lunedì, 21 Giugno, 2021

Benevento, l’ira di Vigorito: “Mazzoleni uccide il Sud”

0

Durissime parole del numero uno giallorosso dopo il finale della partita contro il Cagliari (uno spareggio salvezza) in cui alla squadra campana è stato negato un rigore, abbastanza netto, inizialmente fischiato dall’arbitro Doveri. “E’ una vergogna, quando si vuole colpire un club meridionale mandano lui”

“Quando c’è una squadra del Sud da ammazzare, si chiama Mazzoleni”. Il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, non le manda a dire al 46enne ex arbitro, ora membro del Var. Una denuncia durissima che ha monopolizzato l’attenzione della domenica calcistica. Ma cosa è successo?

 

Rigore, anzi no

Si gioca Benevento-Cagliari, quart’ultima giornata del campionato, un autentico spareggio per non retrocede (in classifica i campani terzultimi hanno un punto in meno dei sardi). A cinque minuti dalla fine, sul punteggio di 2-1 per gli ospiti, l’arbitro Doveri assegna un rigore al Benevento per un fallo di Asamoah su Viola. Nulla da eccepire, il contatto non è devastante ma c’è. Eppure il direttore di gara viene richiamato proprio da Mazzoleni al Var per guardare meglio l’azione. Dopo vari replay, Doveri torna sulla decisione negando il penalty alle Streghe. Apriti cielo. Gli isolani trovano anche la rete del definitivo 3-1 e conquistano tre punti fondamentali per non retrocedere. Ma qui scoppia l’ira di tutto lo staff campano.

Vigorito furioso: “Var non serve”

 

Mentre il direttore sportivo del Benevento, Pasquale Foggia, aspetta nel parcheggio l’uscita dell’auto di Mazzoleni, gridandogli “hai la coscienza sporca”, il presidente Oreste Vigorito sbotta in diretta tv: “In 15 anni non mi sono mai lamentato degli arbitri, ma in questa settimana ho ricevuto messaggi da Napoli in cui mi dicevano che se si vuole uccidere una squadra del Sud, si chiama Mazzoleni e così è stato fatto – urla ai microfoni Sky -. Sono sempre stato favorevole alla Var, ma se viene utilizzata in questo modo diventa solo una scusante per le loro cazzate. Noi ci giochiamo un anno di sacrifici, sotto il freddo, la neve e il gelo e Mazzoleni se ne sta con il c… sulla panchina a guardare le tv e cambiare le decisioni”. E ancora la denuncia: “Perché il sig. Mazzoleni la settimana scorsa era stato mandato a Napoli-Cagliari e dopo 7 giorni viene scelto ancora lui? Queste persone non fanno bene al calcio, se continuano a starci allora sono io che me ne vado”.

 

I precedenti di Mazzoleni

 

Parole dette a caldo che inevitabilmente costeranno una multa e una squalifica pressoché certa al numero uno giallorosso. Eppure, tralasciando le espressioni colorite, il discorso non fa una piega. Mazzoleni, nativo di Bergamo, è infatti lo stesso arbitro che nell’estate 2012 diresse a Pechino la Supercoppa tra Juventus e Napoli, match vinto 4-2 dai bianconeri ma condizionati da clamorosi atteggiamenti a danno degli azzurri, tant’è che il club di De Laurentiis disertò per protesta la cerimonia di premiazione. Che ci sia un disegno o un complotto studiato contro Napoli, Benevento o squadre del Sud è da escludere perché sarebbe la morte del calcio, ma i dubbi su Mazzoleni sono quantomeno legittimi. Perché, infatti, nel Napoli-Cagliari citato da Vigorito (partita terminata 1-1) è stato annullato un gol regolarissimo a Osimhen, che sarebbe valso il 2-0 agli azzurri, mentre nel match di Benevento il rigore (abbastanza netto) è stato tolto ai padroni di casa? E non è tutto: quando appese il fischietto al chiodo, Mazzoleni confessò in un’intervista di avere un rapporto difficile con Marek Hamsik, ex storico capitano del Napoli. Inoltre, quest’anno l’ex arbitro è stato mandato al Var in ben 13 partite del Napoli. Tutto normale? La polemica sbarca anche in politica con Clemente Mastella, sindaco di Benevento, che si schiera con Vigorito: “Lo capisco, mi ha fatto ripensare alla mia vicenda giudiziaria. Ci sono anche legami tra la famiglia di Mazzoleni e Cagliari”. E intanto la moglie muove un’interrogazione parlamentare su quanto accaduto.

 

Francesco Carci
Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply