martedì, 19 Ottobre, 2021

Amministrative. Silvestrini: “Serve una svolta per Roma”

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La campagna elettorale per le comunali entra nel vivo. Il simbolo del Partito socialista è tornato sulla scheda elettorale. Diversi gli incontri con elettori e sostenitori. Ieri a Roma sono intervenuti in Piazza dell’Alberone Bobo Craxi, Capolista della lista socialista, Cristina Grancio, consigliera socialista in Campidoglio, Andrea Silvestrini, segretario del Psi Roma. Quest’ultimo ha aperto il comizio spiegando le ragione del perché “dopo 5 anni di amministrazione, anzi di non amministrazione Raggi” è necessaria una svolta per la città. “Siamo chiamati a cambiare il sindaco. Il Partito socialista – ha detto ancora Silvestrini – è sceso in campo con il proprio simbolo, il Garofano. Il simbolo dei nostri valori e della nostra storia. Ma anche il simbolo delle cose che vogliamo fare dal 3 ottobre in poi in questa città. Siamo qui per sentire ed ascoltare tutti voi. Siamo qui a proporre le nostre idee per la città. Proposte che guardano al futuro. Al centro del nostro programma il lavoro. Non solo la creazione di lavoro ma anche la difesa del lavoro. Il lavoro rappresenta la dignità. Sappiamo bene cosa significa essere precari perché siamo il Partito socialista del lavoro e siamo nati dalle lotte operaie e dopo 130 anni di storia siamo qui per parlare di lavoro. Al secondo punto l’ambiente. Salvaguardiamo le nostre città. La vera transizione ecologica va tradotta in fatti concreti. A cominciare dal dire no alle speculazione edilizia. Roma è una città che cresce in metri cubi ma non in popolazione. Terzo punto il diritto alla salute. Un diritto di cui oggi, specialmente dopo la pandemia, si ha ancora maggior bisogno. Dobbiamo essere la capitale della salute. E il diritto alla salute deve essere per tutti: in ogni municipio devono aumentare i presidi medici. Su questo possiamo incidere con forza. Aumentando i presidi medici si aumenta la prevenzione. La sinistra in tutta Europa è socialista e deve tornare ad esserlo anche in Italia. Roma è la città più bella del modo ma deve avere anche i servizi all’altezza della sua storia. Tutti i partiti – ha detto ancora Silvestrini – nel corso della loro storia hanno cambiato nome e simbolo. Noi no. Siamo quelli che ascoltano e che cercano di rappresentare nelle istituzioni le esigenze della gente. Non c’è riforma importate in Italia che non abbia la firma di un socialista. Le grande battaglie civili – ha concluso – sono state fatte dai socialisti e siamo pronti ad andare avanti”.

 

Bobo Craxi: l’ambizione dei socialisti

 

“Siamo animati da una fresca ambizione ma soprattutto siamo convinti che quello che noi stiamo facendo in queste settimane ha una funzione politica essenziale per la città”. Lo ha affermato Bobo Craxi, capolista della lista del Psi alla manifestazione romana in piazza dell’Alberone. “Ci sono per Roma 1900 candidati, 39 liste e 22 candidati alla carica di sindaco: un segnale di un degrado politico e di una crisi democratica. Per questo chiediamo il voto per un partito tradizionale, per un partito costituente della Repubblica. Per un partito che ha una storia antica ma una visione moderna per il futuro. Bisogna riflettere bene quando si andrà a voltare. Non solo cercare e trovare il simbolo del Partito del lavoro che è il Garofano ma anche comprendere quanto sia necessario il cambiamento. Ci sono segni di vitalità nel cambiamento, ma oggi rischiamo di perdere qualcosa di importante: le giovani generazioni. Perché quando queste non hanno la sensazione di avere una prospettiva dinnanzi a sé la prima cosa che fanno è quella di perdere la speranza. Significa che qualcuno li ha illusi. Questa è una grande città, con grandi ricchezze intrinseche. Eppure se guardiamo i dati escono quadri a tinte fosche. Dopo la pandemia sono aumentati del 40% le persone che vanno a mangiare alle mense della Caritas”.
“Dobbiamo – ha detto ancora Bobo Craxi – guardare un po’ più avanti del nostro naso. Capisco che il sindaco uscente è molto orgoglioso per aver rifatto qualche manto stradale. Però bisogna anche pensare che una grande città come questa non può voltare lo sguardo dall’altra parte dinnanzi a chi ha bisogno. Noi socialisti ci battiamo perché questa sensibilità non venga meno, convinti come siamo che una presenza politica socialista nel consiglio comunale determini condizioni migliori per ognuno di noi. Sosteniamo la coalizione di centrosinistra guidata da Roberto Gualtieri. Una coalizione per il cambiamento, non vogliamo che Roma rimanga nella mani di Virginia Raggi e della sua compagine che ormai si è scompaginata, e non vogliamo tanto meno che finisca nella mani della destra”.

 

 

Cristina Grancio: Con la Raggi amministrazione paralizzata

“Roma sta negando un diritto essenziale ai suoi cittadini. Il diritto alla mobilità, il diritto di avare il la possibilità di spostarsi da una parte all’altra della città”. Lo ha detto Cristina Grancio, consigliere comunale del Psi a Roma. “Non è possibile – ha aggiunto – che in una città come Roma per muoversi su una distanza equivalente ci voglia il doppio del tempo rispetto alle altre capitali europee. L’ultimo progetto con una visione per la mobilità nella città risale all’inizio degli anni Novanta è stato supportato da un governo socialista. Quella che oggi è la metro C, ancora non realizzata, faceva parte di un progetto molto più ampio che prevedeva una serie di supporti finalizzati non solo alla pedonalizzazione del centro storico ma all’incentivo all’uso dei mezzi pubblici rispetto a quelli privati. Questa visione degli anni ‘90 non è stata realizzata dai governi successivi di Roma. La finalità era quella di poter garantire mobilità e trasporto a costo zero per i cittadini di Roma. Quello che è successo invece lo abbiamo visto. Il progetto della metro C è stato completamente trasformato. Un progetto che era all’avanguardia ed allineato con quelli delle grandi città europee e che poteva venire incontro alla esigenza di non vedere devastato patrimonio archeologico di Roma. Invece la metro C, per come è stata trasformata, ha bloccato l’avanzamento dei lavori senza neanche salvare il patrimonio storico e archeologico. In sostanza la metro C è stata in una serie di spechi perché gestita da una legge che negli anni è stata cambiata e ha consentito a una stazione appaltante di gestirne i controlli. Quello che è successo sulla mobilità di Roma ha poi avuto ripercussioni sul lavoro e sui lavoratori. Non solo per chi usa i mezzi pubblici e privati ma anche sul modo di gestire i lavoratori stessi da parte delle società che gestiscono i servizi. Molti lavoratori sono diventati precari: oggi il comune è il più grande elargitore di precariato a Roma. A di là dei suoi 25mila dipendenti ne ha altrettanti, precari, che subiscono e patiscono la mancanza di lavoro. Tutti sappiamo che la macchina amministrativa di una capitale non è avulsa da inefficienza, questo è un aspetto con i quali tutti dobbiamo fare i conti. Ma non può essere che queste inefficienze siano talmente esasperate da bloccare una amministrazione. Questo è quello che è successo negli ultimi 20 anni ed è stato esasperato nell’ultimo quinquennio con l’amministrazione Raggi che ha addirittura paralizzato la macchina amministrativa”.

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