venerdì, 16 Aprile, 2021

Aspettando domani

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Su cosa provasse Cortés prima di approdare nel nuovo mondo sono stati consumati fiumi di inchiostro; oggi, nell’epoca del digitale, i racconti già si moltiplicano a dismisura nell’immaginare come sarà la nostra vita dopo il Coronavirus.
Ormai non vedo più nessuno, da Oriente a Occidente, dubitare sul cambiamento radicale che subirà la nostra società dopo la tempesta pandemica: tutti concordi, comunque, nell’affermare che nulla sarà più come prima.
Il percorso di mutamento, come abbiamo avuto modo di accennare, era già iniziato, diciamo che il COVID-19 ha innescato il turbo nell’acceleratore dei processi in corso. In breve, ciò che era stato programmato entro i prossimi dieci anni succederà in pochi mesi. Per usare una metafora automobilistica si può paragonare ad un nuovo modello di motore da corsa, dove per descriverne la potenza dicono: ‘ha così tanti cavalli che impiega solo 5 secondi da zero a 100 km l’ora!.
Quello che nessuno ci racconta, è che possiamo scegliere se terminare la nostra esperienza terrena con la giusta quantità di adrenalina in corpo, per affrontare la rapidità del cambiamento da protagonisti o, più semplicemente, dondolarci pigramente sull’amaca in giardino e osservare le stelle.
Un sogno realizzabile, anche nell’epicentro delle novità epocali che viviamo, è quello di trasferirci in uno dei tanti piccoli paesini disseminati lungo il nostro ‘Stivale’; aggiungo io, affascinanti luoghi del passato che ci hanno traghettato nel presente.
Il pensiero è circoscritto alla mia generazione, perché i bambini sono già integrati nel futuro e si trovano perfettamente a loro agio: noi non siamo obbligati a seguirli, ma solo continuare a gioire del loro essere disinvoltamente protagonisti di questo caleidoscopico domani.
Infatti, ora, senza viaggiare in giro per il pianeta alla ricerca dell’ultima oasi, darò un’occhiata alla zona collinare dietro casa per trovare una nuova dimora, una dimora dove attendere, anch’io, come Cortés, di attraversare il mare e sbarcare nel nuovo mondo; con più ambizioni, però, miro alla galassia più lontana. Non so cosa troverò, ma sono particolarmente emozionato per le aspettative del mio domani, emozionato al punto come già vedessi traccia di quella immensa luce raccontata dalla mia guida spirituale.
Questi sono i momenti della meditazione e del raccoglimento; non si inginocchiavano, forse, gli scopritori di altri Continenti quando raggiungevano la meta?! Anche se la meta più ambita dell’uomo è conoscere sé stesso…aspettando domani.

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Riguardo l'Autore

Angelo Santoro

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