lunedì, 27 Settembre, 2021

SVILUPPO E COESIONE

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calenda cipe

“Oggi il Cipe ha deliberato 200 milioni per il fondo per il contrasto alle delocalizzazioni e 850 milioni per i contratti di sviluppo: 1 miliardo e 50 milioni per gestire i processi di reindustrializzazione, transizioni e crisi industriali. La politica industriale di sviluppo rappresentata da Impresa 4.0, dal piano straordinario Made in Italy e dalla Sen, viene ora affiancata da una politica industriale di protezione per i lavoratori e le aziende spiazzate da innovazione tecnologica e globalizzazione”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Il Cipe, che si è riunito questa mattina a Palazzo Chigi, ha ripartito circa 4,3 miliardi di investimenti su settori strategici del fondo per lo sviluppo e la coesione.

La riunione del Cipe, l’ultima prima delle elezioni è stata presieduta dal presidente del consiglio Gentiloni e ad ha assunto, ha detto il premier in apertura dei lavori, “decisioni molto rilevanti” sulle “infrastrutture”, il cui rilancio è “fondamentale per i nostri investimenti”, sui fondi per la cultura e il turismo, “con un’attenzione particolare alle Regioni Meridionali”, sui “piani operativi per l’ambiente”. “Sottolineerei – ha aggiunto – anche l’importanza delle decisioni sul tema dei fondi per contrastare le delocalizzazioni industriali”.

Il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti ha definito i progetti approvati dal Cipe “di grande rilievo”. “Quelli ambientali e infrastrutturali come, per esempio, il potenziamento del Piano di rimozione dell’amianto, la manutenzione di invasi e impianti idrici, la statale 106 Jonica, la 372 Telesina, il Porto di Ravenna, il nodo ferrostradale di Casalecchio di Reno, la sicurezza ferroviaria. Quelli – ha detto ancora – per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, come gli interventi di rigenerazione urbana dei centri storici di quattro città del Mezzogiorno, che si aggiungono al piano nazionale per le periferie e a quello per le aree urbane degradate, ai quali si collegano anche interventi in materia di impianti sportivi per le periferie”.

De Vincenti ricorda infine, tra i progetti che oggi hanno avuto il via libera, il rifinanziamento dei contratti di sviluppo per gli investimenti delle aziende in aree di crisi; il varo del Fondo per il contrasto ai fenomeni di delocalizzazione; il sostegno della strategia nazionale di innovazione nel campo delle scienze della vita e quello alla Regione Piemonte per il Parco della Salute.

“Gli interventi di oggi – conclude il Ministro – attuano le indicazioni fornite dalla Cabina di regia Governo-Regioni-Comuni che fanno del Fondo sviluppo e coesione, rafforzato con l’ultima Legge di bilancio, uno strumento fondamentale per la crescita economica di tutto il Paese”.

In tutto 59 interventi, tra i quali 360 mln per i centri storici di Napoli, Palermo, Cosenza e Taranto, 10 mln per la buffer zone di Pompei, 32 mln per Ostia antica, 20 mln per il litorale domizio, 135 mln per audiovisivo e imprese creative, 55 mln per il turismo sostenibile. Così ha detto Franceschini, “Sale a oltre 4,2 miliardi di euro il valore dei cantieri della cultura”. Il ministro della Cultura non si lascia sfuggire l’occasione per lanciare una puntura di spillo a Salvini: “Salvini che si occupa di cultura è come Erode che si occupa di asili”. “Peccato – ha aggiunto il ministro della cultura replicando agli annunci del segretario della Lega – che per 5 anni la Lega in Parlamento abbia mostrato il più totale disinteresse per tutte le riforme, dal cinema ai musei, lo spettacolo, l’art bonus che abbiamo approvato”. E l’interesse di Salvini, aggiunge, “arriva nel giorno in cui abbiamo deliberato al Cipe 740 milioni per i beni culturali, superando i 4 Mld nella legislatura. E avevamo trovato 37 milioni di euro in tutto”.

Un impegno rilevante che il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio commenta positivamente, sottolineando il valore dei “nuovi investimenti approvati, completamento delle opere e nella messa in sicurezza del territorio e del patrimonio infrastrutturale esistente, con attenzione ai progetti pronti e importanti per la vita delle città e dei territori”.

Ci sono stanziamenti per 934,4 milioni per la messa in sicurezza delle strade, connessioni ferroviarie, rinnovo materiale rotabile, porti, dighe, ciclovie. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti precisa inoltre che al Mezzogiorno vanno risorse per 711,8 milioni, al Centro Nord per 225,5.

Redazione Avanti!

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