mercoledì, 12 Maggio, 2021

La Cina all’Unione Europea: no a interferenze su Hong Kong

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Al video-summit della Cina con i vertici dell’Unione Europea di ieri hanno partecipato il presidente cinese Xi Jinping, il primo ministro Li Keqiang e, per l’Ue, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, e l’Alto Rappresentante, Josep Borrel.
Dopo il video-summit, la Cina ha espresso la propria opposizione ad ogni interferenza sulla questione di Hong Kong.
L’Ue aveva manifestato grave preoccupazione per la legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong che Pechino intende varare. Il provvedimento è già oggetto di forti critiche a livello internazionale e l’Ue avrebbe minacciato conseguenze molto negative se la legge verrà introdotta nell’ex colonia britannica.
Il direttore dell’Ufficio per gli Affari Europei del Ministero degli Esteri di Pechino, Wang Lutong, ha dichiarato: “Ci opponiamo ad ogni interferenza in questa questione. I leader cinesi hanno espresso la nostra posizione durante il summit on line con i vertici dell’Unione Europea e che quella di Hong Kong: è una questione interna della Cina”.
Nel vertice bilaterale si è parlato di questioni economiche, commerciali, di digitale, con l’Ue che ha sollevato una serie di questioni in sospeso, in ambito, ad esempio, di sicurezza informatica e disinformazione; poi dell’accordo sul nucleare, della Corea e dell’Afghanistan. La questione climatica è stato un altro tema di confronto in cui l’Ue ha sollecitato la Cina a un’azione nazionale risoluta e ambiziosa per ridurre le emissioni a breve termine e fissare un obiettivo di neutralità climatica al più presto possibile. Un altro richiamo è stato rispetto all’Africa, affinché la Cina aderisca agli standard internazionali a sostegno dello sviluppo sostenibile.
Naturalmente si è parlato anche di Covid-19, degli sforzi globali per fermare la diffusione del virus dando impulso alla ricerca su trattamenti e vaccini. In merito, sono stati affrontati argomenti per sostenere una ripresa globale verde ed inclusiva.
In una nota di Bruxelles viene riferito: “L’Ue ha anche affrontato il tema Hong Kong ribadendo le sue gravi preoccupazioni per le misure adottate dalla Cina, non conformi alla Legge fondamentale di Hong Kong e agli impegni internazionali della Cina. I leader Ue hanno espresso preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani, tra cui il trattamento delle minoranze nello Xinjiang e in Tibet e dei difensori dei diritti umani, nonché per le restrizioni alle libertà fondamentali”.
L’Ue ha fatto anche i nomi di singoli casi, come quelli dei cittadini scomparsi dopo aver espresso le loro opinioni sulla gestione dell’epidemia di Coronavirus, nonché la detenzione arbitraria del cittadino svedese Gui Minhai e di due cittadini canadesi, Michael Kovrig e Michael Spavor.
La chiusura della Cina su diverse questioni trattate è preoccupante poiché non aiuta a fare passi avanti per il bene dell’umanità.

Salvatore Rondello

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