giovedì, 29 Luglio, 2021

Braccianti in regola. Bellanova: “Le mie lacrime di chi crede in quello che fa”

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“È vero. Ho pianto. Ho faticato, ho combattuto, e alla fine ho pianto. Io ho avuto la forza di piangere – sì, la forza – perché ho fatto una battaglia per qualcosa in cui credevo sin dall’inizio, perché ho chiuso il cerchio di una vita che non è soltanto la mia, ma è quella di tantissime donne e uomini che come me hanno lavorato nei campi”. Lo scrive su facebook Teresa Bellanova in merito alle sue lacrime ieri in conferenza stampa a palazzo Chigi.
“Da oggi lo Stato è più forte del caporalato”, ha affermato ieri il ministro per le Politiche Agricole parlando dell’articolo 110-bis, la sanatoria per far emergere dal nero i migranti che lavorano nei campi e aggiunge: “Le lacrime sono il segno costitutivo, generativo della nostra specie. Chi le teme, o chi non ne comprende il senso e la forza, ha perso di vista il carattere più importante dell’umano: la coscienza delle cose, quant’è prezioso mostrarsi vulnerabili. Se abbiamo perso di vista questo, se non sappiamo più riconoscere cosa significa il pianto di chi crede in quello che fa, è preoccupante. Più di ogni battaglia, vinta o persa che sia”.
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla regolarizzazione per motivi di lavoro della durata di sei mesi degli immigrati, ma solo a quelli che abbiano già svolto un lavoro in regola prima del 31 ottobre 2019. È il compromesso trovato in seno alla maggioranza su uno dei punti più dibattuti del decreto Rilancio appena approvato, e che punta a trovare una soluzione in particolare alla scarsa disponibilità di braccianti agricoli per la stagione primaverile ed estiva, a causa delle limitazioni imposte dall’emergenza coronavirus.
Una battaglia portata avanti dalla ministra Bellanova, da sempre in prima linea per i diritti di lavoratori agricoli e braccianti.
La norma, consentirà ai datori di lavoro di assumere cittadini stranieri oppure regolarizzare la posizione di lavoratori in nero tuttora in corso, siano essi italiani o stranieri. Si stima che siano circa 600 mila gli immigrati irregolari attualmente presenti in Italia, ma la formula trovata dal governo stringerà inevitabilmente la cerchia, per via dei requisiti richiesti.

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