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Referendum: Morrone, Decisione corte blocca processo riformatore

“Leggeremo le motivazioni. Per quanto riguarda il merito no comment”. E’ quanto dichiara in esclusiva all’Avanti! Andrea Morrone, Presidente e coordinatore del Comitato per Referendum sulla legge elettorale. “Voglio fare due valutazioni – continua il professore di Diritto Costituzionale all’Università di Bologna – la prima: abbiamo intrapresa l’iniziativa perché doverosa per una legge inspopportabile; l’altra, in politica le battaglie si intraprendono non perché si conosce già il risultato

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Che fine ha fatto la Questione del Mezzogiorno?

Oscurato dalle montagne russe dello spread Btp-Bund. Inglobato dagli effetti della manovra Salva-Italia. «Bucato» dalle pagine dei giornali. Sommerso nelle enunciazioni sulle nuove misure del governo per la crescita del Paese. Evidenziato dalle tragiche statistiche sull’occupazione. Quasi ignorato dopo gli ennesimi rigurgiti intimidatori della criminalità organizzata. MEZZOGIORNO – Dov’è finita l’attenzione al Mezzogiorno? Il nuovo governo ne parla poco, e sembra che l’interesse verso uno dei

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Referendum elettorale, cresce l’attesa per decisione della Corte

rosegue, a Palazzo della Consulta, la camera di consiglio nella quale i quindici giudici della Corte Costituzionale – presieduti da Alfonso Quaranta – devono decidere se dichiarare ammissibile, o meno, i due quesiti referendari abrogativi della legge elettorale. Dopo una pausa, infatti, gli alti togati hanno ripreso il loro scambio di opinioni e la loro riflessione che avviene a porte chiuse.Stamani i professori schierati a sostegno del referendum antiporcellum dal Comitato promotore

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Vita (Pd), sulla Rai priorità decisionale al Parlamento

La soluzione alla crisi di ascolti e di bilancio della Rai è ufficialmente entrata nell’agenda politica di Monti, che in materia ha ricevuto consensi dalle file di sinistra, dove il Pd ha già pronta una proposta di riforma, e diniego di competenza da parte del Pdl. «Sarebbe auspicabile che il Parlamento decida in merito entro fine marzo. In primavera – ha dichiarato Vincenzo Vita, senatore del Pd – scade il cda della Rai e non vogliamo rinnovarlo con i vecchi criteri.