mercoledì, 27 Ottobre, 2021

Colombia, la lezione di umanità del Governo di Bogotà

0

Le parole di Papa Francesco, prima di partire per lo storico viaggio non Iraq, hanno rimarcato la decisione del Presidente Ivan Duque di regolarizzare quasi due milioni di esuli venezuelani rifugiatisi in Colombia negli ultimi anni. Papa Francesco ha parlato di una grande svolta umanitaria ringraziando il Governo di Bogotà per essere venuto incontro alle attese di queste persone. Il nuovo Statuto di protezione emanato da Duque prevede l’integrazione di questa gran massa di esuli che così godranno degli stessi diritti dei colombiani nel lavoro, istruzione, sanità e anche nelle vaccinazioni anti covid 19, che come è noto ha colpito il Sudamerica con grande intensità. Una lezione di fratellanza e solidarietà che, al di là delle ragioni politiche e dalla probabile convenienza elettorale, dovrebbe essere tenuta presente in tutti quegli Stati dove invece si continuano a costruire muri e reticolati contro chi chiede asilo politico. L’annuncio di questo importante provvedimento è stato dato subito dopo l’incontro avvenuto tra lo stesso Duque e l’Alto Commissario ONU Filippo Grandi e a questo proposito proprio il Segretario generale ONU Antonio Guterres ha voluto sottolineare come questo gesto umanitario, di enorme portata, permetterà agli esuli venezuelani di accedere ai servizi essenziali e di partecipare alla crescita economica del Paese. Un’economia tutto sommato stabile quella della Colombia, unico Stato sudamericano a non aver subito default dopo la crisi degli anni ottanta e che basa la sua economia soprattutto sull’ export di materie prime, in particolare petrolio, carbone, oro e caffè. Un’economia mai andata in recessione ma che necessita di radicali riforme strutturali e di uno sforzo per l’innovazione. Rimangono notevoli le differenze sociali tra uno strato di popolazione agiata e vaste zone di povertà. Anche per questo motivo continuano a proliferare formazioni armate nonostante nel 2016 si sia arrivati ad un accordo con le Farc ( Forze armate rivoluzionarie della Colombia – esercito del Popolo) di ispirazione marxista leninista bolivariana.

 

Questo accordo non è però stato accettato da tutti e i combattimenti in alcune zone del Paese continuando anche collegati al narcotraffico. È questa la principale questione da affrontare per Ivan Duque che bei giorni scorsi ha annunciato che oltre settemila militari saranno impiegati contro i “guerrilieros”. E sono quasi quotidiane le notizie di operazioni militari contro i rivoluzionari. Lunedì primo marzo un bombardamento dell’esercito colombiano ha preso di mira una base dell’ex Farc , nel sud del Paese, facendo dieci morti e un certo numero di feriti . Ne fa dato notizia il Ministro della Difesa Diego Molano precisando che questi guerriglieri erano soliti a rapimenti, violenza e sfruttamento di minori nonché coinvolti nel traffico illegale di cocaina e nell’utilizzo non consentito di estrazione di minerali pregiati. Ma la questione interessa anche i pessimi rapporti con il Venezuela. Il Capo dello Stato Ivan Duque ha apertamente accusato il Presidente venezuelani Nicolas Maduro di favorire e di coprire le azioni di questi gruppi armati. Accuse respinte violentemente da Maduro che accusa Duque di essere al soldo degli americani.

 

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply