martedì, 15 Giugno, 2021

Colombia, Riforma fiscale ritirata, ma continuano gli scontri

0

Annunciata ma subito dopo ritirata dal Presidente Ivan Duque la riforma fiscale in Colombia.
Il provvedimento era stato un preso per superare le difficoltà economiche del Paese, in preda a una grave crisi economica aggravata dalla pandemia da coronavirus che aveva fatto salire in modo preoccupante la disoccupazione. L’aumento dell’Iva e della base imponibile avrebbe colpito soprattutto il reddito medio. Le proteste di piazza sono scoppiate immediatamente e di sono aggiunte al malcontento delle popolazione più povera che vede in Colombia le aree soprattutto rurali e periferiche in gravi difficoltà. Da diversi giorni Bogotà, Medellin, Cali’ e altre città sono teatro di scontri violenti tra forze dell’ordine e manifestanti. Non sono bastati né il ritiro della riforma né le contemporanee dimissioni del Ministro delle Finanze, Alberto Carrasquilla, a calmare gli animi. Si contano già una trentina di morti e migliaia di feriti. La situazione è ulteriormente precipitata quando è stato deciso di utilizzare anche l’esercito per sedare gli animi. Saccheggi e distruzioni di negozi e di mezzi pubblici, assalti alle banche si sono ripetuti . In realtà sono ancora fatti episodici ma sono anche sintomo di un malessere che testimonia l’ insoddisfazione del colombiani per quanto sta accadendo e per il fatto che le classi più deboli debbano sopportare il peso della crisi. La riforma fiscale era stata studiata proprio per investire nuove risorse finanziarie in progetti sociali ma la rivolta popolare non ha permesso la sua applicazione. Alla base dei disordini vi sono sicuramente anche motivi politici. Il mandato di Ivan Durate, Presidente amico degli Stati Uniti e avversario del venezuelano Maduro, scade il prossimo anno e sono già iniziate le manovre elettorali.
La popolarità di Duque è in netto ribasso e attualmente i sondaggi lo danno perdente rispetto a Gustavo Petro, socialista, da lui sconfitto nelle precedenti elezioni del 2018. L’aumento delle persone nella fascia di estrema povertà ,che assomma oggi a quasi tre milioni, con un reddito mensile di non oltre 145.000 pesos pari a 32 euro, pesa inevitabilmente sulla considerazione e sul gradimento di un Governo al quale non è più sufficiente ergersi contro il pericolo comunista del vicino Venezuela per mantenere il consenso popolare. Neanche la recente decisione di Duque di concedere ai venezuelani, fuggiti dalla dittatura di Maduro, uno statuto di protezione che consenta loro di godere, in materia di sanità, istruzione, lavoro e anche per le vaccinazioni anti covid, degli stessi diritti dei cittadini colombiani pare abbia dato elettoralmente i risultati sperati. Anche se rimane un provvedimento di grande valore umanitario come è stato riconosciuto a livello internazionale. Nelle ultime ore, rispetto agli scontri, ONU, Usa e Unione Europea hanno preso la distanze dal Governo di Bogotà condannandolo l’uso eccessivo dalla forza. Del resto l’azione repressiva violenta da parte della polizia e dell’esercito nei confronti dei manifestanti era stata chiaramente denunciata da alcuni servizi giornalistici in cui si potevano vedere fotografie e filmati in cui alcune persone che protestavano erano percosse senza ragione e picchiate ripetutamente senza motivo. L’indignazione dell’opinione pubblica ha dato un ulteriore colpo alla credibilità del Governo di centro destra di Bogotà.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply