lunedì, 18 Ottobre, 2021

Bulgaria verso possibili elezioni. Tre volte in due anni

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Ci sono poche speranze ormai per evitare, in Bulgaria, le terze elezioni politiche in due anni. L’ultima consultazione, avvenuta a luglio in una situazione sempre più confusa e con la classe politica sempre più delegittimata, aveva visto il successo di Slavi Trifonov, il Grillo locale, uno showman televisivo  che aveva sbaragliato, con il suo partito “C’è un popolo come questo” , i partiti tradizionali togliendo la maggioranza al Gerb dell’ex Premier Boyko Borissov. Borissov aveva governato per dieci anni ma era stato travolto dalla protesta qualunquista oltreché dai dissidi con il Presidente della Repubblica Rumen Radev. Trifonov ha attuato due tentativi cercando di costruire una coalizione di Governo attorno ai suoi 64 parlamentari (su un totale di 240). Il primo con Nikolay Vasilev che ha tentato di coinvolgere i partiti della protesta popolare con un programma fantasioso e poco credibile con delle proposte surreali come quella di lanciare nello spazio insieme un’astronauta bulgaro ed uno macedone. Il secondo  con Plamen Nicolov, un nome del tutto nuovo per la politica bulgara, piccolo imprenditore, che però ha tentato di coinvolgere nell’Esecutivo anche il Dps, partito della minoranza turca, indicato come inquinato dalla prassi corruttiva, il che ha provocato la contrarietà dei partiti possibili alleati e del partito socialista e quindi il fallimento e la rinuncia di Nicolov. A questo punto Radev ha affidato un terzo mandato a un esponente di Gerb che però ha subito rinunciato non essendoci le condizioni minime per avviare una trattativa fruttuosa. Il Presidente della Repubblica ha ancora la possibilità di fare un ultimo tentativo  con un quarto incarico. È l’estrema possibilità e in questi giorni Radev sta attentamente valutando la situazione in quanto l’ennesima fallimento porterebbe inevitabilmente a nuove elezioni anticipate che probabilmente si unirebbero a quelle presidenziali in programma per novembre. E a questo potrebbe puntare  Boyko Borissov visto che i sondaggio assegnano nuovamente al Gerb ,il suo partito conservatore, la maggioranza  davanti al partito socialista e ai qualunquisti di Trifonov  che, persa la spinta propulsiva, sono scesi al terzo posto. Borissov così rientrerebbe in gioco e potrebbe addirittura pensare di mettere un suo uomo al posto di Radev con il quale quando era Premier ha rischiato la crisi istituzionale per i profondi contrasti. Una situazione  in completo movimento quella  che interessa il quadro politico a Sofia. Ma che dovrà fare i Conti con l’aggravarsi della situazione economica  in un contesto che vede i primi segni della quarta ondata della pandemia da coronavirus in un Paese che ha la percentuale di vaccinati più bassa dell’Unione Europea. E che continua a bloccare  il processo di adesione di Albania e Macedonia del Nord per il contenzioso  con quest’ultima colpevole, secondo Sofia, di negare le tradizioni linguistiche e storiche che la legano alla Bulgaria. Vanificando in questa maniera l’obiettivo della Presidenza slovena del Consiglio UE di allargare il più possibile ai Paesi dei Balcani occidentali  non ancora aderenti  il collegamento concreto con Bruxelles.

 

Alessandro Perelli

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