mercoledì, 16 Giugno, 2021

Arrivano gli “Spiragli di luce” di Stefano Piali

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Stefano Piali espone le sue opere al Museo U. Mastroianni di Marino dal 4 al 27 giugno 2021. L’inaugurazione della mostra intitolata ‘Spiragli di Luce’, è avvenuta il 4 giugno alle ore 18 nel rispetto delle misure per contrastare la pandemia.
Tra gli intervenuti, il sindaco di Marino, Carlo Colizza, ha ringraziato “l’artista e il concittadino perché, tramite la sua creatività e la perizia nel rapporto con i materiali acquisita nel tempo, regala non solo alla nostra comunità ma a chiunque abbia l’occasione di entrare in contatto con i suoi lavori qualcosa di unico”.
L’assessore alla Cultura, Paola Tiberi, ha sottolineato: “La mostra fortemente voluta dall’amministrazione, dal titolo ‘Spiragli di Luce’, vorrebe sancire un ritorno alla vita dopo il buio e, si spera ardentemente, coincida con la fine delle tenebre per il mondo della cultura tutto”.
Il direttore del Museo, Alessandro Bedetti, nel suo intervento ha evidenziato: “Stefano Piali con il suo particolare modo di rappresentare la realtà ci aiuta ad andare oltre, fornendoci gli strumenti per arricchire il nostro io più profondo”.
La presidente dell’Accademia Castrimeniense, Marina Funghi, riferendosi all’artista Piali, ha detto: “Nutro grande stima per la sua elevata professionalità, e gratitudine per l’amicizia che ci lega, rafforzata dal fatto che dal 2008 siamo Soci Fondatori dell’Accademia Castrimeniense”.
Il filosofo e critico d’arte Franco Campegiani, con grande capacità di sintesi e lucidità di analisi, ha notato: “La proposta artistica di Stefano Piali irrompe nella scena visiva dei nostri tempi con una potenza vulcanica e fantasmagorica di inusitate proporzioni, pur essendo un teatro squisitamente intimo. Pennelli e scalpelli si rincorrono nell’evocare un incontro/scontro di forze terrestri e celesti in dialogo tra loro. Un avvitarsi e torcersi incandescente di figure antropomorfe che s’inoltrano nell’invisibile, o viceversa approdano nelle tele e nei marmi venendo da quelle sponde. Il laboratorio dell’artista dà l’idea di essere un teatro frequentato da attori invisibili che raggiungono la scena da ignoti mondi per intrecciare trame con personaggi in carne ed ossa che, entrati nella stessa scena, vengono invece risucchiati nel mistero cosmico”. Campegiani ha anche ricordato: “Quando lo conobbi, agli inizi degli anni ottanta, egli stava uscendo da un’esperienza sofferta ed esaltante di iperrealismo, con esiti particolarmente lusinghieri e sorprendenti”. Poi il critico d’arte ha spiegato ‘l’esigenza indifferibile’ dell’artista di ritrarre la verità nascosta dietro il trionfo della finzione per rappresentare ‘il battito dell’Essere dietro lo sferragliante frastuono dell’Apparire’. Al Critico d’arte non è sfuggito: “L’artista ancora oggi vive, nell’evidente esigenza di rappresentare il dialogo incessante tra il mondo interiore (la vita esplosiva ed inquieta dello spirito) ed il mondo della conformistica realtà storico-esistenziale”.
Muovendosi tra marmi di Carrara, opere miste (in terracotta, metalli e resina) e tele dipinte ad olio e con tecnica mista, appare evidente la naturalezza del dialogo artistico di Stefano Piali che, con immagini e figure epiche, che si muovono in una metamorfosi scenica tra luce e tenebre, ispirandosi a grandi maestri del passato come Michelangelo, Caravaggio, Tiepoli e Dalì, denota una spiccata personalità artistica propria riuscendo ad emozionare i visitatori.
La mostra ha suscitato un grande interesse nel colto pubblico presente tra cui il maestro Lino Tardia ed il poeta Salvatore Rondello.

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