mercoledì, 16 Giugno, 2021

Assegno unico, cosa cambia. Novità Isee e beneficiari

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Ministero dell’istruzione e Inps
ATTIVITA’ DI CERTIFICAZIONE DEL DIRITTO ALLA PENSIONE DEL PERSONALE

La collaborazione tra Inps e Ministero dell’Istruzione garantisce tempi certi in vista del nuovo anno scolastico Si avvia a conclusione, anche quest’anno positivamente e nei tempi programmati, l’operazione di certificazione del diritto alla pensione per il personale del comparto scuola, svolta da Inps in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione. L’Istituto ha infatti già completato alla data del 20 maggio, anche grazie all’impegno delle scuole e dell’Amministrazione scolastica, la definizione del 95% delle certificazioni del diritto alla pensione in relazione alla platea interessata. Ciò permetterà al Ministero dell’Istruzione di realizzare in tempi utili le operazioni di mobilità e di immissione in ruolo del personale in funzione dell’avvio del nuovo anno scolastico. In particolare, considerando le verifiche con esito positivo, risultano certificati i diritti alla pensione per 42.204 nominativi (31.873 del personale docente; 9.235 del personale Ata; 581 insegnanti di Religione; 406 dirigenti scolastici; 109 nel personale educativo). Sono stati dunque pienamente raggiunti gli obiettivi, grazie anche all’intenso lavoro tra gli uffici territoriali delle due Amministrazioni, nonostante le difficoltà del lungo periodo di emergenza sanitaria e la prevalente attività in smart working. La collaborazione tra Inps e Ministero dell’Istruzione ha inoltre permesso, a livello centrale, attraverso una cabina di regia dedicata, di risolvere le criticità riscontrate sui dati trasmessi in relazione alle posizioni assicurative dei dipendenti per la liquidazione della pensione. L’Inps sta continuando a lavorare per consentire agli aventi diritto l’erogazione del trattamento pensionistico con decorrenza 1° settembre 2021, senza soluzione di continuità rispetto all’ultimo stipendio.
“La sinergia che stiamo portando avanti tra il Ministero dell’Istruzione e l’Inps è importante e strategica per garantire una efficace programmazione delle operazioni di avvio del prossimo anno scolastico – ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -. È un risultato che dobbiamo garantire, ora, anno per anno, anche per poter assicurare continuità e stabilità nei processi di avvio delle lezioni e nella programmazione delle assunzioni di nuovi insegnanti alla luce dei pensionamenti”. “Efficienza, capacità di problem solvinge collaborazione tra amministrazioni sono stati gli elementi che hanno permesso, nonostante questo periodo difficile, di portare un risultato così soddisfacente – ha commentato il Presidente dell’Inps Pasquale Tridico- che garantisce non solo maggiore serenità al personale scolastico che si avvia alla pensione ma, soprattutto, permette una migliore programmazione delle attività formative, ora più che mai fondamentali per l’attuazione di uno dei pilastri del PNRR e la ripresa del Paese”

 

Novità Isee e beneficiari
ASSEGNO UNICO: COSA CAMBIA

Assegno unico universale figli 2021, c’è una novità: l’agevolazione – con requisiti già stabiliti e parametri legati all’Isee – vale anche per i minori in affidamento, come ha spiegato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, in un recente ‘question time’ alla Camera. ‘Premesso che la questione coinvolge profili di espressa competenza del Ministero con delega per la famiglia, occorre ribadire l’ormai consolidato orientamento secondo cui il soggetto affidato ad una famiglia debba godere dello stesso trattamento, quanto alle prestazioni assistenziali, di quello che riceverebbe nella famiglia di origine”, queste le parole di Orlando.
”Presupposto dell’affidamento è la temporanea privazione di un ambiente familiare idoneo e l’istituto si pone come azione di sostegno ed aiuto alla famiglia di origine, che trova garanzia all’articolo 30 della Costituzione, che prevede il dovere e diritto dei genitori a mantenere, istruire e educare i figli e, ‘nei casi di incapacità dei genitori la legge provvede a che siano assolti i loro compiti’”, ha aggiunto Orlando.
L’assegno unico partirà a luglio, come ha nuovamente ribadito la ministra della Famiglia, Elena Bonetti, in un’intervista a “Toscana Oggi” sul numero uscito la scorsa settimana. “L’assegno unico e universale partirà a luglio – ha detto Bonetti – e, come ha ricordato il presidente Draghi, non si torna indietro. Da luglio, anche chi non ha mai ricevuto l’assegno familiare avrà il nuovo assegno e per i dipendenti sarà maggiorato il vecchio assegno. Manterremo le detrazioni fiscali per questo anno. E da gennaio 2022 la misura partirà nella sua forma definitiva, per tutti. L’assegno sarà erogato mensilmente, una cifra certa, con una maggiorazione dal terzo figlio e per figli con disabilità”.
A chi spetta
L’assegno unico familiare consiste in un assegno mensile a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico. Inoltre, l’assegno ha un valore massimo di 250 euro, in base all’Isee, ed è composto da un valore fisso e uno variabile al variare del reddito complessivo della famiglia.
Il beneficio verrà attribuito a lavoratori dipendenti, autonomi o incapienti. Possono fare richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza.
Dai 18 anni di età, inoltre, una somma ridotta rispetto all’assegno potrebbe essere accreditata direttamente al figlio se: è iscritto all’università; è un tirocinante; è iscritto a un corso professionale; svolge il servizio civile; espleta un lavoro a basso reddito.
Quanto spetta?
Secondo una simulazione effettuata di recente dal Gruppo di lavoro Arel/Feg/Alleanza per l’infanzia l’assegno rischia in alcuni casi un ‘taglio’ dell’importo rispetto ai 250 euro. L’assegno -come credito di imposta o accredito mensile- ingloberà le agevolazioni attualmente esistenti e sarà legato all’Isee. Secondo lo scenario prospettato l’80% delle famiglie italiane prenderebbe 161 euro al mese per ogni figlio minore e 97 per ogni figlio under 21. Il calcolo è legato alla considerazione secondo cui 8 famiglie su 10 hanno un’Isee sotto i 30 mila euro.
L’importo dell’assegno diminuisce se si alza l’Isee: per un Isee sopra i 52mila euro, il contributo scende a 67 euro mensili per i figli minori e a 40 euro per i figli maggiorenni ma di età inferiore ai 21 anni. Il quadro favorirebbe autonomi e incapienti, categorie oggi escluse dagli assegni famigliari. Risulterebbero sfavoriti i lavoratori dipendenti: 1,35 milioni di famiglie perderebbero in media 381 euro all’anno. Per tamponare questa disparità, si sottolinea, occorrono 800 milioni in più all’anno.

 

Reddito di cittadinanza
BONUS DI SEI MESI PER CHI AVVIA UN’ATTIVITA’

Arriva il bonus reddito di cittadinanza per chi si mette in proprio: si tratta di sei mensilità di Rdc per chi inizia un’attività di lavoro autonomo, d’impresa o una società cooperativa entro i primi 12 mesi di fruizione dell’assegno.
Il bonus Reddito di cittadinanza, o beneficio addizionale, può avere un valore massimo pari a 4.680 euro, considerando che il beneficio è fruibile nel limite di 780 euro mensili.
Il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 12 febbraio 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 maggio scorso ha fornito le indicazioni per presentare la domanda di accesso al beneficio aggiuntivo.
A chi spetta
Il bonus è concesso ai beneficiari di Reddito di cittadinanza che avviano, entro i primi 12 mesi di fruizione del Rdc: un’attività lavorativa autonoma; un’attività di impresa individuale; una società cooperativa.
Il beneficio è riconosciuto in un’unica soluzione ed è pari a 6 mensilità del Rdc, nei limiti di 780 euro mensili, quindi può arrivare sino a un massimo di 4.680 euro.
L’importo a cui si ha diritto si calcola considerando il valore dell’assegno ricevuto relativamente al mese in cui è stata avviata l’attività che dà titolo all’incentivo. L’assegno viene corrisposto dall’Inps in un’unica soluzione entro il secondo mese successivo a quello di presentazione della richiesta.
Requisiti
Il bonus collegato al Reddito di cittadinanza è riconosciuto come incentivo per chi avvia un’attività di lavoro autonomo, di impresa individuale o di società cooperativa entro i primi 12 mesi di fruizione dell’assegno. I requisiti per l’erogazione del bonus sono:
risultare, al momento della presentazione della domanda delle sei mensilità, essere componenti di un nucleo familiare che sta beneficiando del RdC;
avere avviato un’attività autonoma o di impresa individuale o aver sottoscritto una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico abbia ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio;
non aver cessato, nei dodici mesi precedenti la richiesta, una delle attività che danno diritto al beneficio addizionale;
non essere parte di un nucleo familiare che ha già avuto accesso al bonus.
All’articolo 1 il testo del Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 maggio 2021 specifica espressamente che:
“L’ammontare del beneficio addizionale, riconosciuto ad un determinato soggetto ai sensi dell’art. 8, comma 4 del decreto-legge n. 4 del 2019, è decurtato dell’importo eventualmente già erogato al medesimo soggetto o al suo nucleo familiare beneficiario del Rdc, a titolo di incentivo ai sensi dell’art. 3, comma 9, terzo periodo, del citato decreto-legge”.
Domanda
Per poter accedere al bonus per l’avvio dell’attività, è necessario inviare apposita comunicazione all’Inps tramite il modello Com Esteso, entro la scadenza dei 30 giorni, allegato al Decreto specifico per la “richiesta del beneficio economico ai sensi dell’articolo 8, comma 4, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26”.
Il bonus non spetta se l’attività è stata avviata nei mesi per i quali si è già fruito del reddito di cittadinanza senza che sia stata inviata la prevista comunicazione entro i 30 giorni dall’inizio.
Se, invece, la nuova attività risulta regolarmente comunicata e la fruizione del RdC è ancora in corso, per beneficiare del bonus addizionale è necessario effettuare una nuova comunicazione all’Inps, con il nuovo modello Com Esteso.

 

Carlo Pareto

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