mercoledì, 16 Giugno, 2021

Colombia dimenticata. L’appello dell’Internazionale Socialista

0

La brutale violenza da cui è stata, di recente, travolta la Colombia ci lascia nella più totale costernazione e ci induce un profondo senso di indignazione umana e politica: la Ong Temblores, infatti, ci testimonia che dal 28 aprile ultimo scorso, giorno in cui è iniziata la protesta, all’8 maggio sono già 47 le persone assassinate in questo Paese.
Come è noto, tutto ha preso le mosse dalla riforma tributaria tentata dal Presidente Ivan Duque – delfino del già due volte Capo di Stato Alvaro Uribe – che avrebbe aumentato l’IVA sui prodotti alimentari di base, ampliando in tal modo la platea dei contribuendi ed andando così a creare seri problemi alle classi medie ed a quelle a basso reddito. Infatti, uno dei punti più contestati, riguardava proprio l’obbligo, a far data dal 2022, di dichiarazione d’imposta sul reddito per chi guadagna più di 2,4 milioni di pesos (443,66 Euro) al mese.
La crescente protesta sociale ha sì indotto il presidente Duque a ritirare la legge, promettendo di presentarne una nuova concordata con tutti i partiti presenti in Parlamento, ma il prezzo pagato dai manifestanti è stato decisamente elevato: dei 47 decessi acclarati, 39 sono dovuti alle violenze operate dalla polizia, ci sono stati – stante le fonti delle Ong presenti sul territorio – 963 casi di arresti arbitrari, 548 casi di persone “desaparecidas”, questi ultimi dati sono forniti ufficialmente dalla Defensoria del Pueblo.
Ci sembra surreale che la giusta e pacifica manifestazione per chiedere più garanzie economiche e sociali per il proprio futuro, soprattutto ad opera delle cittadine e dei cittadini più giovani, venga non solo repressa con forza ma sfoci in abusi e violenze perpetrate dalla polizia (penso al video comparso sui social delle uccisioni di due adolescenti che lascia atterriti e sgomenti).
Come PSI abbiamo condiviso l’opportuno appello formulato come Internazionale Socialista il 6 maggio scorso, che ha fortemente stigmatizzato la reazione ed il comportamento del Presidente Duque e del suo Governo, rigettando e condannando con vigore la violenza perpetrata e l’eccessivo uso delle forze di polizia per ripristinare un clima di dialogo e di confronto tra le parti, stante la ineluttabile necessità di promuovere una soluzione pacifica alla crisi corrente in Colombia.
La nostra preoccupazione, come Partito Socialista Italiano, va non solo alla mancata difesa e garanzia del diritto alla “libertà di riunione”, così come sancito dall’art.37 della Costituzione colombiana, ma anche alla spaventosa condizione pandemica ed alla miserevole condizione economica della Colombia stessa.
Gli ultimi dati ufficiali ci dicono che la Colombia è il secondo Paese del Sudamerica, dopo il Brasile, per casi confermati e per decessi COVID-19: al 10 maggio 2021 i casi conclamati di covid si attestano su 3.014.543 ed i decessi ammontano a 78.820. Per quanto concerne la situazione economica, il 43% della popolazione è indigente e, nell’ultimo anno, 2,8 milioni di persone sono scivolate in regime di estrema povertà.
La manifestazione di solidarietà diretta dalla Internazionale Socialista alla Colombia è più che doverosa ma non possiamo fermarci lì: abbiamo il dovere di impegnarci con vigore e tenacia affinchè questa crisi pandemica, che tante vittime sta mietendo nei Paesi poveri del nostro e dell’altro emisfero, venga affrontata garantendo un piano vaccinale solerte ed esteso a tutte quelle nazioni che non sono in condizioni economiche di affrontare lo sforzo di preservare il diritto alla salute, il diritto alla vita delle loro popolazioni, e la deroga alle norme in materia di proprietà intellettuale dei brevetti sui vaccini anti COVID ci sembra la strada più giusta e più efficace.

 

Maria Rosaria Cuocolo
(Responsabile Rapporti Internazionali, Segreteria Nazionale PSI)

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply