lunedì, 6 Dicembre, 2021

Cina, le vergognose e inumane misure contro gli Uiguri

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Mentre l’Unione Europea seguendo la logica del “pecunia non olet” su pressione tedesca firma un importante accordo commerciale con la Cina( voluto dalla Merkel e da Macron a cui l’Italia si è associata pur essendo completamente ininfluente) Joe Biden conferma l’azione di Donald Trump contro l’invasione economica e la negazione dei diritti civili da parte di Pechino. L’ultimo atto, deciso proprio alla vigilia del giuramento del nuovo Presidente americano, è stata la decisione di sospendere le importazioni di cotone dalla regione cinese dello Xinjiang. In questo territorio infatti il Presidente cinese Xi Jimping sta attuando non solo uno sfruttamento lavorativo forzato della popolazione musulmana degli uiguri, ma anche il loro progressivo genocidio. Così lo ha definito lo stesso Joe Biden dal quale sono attesi altri provvedimenti atti a denunciare le iniziative del Partito comunista cinese per omologare o fare scomparire la presenza di questa etnia. Documenti in possesso del Governo americano, reportage giornalistici resi noti nonostante il divieto cinese, denunce di varie associazioni umanitarie, hanno permesso di appurare la deportazione di oltre un milione di uiguri in quelli che vengono chiamati eufemisticamente campi di rieducazione nei quali si applica il lavaggio del cervello affinché si rinneghi la religione tradizionale musulmana e ci si trasformi in cittadini modello fedeli ai dettami del comunismo. A questo si associa una vera e propria campagna contro la fertilità delle donne uigure che vengono obbligate, dopo visite mediche obbligatorie all’inserimento forzato di una spirale, all’acquisizione di altri mezzi contraccettivi, ad operazioni chirurgiche che ne impediscano la possibilità di procreare. Le donne vengono poi in qualche caso obbligate a sposare uomini non musulmani, separando i bambini dalle famiglie e costrette, nel quadro di quella che viene chiamata campagna per il controllo delle nascite, ad aborti forzati. Con queste vergognose e inumane misure il tasso di fertilità degli uiguri è crollato di quasi la metà negli ultimi anni e l’incidenza della popolazione musulmana si è notevolmente abbassata. Un vero massacro etnico quello in atto in Cina che inchioda alla sue pesanti responsabilità il regime comunista. Un po’ quello che sta accadendo anche in Tibet.

Molto più cauto Xi Jimping si mostra con i cattolici. È stato rinnovato infatti da pochi mesi un accordo che permette al Papa di partecipare alla nomina dei vescovi cinesi e che consente una certa libertà nei culto. In realtà la situazione per i cattolici in Cina non è piacevole e praticare tale religione è consentito dal Partito comunista solo per evitare complicazioni internazionali in caso di persecuzione. Di questo l’ormai ex segretario di stato Usa Mike Pompeo ha messo in guardia Papa Francesco nel corso della sua ultima visita a Roma. Ma quanto sta accadendo ai danni della popolazione uigura è un’infamia che il mondo democratico non può lasciar passare con la scusa della convenienza economica associata a una realpolitik che dimentica gli elementari diritti civili e di libertà.

 

Alessandro Perelli

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