domenica, 19 Settembre, 2021

Brasile, Bolsonaro teme Lula e denuncia Golpe

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È il secondo Paese al mondo per numero di morti per Covid, dopo gli Stati Uniti, ma il Presidente Jair Bolsonaro continua a non ammettete errori nella gestione nella pandemia in cui si è fatto protagonista di tutto e del contrario di tutto, prima negandone la pericolosità poi ammettendola e ricorrendo a severe restrizioni. Ma, superata la fase più critica soprattutto grazie all’inizio delle vaccinazioni, in Brasile si pensa già alle prossime elezioni presidenziali del prossimo anno e già si può dire che sia iniziato la campagna elettorale. O meglio Bolsonaro l’ha sicuramente già iniziata dopo i sondaggi che danno la sua persona in notevole calo di popolarità. Fondamentale a questo riguardo non sono stati né il Covid né uina situazione economica sempre più preoccupante ma la riabilitazione dell’ex Presidente, suo antagonista politico, Luis Ignacio Lula da Silva, prima arrestato e condannato per corruzione ma che recentemente ha visto cancellate le condanne dalla Corte Suprema (STF). Lula che ha già annunciato la ricandidatura, è dato in questo momento favorito da tutti i sondaggi, tra l’altro confermando la tendenza di un recupero della sinistra in America Latina che nei mesi scorsi ha vinto in Perù e sta mettendo in crisi i Governi liberal conservatori di Argentina e Colombia. Ed ecco che Bolsonaro si sta scagliando proprio contro la Magistratura, a suo tempo corteggiata tanto da aver nominato Ministro il giudice che fece arrestare Lula, accusandola di interferenze politiche e di repressione nei confronti dei suoi sostenitori. In effetti vi sono state negli ultimi giorni irruzioni della polizia nelle sedi e addirittura nella case di simpatizzanti dell’ attuale Presidente indagati per attività illegale e atti contro lo Stato di diritto.
Nel Paese giallo oro la tensione sta aumentando in modo preoccupante e tutto lasca pensare che il sette settembre, data in cui si festeggerà l’Indipendenza del Brasile, le due fazioni in lotta a Brasilia e a San Paolo si ritroveranno l’una contro l’altra in differenti manifestazioni che vedranno la presenza di Bolsonaro e Lula.
Bolsonaro, nelle sue ultime uscite pubbliche, ha parlato di un golpe che la sinistra si prepara a organizzare contro di lui e che, permanendo queste condizioni, non riconoscerà il risultato delle prossime elezioni perché inficiato pesantemente da una STP e dal Tribunale superiore elettorale che continuano a prendere di mira i suoi sostenitori. Si è anche appellato all’elettorato evangelico, fondamentale per la sua vittoria nel 1918, affinché scenda in piazza con lui nelle manifestazioni del sette settembre. Alcune sue frasi,dette forse per provocazione ma giudicate pericolose e improprie, hanno anche rivolto un invito ai brasiliani ad armarsi con un fucile perché a suo dire le persone armate non saranno mai ridotte in schiavitù. Il fucile, secondo Bolsonaro, ti garantisce la libertà di lavoro e di nutrimento. Parole che testimoniano chiaramente che il clima si stia progressivamente intorbidendo. Dalla parte opposta Lula continua a demolire l’immagine dell’attuale Presidente forte di un consenso crescente che va al di là del suo partito e che si estende ormai a vasti settori della società civile della popolazione brasiliana.


Alessandro Perelli

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