lunedì, 10 Maggio, 2021

Auguri a Letta ed ora la coalizione

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Auguri ad Enrico Letta che guiderà il Partito Democratico. Non ci occupiamo, nella nostra rubrica, di case altrui ma facciamo una eccezione.
Per diversi motivi.
Innanzitutto perché la fase storica richiede, necessariamente, collaborazione fra tutti.
Ed il nuovo segretario svolgerà un lavoro importante perché abbiamo di fronte sfide difficili da affrontare. Per il Paese, per il suo rilancio, e per una parte politica che deve recuperare centralità.
Il centrosinistra ha vissuto momenti di crisi che possono essere superati soltanto avendo come faro un’agenda riformista e una maggiore unità di tutte le forze politiche che si rifanno ad una storia che ha sempre privilegiato la difesa dei diritti e degli ultimi. Il voto ai sedicenni, la centralità delle giovani generazioni e l’importanza della scuola nella agenda di Governo sono argomenti sui quali i socialisti si battono da sempre. Si lavori ora a un progetto politico di ampio respiro, dove sia centrale la coalizione: solo così la sinistra tornerà ad intercettare il suo popolo.
Il Pd, il nuovo Pd per usare una frase di Letta, si impegni nella costruzione di una alleanza con le sue diverse sensibilità abbandonando gli errori dell’autosufficienza e le tentazioni del ‘compromesso storico bonsai’.

 

Enzo Maraio

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1 commento

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    Paolo Bolognesi on

    Nelle precedenti e recenti righe di prima pagina, dal titolo “Ripartire da noi”, il Segretario MARAIO si proponeva, quale partito e nel segno dell’autonomia, di elaborare e definire innanzitutto proprie idee e tematiche, anche attraverso il confronto coi territori, anzi partendo proprio da lì perché “è nei comuni che è nato il socialismo” – come viene giustamente ricordato dal Segretario – dopo di che passare alla fase delle alleanze, da concepire senza “perimetri e recinti”.

    Se io non ho frainteso il senso di quelle sue parole, trovo abbastanza contraddittorio leggere qui che si vuole puntare fin da subito sulla “coalizione”, dando per scontato che il suo principale “azionista” abbia le giuste “ricette” per dar risposta ai problemi del Paese, il che mi sembrerebbe come un “mettere il carro davanti ai buoi”, o comunque una scelta già fatta, quanto a programma ed alleanze, che rende di fatto superato e ininfluente il confronto coi territori (almeno a mio modesto parere).

    Non posso ovviamente escludere di aver mal interpretato il senso del ragionamento sviluppato dal Segretario – in questo suo scritto e in quello di quattro giorni fa – il che farebbe rivedere le mie considerazioni, ma mi viene comunque di fare un parallelo con l’articolo “Il grido dall’allarme della CDU”, dove leggiamo che Verdi e Liberali non vogliono vincolarsi ad accordi precisi in attesa di come si evolverà la crisi della democrazia cristiana …”, a dirci che intendono soppesare bene le alleanze.

    Paolo B. 16.03.2021

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