martedì, 3 Agosto, 2021

Amministrative, il Pd potrebbe smarcarsi dai 5S

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La vocazione maggioritaria dei dem si è espressa finora con la permanenza al Governo. Ora ciò che mette in crisi la segreteria dei democratici è il timore di uno strappo di Governo grillino nell’Esecutivo a guida Draghi.
A incoraggiare il Pd a prendere una strada propria ci pensano le primarie che nonostante tutto si confermano ancora il fiore all’occhiello dei democratici.
La buona riuscita potrebbe far rispolverare le vecchie glorie della segreteria Letta che si è trovata con un partito vessato dalle correnti e dall’alleanza con i cinque stelle. Più che Roma, inorgoglisce Bologna dove l’affluenza è stata sorprendente e dove hanno stupito i numeri per Isabella Conti con la quale il partito di Letta pensa a tendere una mano.
Su Roma le nozze con il M5S hanno pesato al punto da far ritirare la candidatura di Zingaretti, ma su Torino non ci sono dubbi, il Pd andrà senza Movimento, dopo la fine dell’amministrazione grillina dell’Appendino.
“Sono molto contento di quanto successo domenica alle primarie di Roma e Bologna, abbiamo avuto un risultati molto importanti”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, ospite di “Radio anch’io”, su Rai Radio1.
“È un segno molto positivo, a Roma la situazione era più facile per il candidato Gualtieri, a Bologna il confronto è stato molto duro – ha aggiunto -. Per noi la partecipazione è il Dna del Partito Democratico. Non ci bastano più le primarie, vogliamo andare oltre, lanceremo nei prossimi giorni le Agorà democratiche, per sei mesi discuteremo, su una piattaforma online, sulla forma democrazia, della forma partita, e per la costruzione del programmo per il prossimo governo”. In merito all’alleanza con il M5S ha specificato che “è evidente che a Roma e a Torino c’è stato un confronto con i sindaci del M5S e in queste città andremo divisi ma cerchiamo con i cinquestelle percorso di convergenza laddove è possibile, nella chiarezza, nella trasparenza”.
Ma è la vice segretaria che manda un messaggio chiaro ai pentastellati, facendo capire che nel Pd c’è chi proprio non ha digerito la linea dettata da Conte in casa loro.
“Se M5s e Conte decidono di lasciare il governo Draghi e la maggioranza, sarebbe un problema per il Paese e il PD lo riterrebbe molto grave, perché in questa fase storica bisogna mettere gli interessi del Paese avanti a quelli dei partiti. Inoltre, è fondamentale che vi sia una forza larga di centrosinistra che appoggia il governo, perché ci consente di dettare l’agenda, di fare un monitoragio del Pnrr e di non lasciare il campo aperto al centrodestra“, afferma Debora Serracchiani

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Riguardo l'Autore

Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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