mercoledì, 1 Dicembre, 2021

‘Blockupy ddl Fornero’ manifesta al Pantheon: cronaca della protesta tra scontri e slogan

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La Piazza del Pantheon negli ultimi due giorni si è riempita, e i turisti che di solito si muovono intorno ad uno dei simboli di Roma si sono mescolati a centinaia di attivisti del movimento “Blockupy Ddl Fornero” che hanno occupato lo spazio antistante il tempio romano. In molti hanno dormito l’altro ieri notte sotto le sue possenti colonne, all’interno della quindicina di tende montate nel pronao. C’è chi è entrato pacificamente nel mausoleo per un’occupazione lampo simbolica. Ieri pomeriggio però la situazione è diventata tesa: una quarantina di manifestanti intenzionati a raggiungere Montecitorio da piazza del Pantheon, ha tentato di sfondare il cordone degli agenti dalla parte di via degli Uffici del Vicario. Alla carica di contenimento delle forze dell’ordine i manifestanti hanno replicato con un lancio di fumogeni, sampietrini e bombe carta. Alcuni degli attivisti denunciano di essere stati “manganellati e colpiti”, mentre due agenti sarebbero rimasti feriti. Il primo contatto con le forze dell’ordine si è verificato a piazza Capranica, ma ci sono stati scontri anche nei pressi del Pantheon. Terminato il blitz davanti a piazza Montecitorio i manifestanti hanno poi sciolto il presidio davanti al tempio romano per recarsi al Teatro Valle. 

BLOCKUPY DICE “NO AL RIGORE”- Arrivati a Montecitorio, dopo lo scontro con gli agenti, alcuni manifestanti hanno scelto una risposta provocatoria: con il lancio di palloni da calcio bianco e neri. Siamo in tempi di Europei, e allora anche Blockupy sfrutta la metafora calcistica coniando slogan come: “No al rigore, la riforma del lavoro è una partita truccata”. Prima che la giornata di ieri sfociasse nella tensione tra manifestanti e agenti, il clima attorno al colonnato del Pantheon non lasciava prevedere uno scenario da scontri. Sì, la piazza era blindata: decine di camionette delle Forze dell’Ordine bloccavano le vie principali che circondano la piazza, ma tra turisti, musica, e bandiere il presidio di studenti e lavoratori precari faceva sentire la sua voce con intenzioni pacifiche. “Il mercato non è sacro: non si gioca con la democrazia”, questo l’imperativo del movimento romano di Blockupy che campeggiava su lunghi striscioni sdraiati ai piedi del colonnato.

STUDENTI E LAVORATORI PRECARI INSIEME IN PIAZZA – Marina, studentessa di Filosofia all’Università La Sapienza di Roma che era in piazza, è solo uno dei tanti esponenti della società civile a gridare contro questa riforma del lavoro. «Il ddl Fornero cambia tutto per non cambiare nulla. Oltre all’attacco ai cosidetti lavoratori garantiti, quel disegno di legge – raccontava ieri la manifestante – che millantava di voler rimettere ordine alla giungla dei contratti atipici e precari nel mercato del lavoro italiano, non cambia nulla». In piazza c’erano studenti, lavoratori e lavoratrici precari della scuola e dello spettacolo; attivisti del teatro Valle, e del Cinema Palazzo, ma anche il Coordinamento romano acqua pubblica e gli attivisti dei centri sociali. Sventolava anche qualche bandiera della Fiom: un pezzettino del corteo dei metalmeccanici diretto a Montecitorio si era staccato per convergere al Pantheon. Nel pomeriggio di ieri infatti il ministro Elsa Fornero ha incontrato una delegazione del sindacato, insieme al segretario generale Maurizio Landini, per discutere sulla riforma e sulla questione “esodati”.

CONTRO IL MONOTEISMO ECONOMICO – Il Pantheon, raccontava la manifestante Marina, è stato scelto simbolicamente per rivendicare la sua valenza politeista e per diventare il luogo ideale da dove dire “no” al monoteismo del mercato e della finanza che continua a prendere decisioni sulle teste degli studenti e dei lavoratori di oggi. «Da quest’estate, dopo la famosa lettera di Trichet e Draghi, continuiamo a vedere politiche economiche italiane ed europee egemonizzate dalla linea Merkel. Politiche di austerità la cui parola chiave è il rigore. Abbiamo lanciato slogan che ironicamente riprendevano queste parole e le abbiamo modulate all’interno della metafora calcistica». E allora ieri volantini e striscioni gridavano: “No al rigore, noi il rigore ve lo pariamo”.

TROPPI I TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA – «Le vie d’uscita – spiegavano gli attivisti di Blockupy al microfono in piazza – che dal 2008 ad oggi sono state messe in atto dalla politica dei paesi d’Europa non portano ad una soluzione, ma stanno facendo sprofondare sempre più Paesi nella recessione. In Italia il tasso di disoccupazione ha superato il 30%, la disuguaglianza sociale raggiunge picchi sempre più estremi e drammatici, per non parlare dei suicidi che ci sono stati solo quest’anno». Ecco perchè la piazza ha raccolto negli ultimi due giorni gli umori di chi non ci sta: troppi i tagli alla spesa pubblica. Ed ecco perchè gli studenti al Pantheon protestavano: «Siamo regrediti al pre ’68 ; l’accesso universale al mondo dell’istruzione non c’è più. L’Università ormai dopo la legge 133, il ddl Gelmini e quelle che dovrebbero essere le nuove iniziative del ministro Profumo è una struttura fatiscente, con tasse altissime».

RIAPPROPRIARSI DELLA DEMOCRAZIA – Quello che preoccupa Blockupy è che “dall’altra parte” non c’è alcuna intenzone di rispondere e dialogare con le istanze dei movimenti di protesta. Una situazione che non riguarderebbe solo l’Italia, ma l’Europa in generale. Molti di questi ragazzi sono stati anche a Francoforte, nel cuore della Banca Centrale Europea, dove a maggio ci sono state giornate di dissenso forte. Ed oggi, diceva la studentessa Marina «abbiamo continuato a vedere soltanto chiusura da parte delle istutuzioni. La situazione oggi a Roma è paradossale: una città completamente blindata, c’è una clima da controvertice. Laddove si manifesta una qualunque forma di dissenso sociale la risposta è trattarlo come un problema di ordine pubblico, impedendo fattivamente ai cittadini di manifestare». Sembra che la crisi economica abbia portato ad una vera e propria crisi della democrazia. «Allora oggi – dicono i sostenitori di Blockupy – oltre a manifestare il nostro antagonismo nei confronti di questo ddl, siamo qui anche per riavviare un processo di riappropriazione democratica per dare nuovamente senso a questa parola che sta diventando un simulacro vuoto».

VERSO UN AUTUNNO CALDO – Blockupy guarda all’Europa, «Siamo europeisti, ma nella mente abbiamo l’idea di un’Europa dove effettivamente ci sia mobilità e scambio, dove la Bce diventi una prestatrice in ultima istanza, dove ci siano concrete riforme delle istituzioni europee in senso democratico. Crediamo che soltanto ripartendo da basso, dai movimenti sociali a livello europeo, non soltanto guardando alla provincia italica, si possa avviare un percorso che costruisca un’altra Europa e che porti a riempire nuovamente di senso la parola democrazia». E dopo la protesta di ottobre, davanti alla Banca d’Italia, il movimento Blockupy torna alla ribalta e si rafforza. Con quali aspettative?: «Non fermarci mai». Anche se a metà giugno attivare un tessuto di mobilitazione ampio sembra difficoltoso, l’intenzione di Blockupy è quella di guardare all’autunno. Un autunno “caldo” che imponga al governo italiano di fare i conti con loro, e con il resto di una società che in un contesto istutuzionale cupo, è schiacciato dalla crisi.

Benedetta Michelangeli

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