martedì, 19 Ottobre, 2021

Austria, la coalizione Popolari Verdi va avanti

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Poteva trasformarsi in una crisi politica e di Governo la decisione di Sebastian Kurz di rassegnare le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen, invece la coalizione popolari verdi che guida l’Austria ne è uscita indenne. Il nuovo Premier è Alexander Shallemberg, fedelissimo di Kurz e indicato dello stesso dopo le dimissioni, sempre del Partito popolare, conservatore, in precedenza Ministro degli Esteri. Kurz era stato coinvolto in un inchiesta riguardante il pagamento alcuni sondaggi che, secondo gli inquirenti, poteva presentare ipotesi di corruzione e si era sempre dichiarato innocente. Ma la condizione posta dai verdi, partito alleato, di rassegnare le dimissioni per poter continuare la collaborazione di Governo e lo stesso convincimento in questo senso del Presidente Van der Bellen lo avevano indotto a chiudere l’esperienza da Premier. Tra l’altro precedendo la mozione di sfiducia che proprio oggi, martedì 12 ottobre, avrebbe dovuta, su iniziativa dei socialdemocratici, essere discussa in Parlamento e che, senza le sue dimissioni, i verdi avrebbero votato. E mentre già si fantasticava di nuove improbabili maggioranze tra i partiti di sinistra, i liberali e addirittura l’estrema destra giustificate dall’eccezionalità della situazione, il giuramento del nuovo Capo del Governo Shallemberg con la immediata nomina del nuovo Ministro degli Esteri Michael Linhart, attuale Ambasciatore austriaco in Francia , confermavano la continuazione della coalizione popolari verdi. Anzi in un certo senso la rafforzavano in quanto era riuscita a superare brillantemente un difficile momento. Il nuovo cancelliere ha già dichiarato che lavorerà in stretto contatto con Kurz, che rimane alla guida del partito popolare e che, Shallemberg ne è convinto, potrà dimostrare estraneità alle accuse che gli sono state rivolte. Shallemberg è stato il braccio destro di Kurz anche per quanto riguarda la politica ,adottata dall’ Austria di chiusura delle frontiere per il flusso delle migrazioni, condividendo tutte le scelte di rigidità in questo senso soprattutto riferite alla rotta balcanica. Eredità un Paese che ha affrontato la pandemia da coronavirus con successo prima imponendo misure restrittive ma poi oggi ,anche grazie alle vaccinazioni, tornato alla quasi normalità. Il partito popolare austriaco, su posizioni conservatrici non ha però ripetuta la scelta di governare con l’ estrema destra , travolta dagli scandali nella precedente legislatura, ed ha trovato un accordo con i verdi rassicurando in questo modo anche l’Unione Europea . Rimangono però i sospetti di un ‘eccessiva vicinanza alle posizioni sovraniste dei Paese del patto di Visegrad,come Ungheria e Polonia, confermata dalla posizione contraria, poi rettificata grazie all’intervento di Angela Merkel, all’adozione del Recovery fund. Inoltre l’Austria è uno dei dodici Paesi che hanno chiesto, recentemente, all’Unione Europea di finanziare la costruzione di muri e strutture per arginare l’arrivo di migranti clandestini. Il fatto che Bruxelles abbia risposto in termini negativi riguardo a questa domanda di finanziamento non elimina la questione politica che mette in difficoltà la politica di solidarietà e di ridistribuzione finora adottata dall’Unione Europea.

 

Alessandro Perelli

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