mercoledì, 16 Giugno, 2021

Bielorussia, Tikhanovskaya annuncia un Governo in esilio

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È sempre più difficile trovare le parole per giustificare e commentare quello che sta avvenendo in Bielorussia. Non contento di aver falsificato le elezioni ed aver represso le manifestazioni di protesta arrestando centinaia di persone costringendo all’esilio decine di dissidenti, Aljaksandr Lukashenka si è reso protagonista di un ulteriore episodio che certifica la natura inaccettabile e vergognosa del suo regime. Dopo aver fatto dirottare un aereo della Rayanair, partito da Atene e diretto a Vilnius, che trasportava l’attivista Roman Protasevich, ha fatto arrestare il dissidente per poi richiuderlo nel centro di detenzione di Minsk che è controllato dai servizi segreti. Non contento e sicuramente con la sua regia, vista la risonanza internazionale della vicenda che non permetteva di calarci sopra una cortina di silenzio, si e assistito alla indegna registrazione di un video in cui Protasevich si auto accusa dei crimini che gli vengono addebitati, chiede scusa e implora la clemenza facendo le lodi del dittatore bielorusso. Con una prassi degna dei più infami metodi di rieducazione dei regimi totalitari. Il video, trasmesso dalla televisione di stato, è stato anche proiettato nelle piazze delle principali città : un avvertimento a coloro che continuano a opporsi alla dittatura e un segnale a quelli come Svetljjana Tikhanoskaja che, rifugiatisi all’estero, si impegnano per mantenere viva la speranza di democrazia e libertà. La Tikhanovskaja ha annunciato la volontà di fare nascere un Governo bielorusso in esilio. Lukashenko ormai ha superato tutti i limiti della sfacciataggine nel momento in cui accusa gli USA e l’Unione Europea di ingerenza negli affari interni della Bielorussia quando richiedono il ripristino della legalità e nuove elezioni. Le sanzioni che sono state decise vengono rimandare al mittente ma la situazione economica del Paese va progressivamente peggiorando anche per la persistenza della pandemia da coronavirus, in un primo tempo negata da Lukashenka diventato per qualche mese un campione mondiale del negazionismo con alcuni siparietti pericolosi e ridicoli come la sua decisione di tenere lo stesso la parata militare a Minsk in occasione della festa nazionale proprio per dimostrare la non presenza dell’infezione. Con la ovvia conseguenza della recrudescenza della pandemia. Il dirottamento avvenuto la scorsa settimana ha comunque determinato la decisione del Consiglio Europeo di bandire lo spazio aereo dei cieli dell’Unione alle compagnie aeree bielorusse. Gli Stati membri dovranno negare l’atterraggio e il sorvolo nei loro territori a tutti gli aerei delle compagnie bielorusse mentre è stato raccomandato ai velivoli dell’Unione di non entrare nello spazio aereo di Minsk. Questa è la prima di una serie di ulteriori sanzioni che saranno prese nei confronti dei responsabili del dirottamento e di alcune società (soprattutto petrolifere e produttrici di fertilizzanti) che apertamente appoggiano il regime di Lukashenka. La Russia di Putin però rimane a fianco del dittatore di Minsk anche se è stato negato l’ intervento del servizio segreto di Mosca per favorire il dirottamento. Gli interessi di Putin sulla possibilità di sfruttare il territorio bielorusso per il passaggio di risorse energetiche sono sicuramente prevalenti anche sul fatto di aver dovuto riconoscete l’indipendenza di uno Stato che faceva parte dell’Unione sovietica e che Mosca considera ancora legata indissolubilmente alla sua economia.


Alessandro Perelli

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