domenica, 24 Ottobre, 2021

#CAMBIANDO. Conferenza programmatica del Psi

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Conferenza

Un breve filmato con delle immagini tratte dal film su Facebook e il suo inventore Mark Zuckeberg, un’introduzione di Giada Fazzalari, capoufficio stampa del PSI che ha messo in rilievo proprio il valore delle novità nel mondo della comunicazione e poi l’avvio dei lavori della Conferenza programmatica affidato a Carlo Vizzini, che presiede i lavori.

Nelle parole di Vizzini – dopo i ringraziamenti agli ospiti e a chi ha dato il suo contributo per la riuscita della manifestazione – i punti da salienti dell’impegno dei socialisti, cominciando dalla difficile attualità e dalla partecipazione alla maggioranza – “siamo un partito leale che non ricatta il governo” – fino al tema della laicità dello Stato. Vizzini ha ricordato che oggi il PSI conduce tante delle battaglie che già erano state combattute negli anni ‘70 e ’80, quando imperava il “patto scellerato tra DC e PCI”, a cominciare proprio da quelle sui diritti civili che ci portano oggi a vedere papa Francesco come addirittura più laico di quanto non riescano ad essere i protagonisti principali dell’attualità politica.

Conferenza-Fazzalari

Una parte dell’intervento è stata dedicata alla questione delle riforme istituzionali e della legge elettorale. Mettendo l’accento sull’Italicum ha spiegato che “l’idea di trasformare un Paese oggi tribolare in un Paese bipartitico con una legge elettorale ad hoc, mi pare di difficile realizzazione”, fino ad arrivare alla cancellazione di partiti e formazioni politiche che hanno radici e una storia importante per il Paese alle spalle. “Non si può immaginare che la logica del ‘voto utile’ faccia scomparire i partiti più piccoli e nelle ultime due settimane prima del voto anche quelli di media grandezza” e per questo anche sarebbe utile invece ragionare attorno alla possibilità di un apparentamento tra le forze politiche dando il premio di maggioranza alla coalizione e non alla lista. D’altra parte con questa legge elettorale la vittoria nel 2013 sarebbe andata al Movimento 5 stelle, la lista che aveva preso più voti di tutti!

Quanto alla riforma delle Istituzioni, secondo Vizzini bisognerebbe tornare a chiedere agli elettori cosa vogliono. Bisognerebbe offrire la possibilità di scegliere tra il sistema attuale, più o meno mascherato e confuso che indica sulla scheda un nome, ma poi dà al Capo dello Stato il potere di scegliere il candidato alla Presidenza del Consiglio oppure votare direttamente per scegliere la persona a cui affidare le redini del Paese.

Una parentesi per le pessime condizioni del Mezzogiorno così come ce le ha ricordate l’ultimo rapporto della Svimez. “Tra Nord e Sud ci sono trenta anni di differenza!” “Non basta certo lo sforzo di un pezzo solo del Paese per farci uscire dalla crisi economica” e “non bisogna dimenticare che se deraglia un vagone, alla fine deraglia tutto il treno”. E dalla crisi un passaggio alla questione della moralità pubblica, con gli scandali di corruzione che si succedono incessantemente e che hanno coinvolto perfino quella parte della magistratura che si occupa della gestione dei beni sequestrati alla mafia. Una situazione pesante che ha visto coinvolta anche quella parte dell’organizzazione degli industriali che si occupa proprio del rispetto della legalità fino al paradosso che “in Sicilia negli ultimi anni nessuna impresa è stata espulsa perché collusa con la malavita organizzata” e così “secondo Confindustria in Sicilia la mafia non esiste più!”.

Sono questi i fatti che ci fanno pensare che si stia rubando il futuro ai giovani, ormai pronti anche a partire per l’estero senza neppure il pensiero che si possibile tornare indietro. Sono questi i fatti che portano gli elettori a disertare le urne e se qualcuno canta vittoria perché nei sondaggi ha il 35% dei voti, non possiamo dimenticare che c’è anche un 50% che non andrà a votare: dunque che vittoria è con il 35% dei voti, ma della metà degli elettori? La gente si sente lontana dai partiti e dalla politica.

Noi qui oggi possiamo cominciare a cercare di dare delle risposte; immaginare anche battaglie da combattere perché sono giuste anche se quelle battaglie non portano voti.

“Il socialismo c’è in Italia, in Europa e nel mondo. Noi vogliamo essere socialisti”.

Dopo l’introduzione di Vizzini, dal palco hanno preso la parola Roberto Sajeva, “Giovani e socialisti”, Maria Cristina Pisani, “Riformismo 2.0”, Luigi Covatta ‘Governare il cambiamento’, Mauro Del Bue ‘Proposte per il futuro’, Ugo Intini, ‘Avanti Italia!’.

Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, si sono riuniti i sei tavoli di lavoro (vedi programma).

“Buona la prima – ha detto il segretario del Psi, Riccardo Nencini, commentando la prima giornata dei lavori -. Domani (sabato) tireremo le conclusioni dei nostri lavori. Affideremo la lettura di questo paese a dirigenti e amministratori socialisti giunti a Roma da tutta Italia. Nei sei tavoli di lavoro abbiamo parlato di come rinnovare istituzioni, società, territorio, politica estera, lavoro, diritti. E consegneremo l’Idea dell’Italia che ci sta a cuore”.

Conferenza programmatica

Roberto Sajeva: Giovani e socialisti
Questa è la prima conferenza programmatica dopo la presa di coscienza italiana della crisi del PSE.
Il Partito del Socialismo Europeo era nato in Italia come sintesi tra le esperienze socialiste democratiche e comuniste, come speranza di una rinnovata unità del fronte popolare … (continua)

Maria Cristina Pisani: Riformismo 2.0
Questa non è una banale conferenza, non siamo qui riuniti soltanto per battere un colpo e contarci insieme, sappiamo chi siamo, sappiamo quanto valiamo. Questo è il momento in cui ripensare e ripensarci. La nostra storia recente e il futuro che ci attende. Cercando di alzare lo sguardo e di cambiare … (continua)

Luigi Covatta: Governare il cambiamento
Governare il cambiamento era il titolo della prima conferenza programmatica del Psi, quella di Rimini del 1982. Il titolo lo scelse Craxi. Io proponevo Rifare l’Italia, ed in cuor mio pensavo a quel Changer la vie col quale l’anno prima Mitterrand aveva portato al successo l’unione della sinistra. Lui mi obiettò che il riformismo … (continua)

Mauro Del Bue: Proposte per il futuro
Massimo Cacciari, trasformato in brillante commentatore televisivo, ha rilevato, anche alla luce del caso Marino, che la politica deve essere una professione e che senza la selezione nei partiti non si forma una classe dirigente. Grazie per la rivelazione dell’uovo di Colombo. Noi l’avevamo già intuito, qualche tempo fa … (continua)

Ugo Intini: ‘Avanti Italia!
Non ho consigli da dare sull’azione politica. Perché non ho contatti diretti, non sono in palla né in allenamento. Lo sono i dirigenti del mio partito, che pertanto seguo e appoggio. Sperando che riescano con i loro sforzi a conservare una presenza nelle istituzioni, che è la prima necessità … (continua)

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