lunedì, 27 Settembre, 2021

Biden chiede una indagine sull’origine del covid

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Il presidente Joe Biden ha chiesto all’intelligence americana un rapporto sulle origini del Covid-19 entro 90 giorni, un atto sicuramente dovuto all’umanità.
Con fermezza perentoria, Biden ha detto: “L’intelligence deve intensificare gli sforzi per raccogliere e analizzare informazioni che possano portare più vicini a una conclusione definitiva, con un rapporto che mi deve essere consegnato entro 90 giorni”.
La nota del presidente americano è arrivata quando si va sempre più diffondendo l’ipotesi di un’origine in laboratorio del virus. Secondo Biden, la comunità d’intelligence è attualmente spaccata sull’origine della pandemia che ha ucciso oltre 3,4 milioni di persone nel mondo. A cui va aggiunto il disagio psicologico ed il danno materiale subito dai sopravvissuti.
La vice portavoce, Karine Jean-Pierre, che oggi ha sostituito Jean Psaki durante il briefing quotidiano con i cronisti, ha detto: “Non abbiamo ancora escluso nulla. La Casa Bianca tiene a sottolineare che si avranno informazioni più dettagliate solo quando, entro 90 giorni, sarà pronto il rapporto sulle origini del virus che il presidente Joe Biden ha ordinato all’intelligence”.
Il massimo esperto di malattie infettive statunitense, Anthony Fauci, è finito nel mirino della stampa cinese, dopo le ultime dichiarazioni in cui ammetteva di non essere più convinto dell’origine naturale del coronavirus responsabile della pandemia di Covid-19.
I dubbi avanzati dallo scienziato Usa sono stati fortemente criticati in un editoriale del tabloid di Pechino, Global Times, a firma del direttore, Hu Xijin, il giornalista più famoso per la difesa accanita della Cina nelle questioni internazionali, cha ha scritto: “Fauci ha tentato di promuovere la vecchia e infondata narrativa che il virus sia uscito da un laboratorio di Wuhan”. Il direttore del Global Times si è scagliato anche contro il Wall Street Journal per un articolo che cita materiale di intelligence statunitense in base al quale tre scienziati del Wuhan Institute of Virology si sarebbero ammalati già nel novembre 2019 con sintomi riconducibili alla malattia che sarebbe stata in seguito definita Covid-19, ricostruzione già smentita in via ufficiale da Pechino.
La stampa cinese si difende attaccando. Il direttore del Quotidiano del Popolo, organo di stampa del Partito Comunista Cinese, ha scritto: “Questa è una sfacciata menzogna, un complotto creato dalle agenzie di intelligence Usa e dai media per infangare la Cina, e che la Cina ha smentito. E’ una coincidenza che Fauci abbia ripetuto simili bugie? In generale le elite statunitensi stanno sempre più tradendo le loro coscienze, e Fauci, seppure ambiguamente, sa che sta dando adito a un’enorme bugia contro la Cina. Le dichiarazioni di Fauci sembrano contraddire le precedenti posizioni espresse dal direttore dell’Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive statunitense, che escludevano la genesi del coronavirus in un laboratorio di Wuhan”.
Per i media cinesi l’immunologo statunitense ha aderito a una guerra d’opinione contro la Cina, soprattutto rispetto allo scorso anno, quando Fauci era elogiato per le sue critiche all’operato della Casa Bianca, allora retta da Donald Trump, nella gestione della pandemia. Lo stesso Fauci ha precisato le sue recenti dichiarazioni, affermando alla Cbs di non ritenere che il virus sia emerso per la prima volta in un laboratorio, ma dal momento che non c’é certezza al 100%, l’immunologo statunitense ha dichiarato di essere aperto ad un’indagine approfondita.
Sarà vera luce? L’umanità ha il diritto di conoscere la verità su questa vicenda che ha aperto tanti nuovi problemi, anche nella dialettica della geopolitica. Per adesso bisognerà attendere la pubblicazione del rapporto fatto dall’intelligence statunitense. Ma nel frattempo quante altre intelligence stanno lavorando in silenzio allo stesso problema?

 

Salvatore Rondello

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