lunedì, 27 Settembre, 2021

LUCANIA MASCHIA

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L'”Emilia Romagna del Sud” passa a destra, da un quarto di secolo in Basilicata a governare era sempre stato il Centro-sinistra. Una sconfitta cocente e amara, ma che riflette gli errori di una classe dirigente che ha puntato su un cavallo così nuovo da non essere riconosciuto dallo stesso elettorato di sinistra. Non solo, ma la Regione ancora una volta non elegge donne a sinistra, a destra invece Donatella Marra della Lega riesce a insediarsi per la prima volta nel Consiglio regionale che da anni è diventato di genere esclusivamente maschile. “Il dato più vergognoso per tutti, da destra a sinistra, è l’elezione di una sola donna, in Basilicata, al consiglio regionale. È il sintomo di un retaggio culturale che spaventa più di ogni altra considerazione, l’opportunità che la Basilicata ha ancora una volta perso”, è quanto dichiara Maria Cristina Pisani, portavoce del Partito socialista italiano e lucana. La Regione inoltre conta appena sedici comuni su 131 a guida femminile.
“In queste condizioni, il 4% dei voti al PSI in Basilicata è davvero un buon risultato. Il centro sinistra cresce ma non tanto da essere un’alternativa credibile alla destra tirata dal successo leghista. C’è bisogno di più. Non basta gioire per il crollo dei grillini. Costruire una coalizione stabile, un governo ombra, un progetto che non abbia al centro solo il Pd”, dice il segretario del Psi, Riccardo Nencini.
Adesso a governare la regione sarà il Centrodestra a trazione Lega con l’ex Generale Vito Bardi mentre l’ex governatore, Marcello Pittella, alla guida di una lista denominata “Avanti Basilicata” a sostegno del centrosinistra, dovrebbe essere tra i 20 eletti nel nuovo Consiglio regionale, mentre a sinistra Basilicata Possibile tocca il 4%.
Bardi è stato eletto con 124.716 voti, pari al 42,2%. Al secondo posto Carlo Trerotola (centrosinistra; con 97.866 voti, pari al 33,11%), poi Antonio Mattia (M5s; con 60.070 voti pari al 20,32) e Valerio Tramutoli (Basilicata possibile; con 12.912 pari al 4,37%). Primo partito il M5s con il 20,27%, seguito da Lega (19,15%) e Forza Italia (9,15%).
La Basilicata riflette nel suo piccolo quanto avviene a livello nazionale. La Lega e Salvini brindano a un Meridione per la Lega Nord e parlano di un bel 7 a 0, mentre i pentastellati che avevano avuto la maggioranza l’anno scorso dimezzano i propri voti, mentre il Pd in affanno è comunque davanti al M5S. Ma Di Maio continua a rifiutare la realtà di un’escalation del suo Movimento ‘di protesta’.
“Il Movimento 5 Stelle è la prima forza politica in Basilicata. Gran parte della stampa parla di ‘voti dimezzati in un anno’ e di ‘crollo’, ma la verità è che abbiamo battuto tutte le liste, anche quelle con gli impresentabili dentro. Ed è un risultato che conserviamo con grande senso di responsabilità verso il Paese, senza esultanze da stadio. Noi abbiamo un simbolo, una lista. E andiamo avanti così!”, scrive in un post su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio.
Tuttavia i dati parlano chiaro e il Movimento che era riuscito a prendere piede nei territori in cui l’emergenza ambientale è sentita, adesso si sta sgonfiando elezione, dopo elezione. “La sconfitta del centrosinistra in Basilicata, seppure molto netta, evidenzia due elementi positivi: i socialisti restano una colonna portante della coalizione e ottengono un buon risultato sul proprio simbolo e il centrosinistra articolato e plurale si attesta al 33 per cento”. Lo dichiara Luigi Iorio, candidato alla segreteria nazionale del Psi. “Il risultato del centrodestra unito e la debacle dei 5 stelle che dimezzano i voti del 4 marzo scorso – conclude Iorio – ripropongono nel Paese un nuovo bipolarismo che sarà la vera sfida dei prossimi anni”.

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