sabato, 15 Maggio, 2021

Certificato di pensione 2021, le novità dell’Inps

0
Decontribuzione Sud
INPS: ISTRUZIONI AGGIORNATE

La “Decontribuzione Sud” riconosce ai datori di lavoro privati, la cui sede di lavoro sia situata in regioni svantaggiate, un esonero, prorogato al 31 dicembre 2029, del versamento dei contributi pari al 30% dei complessivi oneri contributivi previdenziali da essi dovuti, con esclusione dei premi e della contribuzione spettanti all’Inail.
Alla luce di ulteriori indicazioni ricevute da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Inps con il messaggio del 31 marzo scorso, n. 1361 chiarisce e precisa in maniera più puntuale le istruzioni già impartite in precedenza.
Lo sgravio viene accordato ai lavoratori somministrati impiegati in una azienda con sede nelle regioni agevolate del Sud anche se l’agenzia di somministrazione ha sede in altra regione.
Dato che il godimento dello sgravio è scaduto, il recupero retroattivo va effettuato secondo le istruzioni contenute nella circolare Inps del 22 ottobre 2020, n. 122 e nella circolare Inps del 22 febbraio 2021, n. 33. Per il conguaglio – si ricorda – c’è tempo fino al 31 dicembre 2021.
Nei casi in cui, seguendo le precedenti istruzioni, il periodo sia stato agevolato per agenzie di lavoro collocate nelle regioni del Sud, per lavoratori impiegati in utilizzatori con sede al Nord, non è richiesta la restituzione dello sconto fruito. Questo vale per i conguagli praticati fino alla data del 31 marzo 2021.
Dal mese di aprile la fruizione della Decontribuzione Sud viene considerata legittima solo quando il lavoratore presti effettivamente la propria prestazione in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
L’istituto inoltre rammenta, che la decontribuzione Sud è soggetta alla normativa sugli aiuti di Stato definita dal quadro temporaneo per l’emergenza Covid-19 che prevede i seguenti requisiti:
siano di importo non superiore a 1.800.000 euro (per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere), ovvero non superiore a 270.000 euro per impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura;
siano concessi a imprese che non fossero già in difficoltà al 31 dicembre 2019;
in deroga al punto precedente, siano concessi a microimprese o piccole imprese che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, purché non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione;
siano concessi entro il 31 dicembre 2021.

 

Certificato di pensione 2021
LE NOVITA’ DEL MODELLO OBIS/M

Per i beneficiari di prestazioni previdenziali e assistenziali, fra i servizi online l’Inps mette a disposizione il certificato di pensione (mod. Obis/M).
Il certificato viene pubblicato ogni anno tenendo conto delle attività di rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali, necessarie per consentire il pagamento delle stesse. L’aggiornamento non viene predisposto per le prestazioni di accompagnamento a pensione (Ape Sociale, assegni straordinari, “isopensioni”) che, ad eccezione dell’indennizzo commercianti, non avendo natura di trattamento pensionistico non vengono rivalutate ogni anno.
Con il messaggio del 31 marzo scorso, n. 1359 l’Istituto illustra le novità e riepiloga le informazioni analitiche contenute nel Certificato di pensione 2021 ovvero:
criteri di calcolo della perequazione automatica che, per il 2020, hanno determinato i conguagli definitivi nella mensilità di gennaio 2021;
importo mensile lordo della rata di gennaio e della tredicesima (se presente);
eventuali ulteriori due mensilità per variazioni nelle condizioni che determinano gli importi (ad esempio, trattamenti di famiglia e addizionali che cessano);
importo delle singole trattenute fiscali;
eventuali detrazioni di imposta applicate;
erogazione della quattordicesima, qualora corrisposta per l’anno corrente.
Per garantire l’applicazione della tassazione in maniera omogenea (anche sulla tredicesima) nel corso dell’anno, dal 2021 il calcolo delle ritenute Irpef terrà conto dell’importo complessivo annuo della pensione, e le relative ritenute verranno trattenute mensilmente.
Verranno, inoltre, riportati specifici avvisi per ricordare i seguenti obblighi di comunicazione all’Istituto:
per i titolari di pensioni anticipate “Quota 100” e “precoci”: la percezione di redditi da lavoro (regime di incumulabilità);
per i soggetti dichiarati irreperibili: la dichiarazione della variazione di indirizzo o di trasferimento di residenza.
A decorrere dal 2021, infine, il certificato di pensione verrà sempre messo a disposizione in modalità dinamica e, pertanto, le informazioni saranno allineate ai dati aggiornati alla data della richiesta.

 

Cassa integrazione guadagni
I DATI INPS AGGIORNATI AL 31 MARZO 2021

Il monitoraggio della gestione Inps Cig-Covid al 31 marzo 2021 conferma il mantenimento del livello di avanzamento sulle autorizzazioni delle domande di Cassa integrazione (Cig) alle aziende e sulle successive erogazioni dirette dell’Istituto ai lavoratori, con autorizzazioni al 98,2% delle domande pervenute e pagamenti diretti a oltre il 99,4%, in linea con il trend del precedente mese.
In dettaglio, per le richieste di autorizzazione Cig da parte delle aziende, a fronte di un afflusso totale di 4.264.828 istanze, ne sono state ad oggi autorizzate 3.853.698 e respinte 342.433. Oltre il 50% delle 68.697 in lavorazione è giunto nello stesso mese di marzo.
Sul fronte dei pagamenti diretti ai lavoratori, basato sulla presentazione successiva degli Sr41, sono 19.870.501 le richieste di prestazioni presentate e 19.755.850 i pagamenti diretti effettuati, pari appunto a oltre 99,4% del totale. La quota restante in lavorazione è composta da 114.651 integrazioni salariali, di cui 88.399 pervenute nel solo mese di marzo.
I pagamenti diretti da Inps riguardano in totale oltre 3,7 milioni di lavoratori che hanno ricevuto pagamenti diretti, mentre sono 5.828 coloro che devono ricevere un primo pagamento, di cui 326 lavoratori per cui non risulta l’erogazione di una prima mensilità, riferibili a Sr41 pervenuti entro settembre 2020 e che si classificano come ad alta criticità.
I lavoratori che, sempre durate i mesi della pandemia da Covid-19, hanno ricevuto anticipi di Cassa integrazione direttamente dalle aziende, recuperati dalle stesse attraverso compensazione sui versamenti contributivi alla prima scadenza utile, sono a oggi oltre 3,5 milioni.
Nello scorso semestre sono stati inoltre avviati progetti di semplificazione, ottimizzazione e automazione dei processi standard, con l’obiettivo di migliorare i servizi all’utenza, la trasparenza e i necessari controlli a fronte di decine di milioni di prestazioni in pochi mesi.
In particolare, per nuovi servizi Cig, sono state progettate dall’Istituto alcune soluzioni, la cui attivazione è stata avviata a decorrere dal mese di aprile:
l’automazione e la riduzione delle fasi del procedimento per l’esame delle autorizzazioni da parte degli uffici Inps;
la sostituzione del modello Sr41 con una diretta integrazione dei dati per la Cig nel flusso Uniemens, modifica approvata nel recente Dl Sostegni, che consentirà immediata lavorazione dei dati per i pagamenti;
il rafforzamento del supporto informativo agli intermediari e ai lavoratori sull’opzione di anticipo del 40% che Inps può pagare direttamente al lavoratore;
una live chat per i lavoratori che vogliano porre quesiti sulla propria domanda di Cig;
l’evoluzione dell’applicativo Cip (Consultazione info previdenziali) sul portale dell’Inps, che permetterà al lavoratore di consultare in totale trasparenza lo stato di progressione della propria domanda di Cig.
Per quanto attiene il flusso dei dati per i pagamenti Cig attraverso il sistema Uniemens per le aziende, l’attivazione da aprile significa che i dati potranno essere inseriti dalle aziende, cui è stata data autorizzazione, a partire dai primi giorni del mese successivo a quello in cui il lavoratore risulta essere stato in Cassa Integrazione. In sostanza, i primi inserimenti potranno avvenire nei primi giorni di maggio riferiti ai dati di aprile, a giugno su quelli di maggio, e così via. Il sistema, a regime, tenderà a rendere più semplice e celere la complessa esecuzione dei processi della Cig, fino a un massimo di 40 giorni complessivi per le situazioni regolari.

 

Carlo Pareto

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply