martedì, 13 Aprile, 2021

Bonus bebè, come fare la domanda online. Inps, la nona salvaguardia pensionistica

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Inps
BONUS BEBE’ 2021: ONLINE LA PROCEDURA PER PRESENTARE LA DOMANDA
L’Inps, con il messaggio del 3 marzo scorso, n. 918, l’Inps ha comunicato che è online la procedura per inoltrare la richiesta di assegno di natalità (Bonus Bebè) per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio di quest’anno.
La domanda va presentata attraverso il servizio online entro 90 giorni dall’evento (nascita, adozione, affidamento). Per gli eventi già avvenuti a partire dal 1° gennaio 2021, i 90 giorni decorrono dalla data di pubblicazione del citato messaggio.
Il termine ultimo per presentare l’istanza è la fine del mese precedente a quello di compimento del primo anno di vita del bambino o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare. In questo caso l’assegno di natalità decorre dal mese di trasmissione della richiesta e comprende le sole mensilità residue fino al compimento di un anno dall’evento.
Nello stesso messaggio vengono inoltre fornite tutte le informazioni sulla modalità di presentazione della domanda, sulle soglie Isee e i relativi importi del bonus.
Il Bonus Bebè o “assegno di natalità” – ricordiamo – è un assegno mensile destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo nel 2021.
L’assegno ha una durata di massimo un anno (12 mesi) e viene corrisposto ogni mese fino al compimento del primo anno di età per i nati, adottati o in affido preadottivo nel 2021, a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia, se la domanda viene correttamente inviata entro 90 giorni dall’evento. In caso di presentazione dopo i 90 giorni i pagamenti partiranno dal mese in cui è stata inoltrata l’istanza e per un numero inferiore di mensilità. L’assegno spetta ai cittadini italiani, comunitari o extracomunitari in possesso di idoneo titolo di soggiorno.
La richiesta deve essere trasmessa entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare, a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo. Se la domanda è presentata oltre i 90 giorni, il pagamento decorre dal mese di invio della richiesta.
L’istanza può essere inoltrata dal genitore che abbia cittadinanza italiana o comunitaria ed extracomunitaria con permesso di soggiorno, residenza in Italia e convivenza con il figlio.
Per poter richiedere l’assegno è opportuno presentare prima una Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per ottenere un Isee valido per ricevere le prestazioni per i minorenni. Nel nucleo familiare indicato nella  Dsu deve essere segnalato il codice fiscale del figlio nato, adottato o in affido preadottivo per il quale si richiede il beneficio previdenziale.
Dopo aver attestato l’Isee, la domanda di assegno si invia all’Inps attraverso il l’apposito servizio online dedicato, che permette di visualizzarne anche l’esito. In alternativa, si può fare richiesta tramite contact center Inps o attraverso enti di patronato e intermediari dell’Istituto.
La misura dell’assegno è calcolata in funzione del valore dell’Isee valido per la richiesta di prestazioni per i minorenni.
L’erogazione mensile dell’assegno è effettuato dall’Inps direttamente al richiedente tramite bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con  Iban intestati al richiedente. La modalità di pagamento preferita va indicata al momento della presentazione della domanda.
In caso di nascita o adozione di due o più minori, ad esempio parto gemellare o di ingresso in famiglia di uno o più figli adottivi, occorre inoltrare una singola istanza per ciascun minore.
Nell’ipotesi in cui si tratti di secondo figlio, l’importo del bonus verrà aumentato del 20%. La maggiorazione – si sottolinea – viene riconosciuta per ogni figlio successivo al primo del genitore richiedente l’assegno, purché sia rispettato il requisito della  convivenza tra tali due soggetti.

 

Nona salvaguardia pensionistica
INPS: NUOVE DISPOSIZIONI
Con la circolare Inps del 2 marzo scorso, n. 39 l’Istituto ha illustrato le nuove disposizioni in materia di salvaguardia pensionistica emanate dall’articolo 1, commi 346-348, della legge di bilancio 2021, e ha fornito informazioni sulla presentazione delle domande di accesso al beneficio, sulla modalità di gestione delle operazioni di monitoraggio e sulle risorse stanziate.
Nella stessa circolare vengono altresì indicati i requisiti di ammissione alla salvaguardia, il termine di trasmissione delle istanze con le diverse modalità di inoltro e la decorrenza dei trattamenti pensionistici per le seguenti tipologie di lavoratori:
lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione;
soggetti cessati per accordi o risoluzione unilaterale;
soggetti in congedo per assistere figli con disabilità;
soggetti con contratto a tempo determinato e in somministrazione.
Vengono inoltre fornite ulteriori precisazioni sulle domande di pensione avanzate in anticipo rispetto alla conclusione delle attività di monitoraggio.
Ad ogni modo le strutture territoriali e decentrate dell’Istituto possono inoltrare, a tale riguardo, eventuali quesiti di carattere normativo e/o tecnico esclusivamente per il tramite delle loro direzioni regionali o di coordinamento metropolitano, alla seguente casella di posta elettronica interna all’Istituto, salvaguardia2400@inps.it.

 

Secondo dati dell’Inps
BONUS BABY SITTER FRUITO IN PREVALENZA DAI NONNI
Tra i vari bonus corrisposti nella prima parte della pandemia, uno tra i più apprezzati è stato il cosiddetto Bonus Baby sitter, pensato per andare incontro i lavoratori in difficoltà nella gestione dei figli costretti a casa per la chiusura forzata delle scuole. L’istituto di previdenza ha recentemente diffuso i dati relativi a questo beneficio, rilevando come nella maggior parte delle situazioni monitorate l’aiuto sia stato usato per pagare i nonni.
Stando infatti ai dati diffusi dall’Inps, le famiglie che hanno chiesto il Bonus baby sitter previsto per la cura dei bambini rimasti a casa a causa dell’emergenza Covid si sono rivolti, in diversi casi, direttamente ai nonni: su 556.348 baby sitter pagati con il Libretto di famiglia utilizzando il bonus, 339.252 avevano difatti oltre 60 anni. Si tratta addirittura del 61%.
L’Istituto ha inoltre aggiunto che senza considerare le domande respinte, annullate e seguite da rinuncia, il bonus è stato richiesto da circa 720mila persone: 621.654 nel settore privato/autonomo, il doppio in confronto ai 310.142 richiedenti il congedo Covid. Nel comparto pubblico, invece, le istanze sono state 99.657. Ad avanzare la richiesta sono state soprattutto le donne: hanno rappresentato il 78% del bacino di cittadini che ha fatto domanda per il congedo Covid, ma anche il 70% dei richiedenti il bonus nel settore privato/autonomo e il 61% nel pubblico. Guardando ai prestatori di lavoro che risultano pagati con il Libretto famiglia, i baby sitter coinvolti sono stati 556.348. Di questi, il 95% ha dichiarato un solo committente (poco meno del 5% due). Il 79% di questi baby sitter è rappresentato da donne (437.376, tra cui 99.132 over 70). Gli uomini retribuiti con il libretto famiglia nel complesso sono stati 118.972 (55.187 over 70; l’83% comunque aveva almeno 60 anni di età).
L’importo totale corrisposto tramite la piattaforma del Libretto famiglia è di 664,6 milioni di euro: 10 euro per ora di lavoro, dunque un volume di 66,46 milioni di ore di lavoro, equivalenti a 384 mila lavoratori full-time all’interno di un unico mese”.
Il bonus baby sitter introdotto dal governo ha raggiunto quota 1.200 euro (fino a 2 mila per alcune categorie, ad esempio gli operatori sanitari): la media del pagamento è stata pari a 1.195 euro.

 

Carlo Pareto

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