lunedì, 10 Maggio, 2021

Cassa Integrazione, record richieste a marzo. Bonus Casalinghe e Bonus Baby sitting, come fare domanda

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Boom di richieste
CASSA INTEGRAZIONE RECORD A MARZO

Supera i cinque miliardi il numero totale di ore di Cassa integrazione guadagni autorizzate dal 1 aprile 2020 al 31 marzo 2021 per l’emergenza sanitaria.
Lo si rileva dalla recente pubblicazione dell’Osservatorio dell’Inps sulla cassa integrazione con causale Covid, secondo la quale le ore di fermo chieste dalle aziende sono pari a 5.016,7 milioni di cui: 2.259,5 milioni di cig ordinaria; 1.728,4 milioni per l’assegno ordinario dei fondi di solidarietà;
1.028,8 milioni di cig in deroga.
Soltanto nel mese di marzo sono state autorizzate otre 620 milioni di ore tra cassa e assegni di solidarietà con causale Covid, un dato quasi quattro volte superiore quello di febbraio (157,8).
I numeri Inps
Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate a marzo 2021 sono state 282 milioni, quasi interamente riferite all’emergenza sanitaria, +974,8% in più rispetto a febbraio 2020 (26,2 mln). A marzo 2020 le ore autorizzate erano state 12,7 mln.
Per la cassa integrazione straordinaria sono state autorizzate 17,5 mln di ore, di cui 1,3 mln per solidarietà, con un incremento del 141% in confronto a marzo 2020 (7,3 mln). Rispetto a febbraio 2021 si registra una variazione congiunturale pari al +64%.
Gli interventi in deroga sono stati di 114,8 mln di ore, con una variazione congiunturale del +69,7% in confronto a febbraio. A marzo 2020 erano state autorizzate circa 2mila ore.
Per i fondi di solidarietà sono state autorizzate 227,6 milioni di ore, con un rialzo del 231,3% rispetto a febbraio. Nel mese di marzo 2020 le ore autorizzate erano circa 739mila.
I settori più interessati alla cig durante la pandemia
Da aprile 2020 a marzo 2021 sono state autorizzate complessivamente per emergenza sanitaria 5.016,7 mln di ore: 2.259,5 mln di cig ordinaria, 1.728,4 mln per l’assegno ordinario dei fondi di solidarietà e 1.028,8 mln di cig in deroga.
Nel mese di marzo sono state autorizzate complessivamente 620,4 milioni di ore, con un aumento del 293,1% in confronto a febbraio. In particolare, le autorizzazioni si riferiscono a 63.558 aziende per la cig ordinaria con 279,1 mln di ore, a 53.708 aziende per l’assegno ordinario con 226,7 mln di ore e a 147.100 aziende per la cig in deroga con 114,7 mln di ore.
I settori che assorbono la maggior parte della cig ordinaria sono nell’ordine: “fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici ed elettrici” con 49,7 mln di ore; “metallurgico” con 42 mln; “industrie tessili e abbigliamento” con 37 mln; “costruzioni” con 29,4 mln; “pelli, cuoio e calzature” con 18 mln. Questi cinque settori assorbono il 63% delle autorizzazioni di marzo.
Per la cig in deroga: è il “commercio” il comparto che ha avuto il maggior numero di ore autorizzate, con 49,3 mln; seguono “alberghi e ristoranti” con 35,4 mln; “attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese” con 10,3 mln. Questi tre settori assorbono l’83% delle ore autorizzate a marzo.
I comparti che a marzo 2021 hanno avuto più ore autorizzate nei fondi di solidarietà sono: “alberghi e ristoranti” con 94,1 mln di ore; “attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese” con 46,6 mln; “commercio” con 33,1 mln.
Le regioni più coinvolte
La regione con il maggior numero di ore di cig ordinaria autorizzate a marzo è la Lombardia, con 63,5 mln, seguita da Piemonte con 29,2 mln e Veneto con 28,8 mln. Per la cig in deroga, le regioni per le quali sono state autorizzate il maggior numero di ore sono state la Lombardia con 29,9 mln, il Lazio con 15,4 mln e il Veneto con 9,4 mln. Per i fondi di solidarietà, le autorizzazioni si concentrano in Lombardia (61,7 mln), Lazio (23,8 mln), Veneto (20,2 mln), Emilia Romagna (19,2 mln).

A chi spetta
BONUS CASALINGHE 2021

Introdotto nel 2020 con il decreto Agosto, il Bonus casalinghe 2021 dovrebbe entrare in vigore quest’anno, ma resta in attesa di un decreto a opera del ministero per le Pari opportunità e la Famiglia guidato da Elena Bonetti.
Cos’è
Non si tratta di un vero e proprio bonus da corrispondere, bensì di una pluralità di misure finalizzate a promuovere la formazione professionale delle donne che svolgono lavori domestici allo scopo di offrire loro maggiori opportunità di accesso al mondo del lavoro per effettuare una scelta più libera e consapevole. Con l’intento di garantire l’inclusione femminile nel mercato del lavoro, sono stati stanziati 3 milioni di euro a partire dallo scorso anno.
Credito d’imposta
Come detto il bonus casalinghe 2021 non è un incentivo che prevede l’erogazione di un assegno, ma un credito di imposta che può essere investito in corsi di formazione che riguardano specialmente il settore digitale. L’intento è assicurare alle casalinghe di poter acquisire competenze professionali e poter svolgere un’attività lavorativa anche in smart working.
A chi è riservato
Il bonus casalinghe 2021 spetta alle donne che si occupano a tempo pieno della cura della casa e della famiglia, non avendo altre alternative per l’inserimento nel mondo del lavoro. Per accedere al bonus casalinghe 2021, bisogna essere: casalinghe disoccupate; cittadine italiane o straniere, purché in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Inoltre, non sono richiesti particolari requisiti Isee per poter fare richiesta del bonus.
Come fare domanda
A chiarire le modalità per presentare la domanda per il bonus casalinghe 2021 sarà un apposito decreto attuativo del ministero per le Pari Opportunità, ma è molto probabile che per essere ammessi al bonus occorrerà inoltrare l’istanza attraverso l’Inps.

Bonus Baby-Sitting
ISTRUZIONI PER LA DOMANDA

Per fronteggiare l’attuale emergenza sanitaria, il decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30 prevede la possibilità, per i genitori di figli minori di 14 anni affetti da infezione Sars Covid-19 di richiedere uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting.
La fruizione del bonus, erogato tramite il Libretto Famiglia fino a un massimo di 100 euro settimanali, è prefigurata nei casi di sospensione dell’attività didattica in presenza per la durata dell’infezione o della quarantena da Sars Covid-19 del figlio, che si siano verificati dal 1° gennaio al 30 giugno 2021. Il bonus può essere richiesto dai lavoratori: iscritti alla Gestione Separata Inps; autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Inps; autonomi iscritti alle Casse professionali non gestite dall’Inps; personale della sicurezza, difesa e soccorso pubblico; dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, che siano medici, infermieri (inclusi ostetrici), tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia medica, operatori sociosanitari, compresi i soccorritori e autisti/urgenza 118.
Successivamente alla registrazione del “genitore beneficiario” e del “prestatore del servizio” sulla piattaforma delle Prestazioni occasionali, la domanda può essere presentata tramite il servizio online Bonus servizi di babysitting, con accesso mediante riconoscimento dell’identità digitale. In alternativa, è possibile rivolgersi ai Patronati, utilizzando i servizi da loro offerti gratuitamente.
Al riguardo, la circolare Inps del 14 aprile scorso, n. 58 fornisce le istruzioni operative per la gestione delle domande di attribuzione del beneficio e descrive i requisiti e le attività necessarie per poter fruire del bonus. Sono specificate, inoltre, la compatibilità e l’incompatibilità del bonus con le varie modalità lavorative e i diversi stati occupazionali di entrambi i genitori del minore, o con il godimento di altre misure di sostegno al reddito.
Casi di incompatibilità
Importante, la misura bonus per servizi di baby sitting può essere erogata, alternativamente, a entrambi i genitori purché non ricorra, nelle stesse giornate della settimana prescelta, una delle seguenti condizioni: la prestazione lavorativa è espletata in modalità agile; l’altro genitore non svolga alcuna attività lavorativa ovvero sia sospeso dal lavoro ovvero sia beneficiario di altri strumenti previsti a sostegno del reddito; i genitori abbiano fruito del congedo di cui ai commi 2 e 5 del medesimo articolo 2 del decreto-legge n. 30/2021.
Nel rispetto del principio di “alternatività”, viene ulteriormente precisato che non è possibile rinunciare ai periodi di congedo Covid per l’anno 2021 effettivamente fruiti.
Da ricordare, altresì, che i bonus non possono essere fruiti se l’altro genitore è a sua volta in congedo “Covid 2021”, disoccupato o non lavoratore, se percettore per le giornate di riferimento di qualsiasi beneficio di sostegno al reddito per sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, quale ad esempio, Naspi, cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga.
Come viene utilizzato
Il bonus per servizi di baby sitting – come indicato – ammonta al limite massimo complessivo 100 ore settimanali. Nell’ipotesi in cui, all’interno del medesimo nucleo familiare, risultino conviventi più soggetti minori, con età entro i limiti prefigurati dalla norma, sarà possibile percepire il bonus anche relativamente a tutti i minori presenti, formulando più richieste. In ogni caso, non potrà essere superato l’importo complessivo settimanale di 100 euro.

Carlo Pareto

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