giovedì, 24 Giugno, 2021

Arriva l’euro digitale. Dalla stabilità monetaria all’inclusione

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I ministri delle Finanze dell’area euro appoggiano la Bce nei suoi studi e preparativi sull’eventuale introduzione di un euro digitale.
Il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, in una conferenza stampa al termine della riunione dell’Eurogruppo in teleconferenza, ha detto: “I ministri vedono come una massima priorità l’euro digitale. Concordiamo tutti che l’euro digitale può apportare benefici a cittadini e sistema economico, ma siamo ben consapevoli che servirà la massima attenzione e prudenza nella sua elaborazione. L’euro digitale tocca temi cruciali, dalla stabilità monetaria e finanziaria all’inclusione, alla tutela dei dati. Siamo stati soddisfatti di aver avuto una prima discussione ed è chiaro a tutti che si tratta di un tema che è responsabilità della Banca centrale. Incoraggiamo la Bce a proseguire il suo lavoro”.

La Bce ha fornito all’Eurogruppo un rapporto sui lavori svolti. Oltre alla presidente Christine Lagarde, alla riunione ha partecipato anche il componente del Comitato esecutivo Fabio Panetta. Il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni ha riferito che un’ulteriore discussione sul tema si dovrebbe svolgere in primavera.
Si tratterebbe di una moneta elettronica, non di una opaca cripto valuta, ma una vera moneta emessa da una banca centrale, accessibile a cittadini e imprese, concepita non per sostituire il contante ma per affiancarlo, con il fine di rendere le transazioni più rapide e sicure e promuovere l’innovazione nei pagamenti. Sarebbe questo il progetto dell’euro digitale a cui sta lavorando la Bce come ha annunciato formalmente il 2 ottobre con un rapporto nel quale ha esposto ragioni, potenziali effetti e  possibili funzionalità dell’introduzione di questa moneta virtuale, seguito dall’apertura di una un’indagine pubblica aperta ai cittadini.
L’euro digitale sarà una moneta elettronica, garantita dalla Bce, custodita in un wallet digitale, e utilizzabile per i pagamenti di tutti i giorni in alternativa a contante e carte di pagamento. Non sostituirà il denaro ma lo affiancherà: al momento di pagare si potrà scegliere se usare gli euro “veri” sotto forma di banconote o con carte di credito o di debito o l’euro digitale. Non sarà paragonabile a una criptovaluta, perché quest’ultima ha un prezzo volatile e non ha alcuna garanzia sottostante, mentre un euro digitale godrebbe della stessa fiducia riposta nel contante, perché, spiegano dalla Bce, “sarebbe anch’esso garantito da una banca centrale, diversamente dalle cripto attività” (tra cui anche le stablecoin, monete stabili legate al valore di una moneta fiat o di un bene materiale di valore come l’oro).

Per adesso la Bce sta ancora lavorando alla configurazione dell’euro digitale. Ma dato che lo scopo è di rendere i pagamenti più facili, veloci e sicuri, il suo funzionamento sarà semplice e immediato: il wallet in cui è custodito sarà collegato ad applicazioni con cui si potrà pagare in maniera analoga a quanto avviene con le applicazioni dello smartphone collegata al mobile banking o ai sistemi di pagamento digitale. Funzionerà allo stesso modo dell’euro fisico e potrà essere usata in tutte le transazioni, sia da parte dei cittadini sia da parte delle imprese.
A differenza di una criptovaluta, non sarà possibile perdere i propri euro digitali: anche nel caso in cui lo smartphone si perda o venga rubato, la Bce tiene traccia degli euro digitali dell’utente.

 

La Bce ha spiegato che un euro digitale renderebbe i pagamenti di tutti i giorni più rapidi, semplici e sicuri. Inoltre, la sua introduzione potrebbe sostenere la digitalizzazione dell’economia europea e incoraggiare attivamente l’innovazione nei pagamenti nelle transazioni compiute dai privati. La Bce e le banche centrali nazionali dell’Eurozona stanno studiando benefici e rischi, e l’apertura della consultazione mira anche a fare sì che la moneta venga introdotta con modalità che soddisfino le esigenze dei cittadini europei.
Un euro digitale completerà la lista dei sistemi di pagamento digitali, fornendo un valore aggiunto sotto molti punti di vista: essendo garantito dalla Bce sarà utilizzabile ovunque e in qualunque condizione, come l’euro fisico. In più aumenterà la semplicità delle transazioni, perché la Bce promette che sarà configurato in modo facile da capire, e con un sistema di clearing rapido per garantire trasferimenti di denaro rapidi a prescindere dal tipo di tecnologia e di tecnicità che verranno impiegate. In più aumenterà la riservatezza nelle transazioni digitali, a differenza di quanto può avvenire con sistemi di pagamento gestiti da soggetti privati. E grazie alla tracciabilità servirà a contrastare il riciclaggio, il finanziamento delle attività terroristiche e l’evasione fiscale (contrariamente a quanto avviene con le cripto valute).

 

La task force dell’Eurosistema (composta dagli esperti della Bce e delle 19 banche centrali nazionali dell’Eurozona), ha identificato i possibili scenari nei quali sarebbe necessario emettere un euro digitale. Per esempio nel caso di un aumento della domanda di pagamenti elettronici nell’Eurozona, che richiederebbe l’adozione di un mezzo di pagamento digitale europeo privo di rischi, ci sarebbe una brusca riduzione dell’uso del cash nell’area euro ed il contrasto all’introduzione di mezzi di pagamento privati di portata mondiale (come Libra, Bitcoin e altre monete decentralizzate), che presentano problemi regolatori e rischi di stabilità per il sistema finanziario e per la sicurezza dei consumatori, o, ancora, un’ampia diffusione di monete digitali emesse da banche centrali estere tra cui la Cina che sta avviando lo yuan digitale.
Christine Lagarde, ha dichiarato: “Dovremo essere preparati all’emissione di una moneta digitale qualora ce ne fosse bisogno”, facendo intendere che la Bce è pronta ad accelerare questo lungo percorso, già avviato dalla Federal Reserve e dalla Banca centrale cinese. La creazione di un euro digitale potrebbe richiedere da 1,5 a 3 anni, per mettere a punto infrastrutture e complessi aspetti legali.
Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo e Presidente della task force per l’Euro digitale, ha scritto: “L’introduzione di una moneta digitale sosterrebbe la spinta dell’Europa verso la continua innovazione, contribuendo inoltre alla sua sovranità finanziaria e al rafforzamento del ruolo internazionale dell’Euro. L’opportunità di emettere o meno un Euro digitale è per la Bce una questione rilevante e urgente, che stiamo analizzando con le banche centrali nazionali dell’area dell’euro. Una moneta unica digitale preserverebbe il bene pubblico che l’euro costituisce per i cittadini, ossia il libero accesso a un mezzo di pagamento semplice, universalmente accettato, privo di rischi e affidabile. In futuro continueremo a fare quanto necessario perché la nostra moneta rimanga all’altezza delle sfide poste dal progresso, nella consapevolezza che non possiamo rimanere inerti”.
La BCE ha aperto anche una consultazione pubblica per raccogliere pareri, quindi a buon diritto si può affermare che c’è un forte interesse nei confronti della CBDC da parte dell’Eurotower.

 

La BCE è la custode dell’euro, ed è per questo la responsabile della politica monetaria nell’Eurosistema e in particolare per i 19 Paesi che hanno adottato l’euro.
La BCE garantisce l’euro emettendo banconote cartacee (o monete) e attraverso i depositi elettronici trasferiti alle banche e ad altri tipi di istituzioni finanziarie.
L’euro digitale vuole essere una terza modalità di diffusione dell’euro per cogliere il cambiamento offerto dalla digitalizzazione dei servizi e dei processi che tutta la società, a livello globale, vive da alcuni decenni a questa parte.
L’euro digitale avrà la stessa valenza delle banconote cartacee e, a differenza della moneta elettronica, acquisirebbe lo stesso valore giuridico. In pratica nessuno si potrebbe rifiutare di accettare pagamenti nella forma dell’euro digitale, così come nessuno si può rifiutare di essere pagato in euro cartacei sull’intero territorio dei 19 Paesi UE dove la moneta è presente come valuta nazionale.
Possiamo rifiutarci di accettare un pagamento via Paypal o bonifico bancario da un cliente, ma non si possono mai rifiutare di accettare pagamenti in euro contanti.
L’euro digitale sarà euro a tutti gli effetti ed avrà alle sue spalle la garanzia di essere stato emesso dalla BCE.
Con un euro digitale si introdurrebbe una moneta di banca centrale in forma elettronica a cui tutti i cittadini e le imprese avrebbero accesso per effettuare i pagamenti di ogni giorno in modo rapido, semplice, gratuito e sicuro, come con le banconote ma in forma digitale. L’euro digitale affiancherebbe il contante, senza sostituirlo.
Importante da notare che la forma dematerializzata non andrebbe a sostituire quella cartacea.

Tra i benefici presi in considerazione in questo periodo spiccano la resilienza in caso di pandemia e di eventi estremi che potrebbero rendere inaccessibili i tradizionali servizi di pagamento.
Si pensi ai crescenti problemi che l’emergenza climatica sta creando in tutta l’Europa, con crolli delle infrastrutture di collegamento, inondazioni di interi villaggi e città.
Prevedendo scenari di quest’ultimo tipo, l’euro digitale dovrebbe quindi servire a difendere la stabilità finanziaria e la sovranità monetaria nell’area dell’euro.
Non è stata fornita alcuna data di una possibile ed effettiva distribuzione di un euro dematerializzato.
Al momento la roadmap, per così dire, della BCE prevede la preparazione di un “impianto teorico” e la sperimentazione pratica di modelli possibili, oltre a sviluppare più ampi tavoli di confronto con le istituzioni internazionali, tra cui il GAFI-FATF del G20, il BIS ed il FMI che hanno anch’essi avviato progetti perlustrativi volti a individuare vantaggi e svantaggi nell’istituzione di una moneta digitale della banca centrale (CBDC).
Ad ogni modo verso la metà del 2021, al termine degli studi preliminari e della raccolta dei pareri dal sondaggio pubblico, verrà presa una decisione sull’avvio di un progetto dedicato all’euro digitale.
Se la BCE dovesse decidere di proseguire, a quel punto si passerà a una fase successiva che consisterà nell’indagare sui requisiti utente e sui fornitori di servizi.
La numero uno dell’Eurotower ha annunciato: “Ci vorrà del tempo. Crediamo che non possiamo attenderci nulla di concreto prima del 2023-2025”.
Tuttavia la strada sembra tracciata e difficilmente l’Europa abbandonerà questo progetto come  ha detto  anche Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della BCE, pubblicando il suo parere su varie testate giornalistiche europee, tra cui il Die Welt, Le Figaro e Corriere della Sera.
Non esiste al momento una tecnologia già adottata o un modello già individuato o un tipo specifico di sistema distribuito su cui l’euro digitale probabilmente opererà.
Per ora si è davvero in una fase molto primordiale, in cui si perlustra ogni strada e in particolare si cercano consigli e pareri da parte di tutti gli interessati, comprese imprese del settore finanziario o società dei servizi di pagamento.
Non è detto neppure che l’euro si baserà su di una tecnologia distribuita (DLT). Vero è che per garantire una maggiore resistenza contro attacchi informatici, l’infrastruttura su cui sarà basato un tale sistema dovrà essere davvero molto resistente sotto il profilo hardware e software.

Andrà anche garantita una sicurezza fisica alla medesima infrastruttura, similmente alle varie sedi territoriali della Banca d’Italia presidiate 24 ore su 24 dalle forze di polizia per garantire la sicurezza dei forzieri della nostra banca centrale. Analogamente bisognerà garantire la sicurezza fisica della banca centrale digitale.
Il discorso non è comunque legato puramente all’aspetto tecnologico, questo è solo uno dei tanti problemi. Bisogna investigare le implicazioni normative e anche economiche, insomma, il lavoro da fare è tanto.

Il presente dell’umanità passa attraverso quella che chiamiamo digitalizzazione, ma dovranno essere garantiti tutti i diritti esistenti. Favorevoli o contrari è relativo, poiché se digitalizziamo i servizi ed esistono prodotti digitali, allora abbiamo bisogno anche di metodi di pagamento digitali per comprare tali servizi e prodotti. Tutto ciò l’abbiamo ed ora è il momento di fare un passo avanti. Questa presa di consapevolezza la dobbiamo anche alle criptovalute, che per prime hanno sondato la possibilità concreta di usare il denaro digitale: lo fanno da oltre un decennio, al di fuori di ogni controllo e legalità.

Salvatore Rondello

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