martedì, 22 Giugno, 2021

Arriva “Women in Comics”, le grandi autrici Usa di fumetti

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Preceduta da quattro incontri in streaming, arriva a Roma, direttamente da New York, in esclusiva europea, la mostra “Women in Comics”, curata da Kim Munson e dalla leggendaria Trina Robbins, visitabile a Palazzo Merulana dal primo giugno sino al 13 luglio. La straordinaria collettiva di 22 artiste statunitensi che hanno fatto la storia del fumetto nordamericano è promossa dall’ambasciata degli Stati Uniti in Italia e co-prodotta da Arf! Festival e Comicon.

L’esposizione originale di “Women in Comics” è stata allestita l’anno scorso nella galleria della Society of Illustrators di New York, l’associazione professionale fondata da Henry S. Fleming nel 1901 (oggi diretta da Anelle Miller) che, oltre alle mostre, dal 1959 produce e pubblica “Illustrators Annual”, uno dei più importanti cataloghi di illustrazione del mondo.

Composta da 90 opere, “Women in Comics” propone una storia di autodeterminazione dei comics nordamericani grazie alle sue 22 protagoniste che, dal fumetto vintage degli anni Cinquanta al graphic novel, esplorano temi come amore, sessualità, creatività, discriminazione, indipendenza, la psichedelia degli anni Settanta e il fumetto underground, fino alla scena contemporanea mainstream di Marvel e DC Comics.

«Questa mostra – sottolinea la curatrice Kim Munson – è una rappresentazione dell’ampia gamma e diversità delle donne che operano nei fumetti e dei tanti generi in cui stanno lavorando, siano esse memorie personali, storie per bambini, di supereroi, di genere epico/fantasy, o ancora nel graphic journalism e nella grafica editoriale».

La super star della mostra è sicuramente Trina Robbins (17 agosto 1938, Brooklyn, New York), cartoonist dai tanti talenti e altrettanti record, femminista militante, una delle poche rappresentanti del comix underground, premio Will Eisner Hall of Fame 2013, e la prima donna ad aver disegnato le avventure di Wonder Woman. La Robbins ha iniziato la sua attività negli anni Cinquanta e nel 1970, assieme a Barbara “Willy” Mendes, realizza il primo fumetto per sole donne: “Non sono io”, per la Babe Comix. Nel 1986, appunto, è la prima donna a disegnare Wonder Woman, ma ha al suo attivo anche la collaborazione con Frank Frazetta per Vampirella, edito alla Warren, celebre personaggio per il quale ha realizzato il costume di esordio nel settembre 1969. Inoltre, nell’antologica “Wimmen’s Comix” pubblica “Sandy Comes Out”, il primo fumetto con una lesbica dichiarata.

Wonder Woman è la prima eroina della DC, creata dallo psicologo e teorico del femminismo William Moulton Marston e dal disegnatore Harry G. Peters. Il suo esordio è avvenuto sul n. 8 di All-Star Comics nel gennaio 1942. L’amazzone conquista un immediato successo e diventerà, con Superman e Batman, uno dei pilastri dell’impero della DC Comics e del Dc Extended Universe, con due film già usciti e il terzo in lavorazione, sempre con Gal Gadot nella parte della super eroina e Patty Jenkins alla regia.

Dal 1944 al 1947, Marston è stato sostituito dalla scrittrice Joye Hummel (allora ventenne) senza che la notizia fosse resa pubblica. Noi approfittiamo di questa occasione per ricordare anche la prima donna che ha scritto le avventure di Wonder Woman.

Accanto alle tavole di Trina Robbins, opere di Afua Richardson e Alitha Martinez (afroamericane e attiviste, Eisner Award per “World of Wakanda” della Marvel, spin-off del già “politico” Black Panther di Ta-Nehisi Coates), di Colleen Doran (che ha disegnato testi di sceneggiatori del calibro di Neil Gaiman e Alan Moore) e di Emil Ferris, il cui graphic novel “La mia cosa preferita sono i mostri” (Bao Publishing in Italia) è diventato un successo di critica e pubblico, premiato anche con il Fauve d’Or al Festival Internazionale di Angoulême 2018 come Miglior fumetto dell’anno. E ancora: Ebony Flowers (autrice di “Hot Comb”, considerato da Guardian, Washington Post e Believer uno dei migliori libri del 2019), Trinidad Escobar (fumettista e poetessa filippina di San Francisco, dove insegna al California College of the Arts), Tillie Walden (“Su un raggio di sole”, Bao), Jen Wang (“Il Principe e la sarta”, Bao), Joyce Farmer (“Special Exits”, Eris Edizioni) e tante altre.

Curati dalla fumettista e illustratrice Rita Petruccioli (Bao Publishing, Il Castoro, Mondadori) e della giornalista Francesca Torre (StayNerd.it, Inside Art) quattro incontri in streaming, visibili in diretta su Zoom e sulle pagine facebook di Arf! Festival, Comicon e dell’Ambasciata americana a Roma, metteranno alcune delle migliori autrici di “Women in Comics” – in diretta dagli Stati Uniti – a confronto con cinque tra le più rappresentative colleghe italiane, su tematiche di grande rilevanza socio-culturale e attualità legate ai movimenti femministi e l’arte militante.

Gli incontri, che si svolgeranno tutti alle ore 18:00, iniziano giovedì 18 marzo con: “Fumetto e femminismi: e noi dove eravamo?”. Trina Robbins incontra Silvia Ziche, modera la scrittrice Susanna Raule.

Completa il programma la prima proiezione italiana di “She Makes Comics”, regia di Marisa Stotter (2014), un film documentario su quella che può essere definita la storia mai raccontata delle donne nell’industria dei fumetti. Il film sarà proiettato a ciclo continuo nella sala espositiva di Palazzo Merulana ed è collegato a un progetto didattico che coinvolgerà le scuole italiane.

 

Antonio Salvatore Sassu

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