martedì, 15 Giugno, 2021

Biden e i cattolici americani tra aborto e pena di morte

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Due problemi etici, umani e sociali ostacolerebbero il rapporto tra Joe Biden ed il mondo cattolico americano, cioè la comunità religiosa più ampia degli Stati Uniti. Si tratta dell’aborto e della pena di morte.
La destra della Conferenza Episcopale aumenta le pressioni per arrivare ad un documento che privi della comunione i politici cattolici schieratisi contro il cambio della attuale legislazione sull’interruzione volontaria della gravidanza, tra i quali c’è lo stesso Presidente. Per l’altro problema non meno importante, gli ambienti più progressisti stanno premendo affinché la Casa Bianca mantenga una delle promesse moralmente più impegnative della campagna elettorale: eliminare la pena di morte per i reati federali.
La vita è vita, sempre: prima della nascita, ad iniziare dal concepimento, e fino alla sua fine naturale. Su questo argomento la dottrina della Chiesa è chiara come l’acqua e la difende contro i pro-choice ma anche contro chi, come Donald Trump, nell’ultima fase della sua corsa, comunque poi persa, per essere riconfermato alla Casa Bianca, ha pigiato sull’acceleratore delle esecuzioni di sua competenza. E il boia ha ripreso a lavorare a pieno regime.
La questione della comunione ai politici abortisti è stata riaperta con l’annuncio che la Conferenza episcopale americana si preparava, nella sua prossima assemblea plenaria del 16 giugno, ad uscire con un documento a riguardo. L’esito del dibattito non era scontato, scontato era invece il potenziale imbarazzo.
Sulle scadenze, si era parlato, nelle settimane scorse, della metà di giugno come possibile data per un incontro in Vaticano tra Biden e Papa Francesco, al termine del giro che porterà il Presidente degli Stati Uniti al G7 in Cornovaglia e poi a Bruxelles in visita sia alla Nato che all’Ue. Non c’è bisogno di uno sguardo approfondito per vedere che si tratterebbe di una celebrazione del multilateralismo tanto caro a Francesco e di un modo per cancellare dal volto del Pontefice l’espressione a dir poco scura che gli si stampò al termine dell’udienza con Donald Trump.
Papa Francesco e Joe Biden, recentemente si sono ritrovati molto vicini in una terza battaglia di vita, quella sulla sospensione dei brevetti sui vaccini anticovid. Questo argomento, non è stato ancora sufficientemente ascoltato in Europa.
Sulla faccenda è intervenuto prontamente l’ex Sant’Uffizio nella persona del Cardinal Prefetto, Luis Francisco Ladaria, al presidente dei vescovi americani Josè Horacio Gomez, al quale ha scritto: “Sarebbe fuorviante dare l’impressione che l’aborto e l’eutanasia costituiscano da soli le uniche questioni gravi dell’insegnamento morale e sociale cattolico che richiedono l’intervento della Chiesa”.
Soprattutto, vale quel che disse una volta Ratzinger, predecessore di Ladaria alla Congregazione per la dottrina della fede e di Bergoglio alla cattedra di Pietro. Vale a dire: non lanciarsi in facili scomuniche, soprattutto se all’interno del corpo dei vescovi americani non c’è unità di vedute. Non c’era allora, non c’è oggi e prudenzialmente sarebbe opportuno soprassedere.
La lettera risalirebbe al 7 maggio. Una settimana prima l’arcivescovo di San Francisco, Salvatore Cordileone, aveva preso posizione in modo quasi plateale ponendosi nel novero degli intransigenti, proprio nel mese di maggio. Poi, anche l’arcivescovo di Madison, nel Wisconsin, monsignor Donald Hying, si è schierato a fianco di Cordileone facendo esplicitamente propri i contenuti dell’appello, aggiungendo di voler pregare per quei politici cattolici ma abortisti. Poi, ha anche ricordato le parole di Giovanni Paolo II: “Una nazione che uccide i suoi figli non ha alcun futuro”.
La lotta sul magistero per la vita negli Stati Uniti segna un nuovo salto di qualità, comunque. Il Catholic Mobilizing Network, che nella miriade di gruppi di pressione cattolici risulta tra i meglio organizzati, ha lanciato una petizione da presentare alla Casa Bianca insieme all’Ignatian Solidarity Network, per chiedere a Biden la messa al bando della pena di morte per i reati federali.
Sulla carta si tratta di qualcosa di relativamente facile, dal momento che il Presidente cattolico è anche l’unico tra gli inquilini che si sono succeduti alla Casa Bianca ad aver fatto esplicitamente campagna contro le esecuzioni. Una posizione ribadita anche in piena lotta per l’elezione contro Trump, che invece dal gennaio al novembre dello scorso anno ha fatto ricorso alla pena di morte per ben 13 volte. Qualcosa senza precedenti.
La petizione che sembrerebbe un sostegno al Presidente, invece potrebbe essere il segnale di una rottura. L’elettorato cattolico americano è sì diviso a metà tra democratici e repubblicani, ma è molto consistente. Meglio non scontentare nessuna delle due parti: né a livello di conferenza episcopale, né a livello di pubblica opinione.
Ma chissà se Biden non riuscirà a mediare raggiungendo i due obiettivi: l’abolizione della pena di morte e la possibilità di scelta regolamentata sull’aborto. Il dialogo è aperto e questa ipotesi non va esclusa.
Invece, il vero pericolo dell’umanità sono le coalizioni dei movimenti illiberali che si stanno affacciando nel mondo iniziando da Francia e Stati Uniti d’America con pretestuosi attacchi personali ai rispettivi presidenti. Movimenti che si scontrano sia con Biden che con la Chiesa Cattolica.

Salvatore Rondello

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