martedì, 19 Ottobre, 2021

Austria. Kurz lascia, alla cancelleria il fido Schallenberg

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Il Presidente della Repubblica, Alexander van der Bellen, ha nominato il nuovo Cancelliere federale.

Alexander Schallenberg, finora ministro degli Esteri, diventa inaspettatamente il capo del governo austriaco a causa dello scandalo politico che ha costretto al ritiro – si vedrà presto se e quanto temporaneo – il giovane leader dell’Övp, Sebastian Kurz.

Alexander Schallenberg è uno stretto alleato e mentore del Cancelliere dimissionario e, come lui, sostenitore di una linea estremamente rigorista sui temi dell’immigrazione, dei rapporti con l’Unione europea e dell’equilibrio dei conti pubblici .

E questo, fin dai tempi – correva il 2013 – in cui il giovanissimo Kurz giunse a dirigere gli Affari esteri di Vienna nella grande coalizione Socialdemocratici-Popolari guidata dal leader Spö, Walter Faymann.

Il nobile Schallenberg fino al 2020 appariva formalmente un diplomatico indipendente, vicinissimo seppur non aderente al Partito Popolare ultraconservatore, ma in realtà condividendo pienamente la linea “dura” di Kurz.

Le dimissioni da Cancelliere del presidente del Partito Popolare, da qualche anno ormai plasmato a immagine e somiglianza dello stesso Kurz, erano diventate inevitabili a seguito dell’inchiesta della Procura anticorruzione di Vienna sui fondi destinati occultamente dal Ministero delle Finanze a sostenere indirettamente l’allora titolare degli Esteri.

La magistratura avrebbe individuato un commissionamento mascherato da contratti pubblicitari per diffondere sul quotidiano “amico” Österreich, tra il 2016 e il 2018, sondaggi molto favorevoli al partito democristiano e al suo astro sempre più in fortissima ascesa.

Quindi, le toghe viennesi hanno indagato oltre Kurz, che apparirebbe come l’ispiratore diretto dei rilevamenti d’opinione “addomesticati”, anche altri esponenti governativi legatissimi al poi divenuto leader dell’Österreichische Volkspartei, come Sabine Beinschab, Johannes Frischmann ed altri.

L’alleanza tra popolari e gli junior partner Verdi era altamente a rischio da giorni, qualora il Cancelliere indagato non avesse fatto un passo indietro.
Ora, pur restando il governo sostanzialmente invariato nella composizione, restano le perplessità sul quadro politico complessivo.

Sebastian Kurz, già toccato dalla vicenda inquietante dell’Ibiza-gate che nel 2019 travolse il suo precedente alleato di governo Heinz-Christian Strache con la sua formazione ultra-nazionalista del Partito della Libertà (Fpö), rimane comunque leader del Partito Popolare. Sebbene rimanga ancora incerta la sua collocazione futura. Ad esempio, pare orientato sulla decisione di rinunciare all’immunità parlamentare, ma non al seggio di deputato.

Nonostante le critiche dell’opposizione, in primis del Partito socialdemocratico, e anche registrando una certa agitazione tra i Grünen, si ritiene infatti che Kurz continuerà, comunque, a ispirare, se non a dirigere de facto dall’esterno l’esecutivo del suo sodale Schallenberg.

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