lunedì, 27 Settembre, 2021

Arriva il “Dittatore” più politicamente scorretto della storia del cinema

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Il Dittatore di Larry Charles si conferma campione d’incassi di questo fine settimana anche se con cifre non da record. Sembra proprio che neanche il film “erede” di Borat, grande successo del 2006 ai botteghini d’America e d’Italia, riesca a risollevare le “casse” del cinema italiano. Il Dittatore ha fatto registrare 2.006 euro di media per copia, con un incasso di soli 658.088 e 97 mila 285 spettatori.

UN DITTORE DISSACRANTE QUANTO BORAT- Larry Charles il regista più discusso del momento firma il suo quinto capolavoro e ingaggia ancora una volta l’attore britannico Sacha Noam Baron Cohen nel ruolo di protagonista. Dopo essere stato Borat, il giornalista kazako, e Brüno, l’esperto gay di moda, questa volta Cohen sarà il dittatore Haffaz Aladeen, padrone incontrastato di un Paese immaginario del nord Africa. Capriccioso e testardo come un bambino, partecipa alle Olimpiadi del suo Paese – non aspetta lo sparo d’inizio e anzi spara lui stesso alle gambe degli avversari, per poi gioire della vittoria in un tripudio di applausi – recita nei suoi film; è capo di un esercito di sole bellissime donne che frequenta anche a letto, con il vezzo di immortalarle in una Polaroid.

IL VASO DI PANDORA DEL POLITICALLY UNCORRECT- Un uomo di potere che più politically uncorrect non esiste: è questo il dittatore Aladeen. Colleziona tutti gli stravizi del potere e le devianze morali della politica di ieri e oggi: amore incondizionato per le armi chimiche e per le pene capitali. E’ antidemocratico e un po’ scemo, governa e stravede per i cartoni animati e per la Wii. Rincorso dalle Nazioni Unite che gridano per le sue dimissioni, il dittatore partirà per gli Stati Uniti per dimostrare al pianeta intero il suo operato. A cambiare gli eventi poi, ci si mette una congiura di palazzo: Aladeen sarà sostituito da un sosia ancora più scemo di lui. Il dittatore allora, abbandonati i panni di dittatore, potrà assaporare la vita di Manhattan.

UNA SATIRA PUNGENTE  E LA FRASE CENSURATA- Si raggiungono picchi di satira, con toni più che dissacranti; come quando il dittatore ostenta il suo odio per Israele o il possesso di uranio impoverito da arricchire. Si può allora scegliere di ridere quando si ascolta il monologo intriso di rifrimenti agli “intrighi” geopolitici del mondo di oggi. Molto divertenti i cammei disseminati nel film, come quello di Edward Norton o di Megan Fox. Nei panni di una prostituta, la bella attrice sipega al dittatore di non potersi fermare la notte da lui, perché «domani devo essere dal primo ministro italiano». Sembra però che il suo accenno all’ex premier Berlusconi sia scomparso dai sottotitoli e dal doppiaggio italiano.

 

 

 

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