lunedì, 17 Maggio, 2021

BUONA USCITA

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“Desidero ringraziare Sergio Mattarella, è stato un prezioso interlocutore sia nei rapporti istituzionali sia in quelli personali. Ieri ho incontrato Mario Draghi, gli ho fatto gli auguri di buon lavoro: da parte mia nessun ostacolo”, con queste parole l’ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte esce da Palazzo Chigi ed esorta il Movimento: “Ci sono e ci sarò, ma serve un governo politico: le urgenze del Paese richiedono scelte politiche, non possono essere affidate a squadre di tecnici”.
Poi si rivolge all’altra parte della sua maggioranza governativa: “Agli amici Pd e di Leu dico che dobbiamo lavorare tutti insieme perché l’alleanza per lo sviluppo sostenibile che abbiamo iniziato a costruire è un progetto forte e concreto. Dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme perché il nostro progetto politico che ho sintetizzato nella formula ‘alleanza per lo sviluppo sostenibile’ è un progetto forte, concreto, che aveva già iniziato a dare buoni frutti. Dobbiamo continuare a perseguirlo perchè offre una prospettiva reale di modernizzare finalmente il nostro Paese nel segno della transizione energetica, della transizione digitale e dell’inclusione sociale”. E infine la stoccata a Renzi e a Italia Viva: “Non sono un sabotatore, i sabotatori cercateli altrove”.

 

In questo modo Conte si toglie ogni responsabilità di ‘guastatore’ di un prossimo esecutivo. Sono partite oggi le consultazioni del presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi per la formazione del nuovo governo e restano forti dubbi proprio riguardo ai numeri per una maggioranza. In questo si gioca il ruolo decisivo dei 5stelle che proprio su questa decisione rischiano di spaccarsi. Tra Di Battista che rimane sulle barricate e
Luigi Di Maio che invece prova ad aprire. Dopo un’assemblea lunga e travagliata, oggi l’ex capo politico e ministro degli Esteri ha indicato la linea del compromesso. E ha ufficialmente spinto perché i suoi si siedano al tavolo e ascoltino la proposta dell’ex presidente della Bce. “Abbiamo il dovere di partecipare e ascoltare”, ha detto in una nota. “Poi decideranno i parlamentari”. Ma è il “momento di essere maturi”.
Mentre da parte del Pd, si attendono nuovi riscontri dopo la direzione nazionale. È stata convocata da remoto per le ore 17, la direzione nazionale del Pd. All’ordine del giorno la situazione politica, la crisi di governo e le comunicazioni del segretario nazionale.

 

“Il Presidente Draghi – ha detto Enzo Maraio, segretario del Psi, dopo le consultazioni con il presidente incaricato – si è mostrato disponibile e aperto a un dialogo franco con i partiti. I socialisti hanno rappresentato al presidente incaricato preoccupazioni che coincidono con quelle manifestate dal Presidente della Repubblica.  A cominciare dalle ‘macerie sociali’ che questa emergenza rischia di lasciarsi alle spalle: quando verrà meno il blocco dei licenziamenti il governo, nella pienezza delle sue funzioni, dovrà occuparsi di come salvaguardare l’occupazione e dunque il futuro di migliaia di famiglie. Abbiamo proposto, su questo tema, di considerare l’avvio di un grande piano di assunzioni di giovani per la tutela dell’ambiente e la valorizzazione dei beni culturali, anche alla luce dei drammatici dati dell’Istat sull’occupazione”.

 

“Sul fronte del piano di vaccinazione di massa – ha aggiunto Maraio – abbiamo rappresentato l’esigenza di dare priorità a insegnanti e alle persone fragili: non solo agli anziani e a chi soffre di patologie gravi, ma bisogna dare la precedenza anche alle persone con disabilità. I finanziamenti che ci arrivano dall’Europa dovranno essere spesi nel più breve tempo e bene: crediamo sia utile la condivisione con in Parlamento del piano per l’utilizzo dei fondi europei. Il Psi sostiene l’esigenza di un governo autorevole che affronti con determinazione le scadenze, piano vaccini e Recovery plan su tutte. Il Capo dello Stato ci ha invitato alla responsabilità e a quell’appello noi non saremo indifferenti”.

 

 

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