonomisti , che con la loro astensione si sono rivelati determinanti per la formazione dell’ Esecutivo spagnolo, fanno intravedere buoni segnali per la trattativa politica dei prossimi giorni. Per ora il Premier Spagnolo può solo godersi un successo che lo rafforza ulteriormente anche sul piano internazionale.

 

Alessandro Perelli

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