giovedì, 5 Agosto, 2021

Chi è causa del suo mal pianga sé stesso

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Lo scorso fine settimana in alcuni bar ‘alla moda’ emiliano-romagnoli c’era una bolgia infernale…forse è anche per questi comportamenti dissennati che la nostra Regione è tornata in zona arancione: ne valeva la pena? Ricordiamolo, dopo parecchi giorni di parziale chiusura finalmente i primi di febbraio avevamo riaperto, ma subito si sono creati assembramenti, in special modo nei giorni che hanno preceduto il ritorno alla zona arancione anche in Emilia Romagna, oltre che in Campania e in Molise. Di chi è la responsabilità non lo sappiamo; sta di fatto che alcuni di loro, pochissimi, peraltro, hanno messo a repentaglio la salute dei collaboratori, oltre a quella degli ‘altri’, compresa quella delle rispettive famiglie dove magari ci sono i nonni che, con le pensioni, spesso partecipano al mantenimento dei congiunti. Uno ‘spritz‘ vale tutto questo? perché per gustarsi un buon caffè, o prendere un aperitivo, bisogna togliere la mascherina, poi si inizia a parlare, magari ad alta voce e si ride pure; ed ecco le ‘goccioline’, che provocheranno altri contagi e altri decessi. Cosa fare, allora? perché la gente deve pur campare. È vero, ma non sulla pelle degli altri. Eppure è stato scritto in tutte le lingue che il distanziamento, insieme alle mascherine, è assolutamente indispensabile per arginare il virus e le sue ultime, più contagiose, varianti (inglese e brasiliana), ma se nei bar viene tollerato che le persone per socializzare possano stare ‘appiccicate’, altro che assembramento, ogni sforzo e ogni sacrificio viene vanificato. È gravissimo non capire che la loro libertà finisce dove inizia quella degli altri, specialmente in un momento dove i contagi, in Emilia Romagna, Campania e Molise, sono cresciuti al punto tale da aver contribuito a farci tornare in zona arancione. Si, forse se quei pochi bar alla moda avessero rispettato i Decreti magari questo non sarebbe successo!

 

Angelo Santoro

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