martedì, 19 Ottobre, 2021

Che sia l’Europa ad aprire una rappresentanza diplomatica a Kabul

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Ad un mese dal ritiro dei militari l’Occidente è rammaricato per quello che ora succederà in Afghanistan, si preoccupa dei traumi sociali delle generazioni cresciute nei vent’anni in cui c’è stata la pretesa di insegnare in quel Paese la democrazia e la libertà; in breve sostanza è come avesse voluto educare gli afgani alla civiltà e si è impegnato per due decenni a far sì che si mettessero in pari con i millenni precedenti. Insomma, la presunzione di modernizzare pure la sharia, quel complesso di regole di vita e di comportamento dettato da Dio nella condotta morale, religiosa e giuridica dei suoi fedeli…ad iniziare dallo scoprire il volto alle donne. Ma noi pensiamo davvero che l’Islam un giorno potrà mai discutere un Ddl Zan? Accidenti, diamo più peso ai simboli che alla sostanza! Ed in nome non so di cosa vorremmo imporre di cambiare il corso della natura di quegli uomini: un po’ come quelle scuole severe di una volta che legavano il braccio sinistro dei bambini mancini per obbligarli a scrivere con la mano destra. Ecco, dopo vent’anni di questa buona educazione occidentale, riuscita peraltro in parte solo a Kabul ed in qualche altra grande città con il ceto medio più abbiente, l’America ha pensato che il suo compito fosse giunto a conclusione ed il 29 febbraio del 2020 a Doha, in Qatar, convenne con i talebani che fosse giunta l’ora che tornassero a casa per governare il Paese…nel frattempo rimesso ‘sulla retta via’ dalle forze d’Occidente. In questo inaspettato delirio collettivo di passaggio di consegne non si spara un colpo di fucile, vengono lasciati parecchi miliardi di dollari di armamenti sofisticati e in quattro e quattr’otto gli americani se ne vanno in una baraonda generale come la partenza fosse stata decisa all’ultimo momento: prendendo alla sprovvista anche i talebani che magari stavano pure in vacanza! Le cose precipitano alla vigilia di Ferragosto, quando all’aeroporto di Kabul si ammassano migliaia di afgani che vogliono partire costi quel che costi, ed infatti è costato le ‘immagini’ che hanno fatto il giro del mondo denunciando un’uscita poco dignitosa delle forze americane dall’Afghanistan. Il caos è stato tale che ne hanno approfittato alcuni movimenti estremisti, fanatici e vigliacchi i quali forse ‘eccitati’ dalla baraonda generale che si era venuta a creare hanno compiuto un infame atto terroristico, dove hanno perso la vita oltre duecento persone innocenti lasciate per giorni, ferite nell’animo e dal sole cocente, senza nessuna assistenza logistica…donne e bambini abbandonati a loro stessi ed alla mercé delle iene che puntualmente sono arrivate per ucciderle come atto dimostrativo. Eppure gli sciamani d’Occidente avrebbero dovuto prevedere il panico di coloro che avevano collaborato con le organizzazioni americane ed europee, i quali sarebbero corsi in aeroporto per andarsene dal Paese. La cosa incomprensibile, invece, è la decisione di chiudere tutte le ambasciate, unica garanzia di protezione per tutti quei cittadini afgani che avrebbero potuto e dovuto proteggere. Forse gli americani ora pensano di farlo da Doha? Ecco perché il Vecchio Continente dovrebbe aprire a Kabul una rappresentanza diplomatica continentale. Un’Ambasciata? Questo non è previsto dall’Unione Europea…però il significato operativo potrebbe essere lo stesso!

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