venerdì, 22 Ottobre, 2021

Caso Saraceni, scivolone ‘giustizialista’ di Madia

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Lo Stato non dovrebbe accanirsi o vendicarsi contro chi ha un debito con la giustizia e lo ha pagato o lo sta pagando, ma ultimamente il vento ‘giustizialista’ che si è abbattuto sulla Penisola sta facendo ripensare a molti alle basi dello Stato di Diritto. Federica Saraceni, ex brigatista, condannata a 21 anni e 6 mesi per l’omicidio del giuslavorista Massimo D’Antona (20 maggio 1999) dopo aver scontato la sua pena e ancora agli arresti domiciliari. Madre di due figli percepisce il reddito di cittadinanza, notizia che ha fatto infuriare molti esponenti della destra e della Lega, ma a sorpresa a unirsi al coro anche l’ex Ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, balzata agli onori della cronaca passata per il suo pancione durante il giuramento al Governo e per i discorsi ‘da mamma’ durante le interviste.
“Il caso della brigatista Saraceni che attualmente può percepire il reddito di cittadinanza, rende chiaro che la norma è sbagliata e su questo punto bisogna intervenire. Ho presentato una interrogazione sul caso”, così ha twittato l’ex Ministro del Pd. Molti sono rimasti stupiti che l’attacco provenga proprio dalla sinistra, mentre da destra si annuncia battaglia contro l’ex terrorista. Tuttavia è proprio l’Istituto di Previdenza Sociale a puntualizzare che la donna ha tutto il diritto di percepire il sussidio. Dopo le prime verifiche infatti è stato accertato che “I requisiti reddituali, patrimoniali e occupazionali, requisiti che competono all’Inps, ci sono”, ha affermato Pasquale Tridico, presidente Inps a margine dell’incontro degli Alumni del programma Fulbright in Italia. “La norma – ha aggiunto – prevede che non possano avere il reddito coloro i quali abbiano avuto una condanna nei 10 anni precedenti ma nel suo caso si tratta di 12 anni fa. Basta leggere la legge”, ha affermato Tridico.
“L’attacco a mia figlia parte dalla destra becera e reazionaria (…). E purtroppo la sinistra si accoda, perché la destra specula sulle emozioni e sui sentimenti e la sinistra non è mai capace di una propria autonomia”, dice Luigi Saraceni, ex Magistrato e padre della sessantenne ex militante delle Br e condannata a 21 anni di carcere. “Non mi riferisco certamente alla vedova D’Antona – puntualizza Saraceni – a cui non mi permetto minimamente di replicare. Nei suoi confronti posso avere soltanto rispetto, comprensione e dolore. È una vittima, ci mancherebbe. Quando parlo di sinistra, mi riferisco ad esempio all’ex ministra Marianna Madia, che si accoda alla destra e dice che bisogna cambiare la norma sul reddito di cittadinanza. Ma Madia dimentica una cosa: mia figlia prima di avere il reddito di cittadinanza percepiva da circa un anno il reddito d’inclusione, varato proprio dal governo di cui faceva parte la Madia. Bisognerebbe, allora, chiedersi come mai improvvisamente scoppia questo pseudo-scandalo e chi lo ha fomentato”.
“Mia figlia ha commesso il più grave dei reati possibili, il reato numero uno per gravità. Ma cosa facciamo di lei? La buttiamo in una discarica? Le diciamo di andare a fare la prostituta? Come risolviamo, allora, il problema di una persona in queste condizioni? Mia figlia dice una cosa: ‘Datemi un lavoro e rinuncio volentieri al reddito di cittadinanza’. Sono anni che chiede un lavoro, ma è riuscita ad avere un rapporto di lavoro di volontariato“.

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Riguardo l'Autore

Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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