venerdì, 7 Maggio, 2021

Autostrade, accordo con governo. Atlantia vola in Borsa

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In un Consiglio dei ministri infuocato durato circa sei ore e terminato alle 5,30 del mattino, al termine della riunione, i Benetton avrebbero accettato tutte le condizioni del governo. Il Mit e il Mef hanno ricevuto il mandato per definire nel dettaglio l’accordo che prevede l’uscita graduale di Atlantia da Autostrade e l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti. La soluzione trovata nella notte spinge in alto le quotazioni di Atlantia in Borsa. La holding infrastrutturale, che ha come primo azionista Edizione, la cassaforte della famiglia Benetton, non riesce a fare prezzo in apertura con un rialzo teorico che all’avvio era sopra il 17% e a dopo pochi minuti di contrattazioni sfiora il +19%.
Lo schema dell’intesa è il seguente: Cdp entra nel capitale, Autostrade diventerebbe di fatto una public company, con i Benetton che usciranno progressivamente.
All’inizio i Benetton avranno un 10-12% e poi uscirebbero definitivamente nel giro di qualche mese. Se l’accordo raggiunto nella notte non dovesse essere rispettato dai Benetton , si procederebbe con la revoca. Ma, poiché, l’accordo è stato firmato con una loro nota, dovrebbero ovviamente rispettarlo.
La ministra Teresa Bellanova, capodelegazione per Italia Viva, ha detto: “Buon passo nel confronto”.

Alla fine del Consiglio dei ministri, Palazzo Chigi ha emanato un comunicato dove si legge: “Il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo. Aspi rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del decreto legge ‘Milleproroghe’. In vista della realizzazione di un rilevantissimo piano di manutenzione e investimenti, contenuto nella stessa proposta transattiva, Atlantia S.p.a. e Aspi si sono impegnate a garantire l’immediato passaggio del controllo di ASPI a un soggetto a partecipazione statale (Cassa depositi e prestiti – Cdp)”.
E’ stato dato mandato a Cassa depositi e prestiti di avviare il negoziato per entrare nell’assetto azionario di Aspi, di cui Cdp diventerà socio di maggioranza entro e non oltre il 27 luglio. Tempi strettissimi, dunque, per iniziare a disegnare e definire la ‘diluizione’ delle quote di Benetton in Autostrade per l’Italia.
E’ stato dato mandato anche ai Ministeri dell’Economia e dei Trasporti con la motivazione: “Per concludere una transazione sul dossier Aspi riportando la concessione in equilibrio giuridico ed economico. Il risarcimento per la vicenda del ponte Morandi resta, come definito nella proposta della scorsa settimana, di 3,4 miliardi di euro”.
Nel comunicato di Palazzo Chigi si legge anche: “Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli ha svolto un’informativa sullo stato di definizione della procedura di grave inadempimento nei confronti di Autostrade per l’Italia S.p.a. (ASPI), nella quale sono state esposte le possibili alternative sulla definizione della vicenda. Durante la riunione, sono state trasmesse da parte di ASPI due nuove proposte transattive, riguardanti, rispettivamente, un nuovo assetto societario di ASPI e nuovi contenuti per la definizione transattiva della controversia. Considerato il loro contenuto, il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo.
La proposta prevede specifici punti qualificanti riguardo alla transazione e al futuro assetto societario del concessionario”.

Tra i punti relativi alla transazione troviamo il rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario; un aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario. Tutti oneri che dovrà affrontare la Cassa Depositi e Prestiti dopo aver acquistato Aspi. Quindi, tutti gli oneri pregressi, incluso il risarcimento di 3,4 miliardi, ricadranno su un soggetto pubblico liberando i privati.
Nel comunicato fatto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri c’è pure scritto: “In vista della realizzazione di un rilevantissimo piano di manutenzione e investimenti, contenuto nella stessa proposta transattiva, Atlantia S.p.a. e ASPI si sono impegnate a garantire: l’immediato passaggio del controllo di ASPI a un soggetto a partecipazione statale (Cassa depositi e prestiti – CDP), attraverso: 1. la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte di CDP; 2.l’acquisto di quote partecipative da parte di investitori istituzionali; 3. la cessione diretta di azioni ASPI a investitori istituzionali di gradimento di CDP, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi; la scissione proporzionale di Atlantia, con l’uscita di ASPI dal perimetro di Atlantia e la contestuale quotazione di ASPI in Borsa. Gli azionisti di Atlantia valuteranno la smobilizzazione delle quote di ASPI, con conseguente aumento del flottante. In alternativa, Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in ASPI, pari all’88%, a CDP e a investitori istituzionali di suo gradimento”.

Ma vediamo i retroscena della lunga notte di trattativa al Consiglio dei ministri. La nuova proposta di Autostrade per l’Italia, portata sul tavolo dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, è stata al centro della discussione e ha causato la sospensione del Cdm per quasi un’ora nel corso della notte. Il titolare di via XX settembre infatti insieme alla ministra delle Infrastrutture e trasporti Paola De Micheli ha esposto la proposta al premier Giuseppe Conte.
La discussione separata avrebbe irritato la responsabile dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, che ha espresso disappunto per il metodo utilizzato.
La volontà di chiudere sul dossier era emersa già dalla prima serata di ieri. Il pugno duro del presidente del Consiglio si è avvertito già dalle prime battute: o Aspi accetta le condizioni poste dal governo o si procederà alla revoca, è l’aut aut trapelato dalla sede del governo poco dopo l’avvio della riunione, con Italia viva e Pd che hanno mantenuto la posizione sulla necessità di evitare la revoca delle concessioni.

La svolta è arrivata poco prima dell’alba. Mit, Mef e Cassa Depositi e Prestiti hanno avuto il mandato di definire i dettagli della transazione che dovrà iniziare entro il mese.
Nella lunga notte il Consiglio dei ministri ha dato anche il via libera alla data del referendum su taglio dei parlamentari e delle elezioni suppletive per il Parlamento: si voterà il 20 e il 21 settembre. Il premier Conte e il ministro della Salute, Roberto Speranza, hanno anche firmato il nuovo Dpcm per la proroga di alcune misure anti-coronavirus fino al 31 luglio.
Tornando sulla vicenda autostrade, non si revoca la concessione ad Aspi, ma cambia la proprietà passando dai Benetton alla Cassa Depositi e prestiti. Così la famiglia Benetton ‘prende i soldi e scappa’ e ‘pantalone paga’.

Salvatore Rondello

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