sabato, 15 Maggio, 2021

Come chiedere il reddito di emergenza. Boom di domande

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Brexit
APPLICAZIONE DEL PROTOCOLLO SULLA SICUREZZA SOCIALE: PENSIONI

A seguito del recesso del Regno Unito dall’Unione europea e in applicazione dell’accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione (Tca) e del Protocollo sul coordinamento della sicurezza sociale (Pssc) in esso contenuto, l’Istituto, con la circolare Inps del 6 aprile scorso, n. 53, condivisa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha fornito le istruzioni operative in materia di prestazioni pensionistiche. La circolare, in particolare, prevede che:
continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di totalizzazione internazionale per l’accertamento del diritto e il calcolo delle prestazioni, anche con riferimento a periodi assicurativi, fatti o situazioni successivi alla data del 31 dicembre 2020;
e ai titolari di prestazione pensionistica italiana residenti nel Regno Unito prima del 1° gennaio 20221, si continua ad applicare il regolamento (Ce) n. 883/2004, che prevede l’inesportabilità dell’integrazione al trattamento minimo e della maggiorazione sociale. I soggetti che si trasferiscono nel Regno Unito a partire dal 1° gennaio 2021, e che diventano successivamente titolari di assegno pensionistico italiano, possono beneficiare, invece, sia dell’integrazione al trattamento minimo che della maggiorazione sociale, anche se residenti nel Regno Unito, in quanto Paese terzo non più facente parte dell’Unione europea.

 

Reddito di emergenza
BOOM DI RICHIESTE

Dopo i primi due giorni dall’apertura da parte dell’Inps della procedura per l’accesso al Reddito di cittadinanza sono state registrate circa 160mila domande, sia con accesso diretto degli utenti al sito dell’Istituto sia attraverso la mediazione dei patronati.
Lo ha reso noto l’Inps, ricordando che la richiesta del beneficio sarà possibile fino al 30 aprile prossimo e i pagamenti della prima mensilità, sulle tre prefigurate dal nuovo decreto, saranno erogati dalla metà di maggio.

 

Rem: a chi compete
Con il messaggio del 1° aprile scorso, n. 1378 l’Inps ha chiarito che il decreto Sostegni ha previsto il riconoscimento di tre quote di Reddito di emergenza (Rem) per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021 e la possibilità di erogare il beneficio a nuove categorie, in particolare:
ai nuclei familiari in condizione di difficoltà economica e in possesso dei requisiti previsti;
a coloro che hanno terminato tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 di percepire la Naspi e la Dis-Coll, e hanno un Isee in corso di validità, ordinario o corrente, non superiore a 30mila euro. In questo caso, la misura, erogata nell’importo fisso di 400 euro mensili e sempre per le mensilità di marzo, aprile e maggio 2021, spetta in assenza del diritto al beneficio del punto precedente e in alternativa ad esso.

 

Rem, misura dell’importo
L’importo spettante va dai 400 agli 840 euro a seconda della composizione del nucleo familiare e delle sue caratteristiche. Il valore viene determinato moltiplicando il valore della scala di equivalenza per 400 euro. L’importo non può essere superiore a 800 euro mensili, elevabili a 840 euro solo in presenza di disabili gravi o non autosufficienti.

 

Rem: domanda
Le famiglie che per la prima volta richiedono il Reddito di Emergenza devono inviare la domanda dal 7 al 30 aprile 2021 tramite l’apposito modello predisposto dall’Inps, mentre non hanno necessità di farlo i nuclei che in passato hanno già ricevuto questo sostegno. L’istanza può essere inoltrata:
online sul sito Inps, attraverso il servizio dedicato, autenticandosi con le proprie credenziali;
oppure tramite i servizi offerti dai Caf e dai Patronati.
Qualunque sia la modalità scelta, al momento di richiedere il Rem è necessario essere in possesso della Dichiarazione Sostitutiva Unica ai fini Isee, ordinario o corrente. Nel caso di presenza di minorenni in famiglia, si può presentare l’Isee minorenni, mentre non è valida l’attestazione Isee riferita al nucleo ristretto.

 

Come viene determinato l’importo del Rem
Le regole per calcolare l’ammontare mensile dell’indennità non cambiano con il Dl Sostegni, che rimanda all’articolo 82, comma 5 del Dl Rilancio. La soglia di reddito familiare si ottiene moltiplicando il valore della scala di equivalenza per 400 euro. Tale valore è pari a 1 per il primo componente del nucleo familiare ed è incrementato di:
0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di 18 anni;
0,2, per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2, ovvero fino ad un massimo di 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini Isee.
Ad esempio, se il nucleo è composto da tre persone, di cui 2 maggiorenni e 1 minorenne, il fattore sarà pari a 1,6 e l’indennizzo mensile ammonterà quindi a (400 • 1,6) 640 euro.

 

Prestazioni Inps a sostegno del reddito
AGGIORNATE LE MODALITA’ DI PAGAMENTO

A seguito della pubblicazione della circolare Inps del 29 marzo scorso, n. 48, con la quale l’Istituto ha introdotto l’utilizzo di un sistema telematico di scambio dei dati fra Poste Italiane e gli Istituti di credito incaricati dei servizi di pagamento, è stato ritenuto superato il modello “Sr 163”, considerato che l’accertamento della coerenza dei dati identificati del titolare delle prestazioni pensionistiche e non pensionistiche con quelli dell’intestatario/cointestatario dello strumento di riscossione avviene attraverso nuove procedure telematiche.
Tuttavia, per i casi di pagamento diretto dell’indennità economica di malattia, non essendo normativamente prevista una domanda di prestazione (se non per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata), si ritiene utile l’utilizzo di un modello che consenta l’acquisizione di tutti i dati anagrafici e dei riferimenti bancari/postali del beneficiario del trattamento previdenziale al fine di facilitare le operazioni di accredito.
Si è provveduto quindi a rilasciare il modello “Sr 188 – Modalità di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito”, aggiornato in base a quanto previsto dal progetto Sepa e reperibile sul sito dell’Istituto nella sezione “Moduli”. Il modello dovrà essere compilato dall’interessato e inviato, mediante i consueti canali, alla Struttura territorialmente competente.

 

Bonus baby-sitting
ATTIVO IL SERVIZIO ONLINE PER PRESENTARE LA DOMANDA

Dall’ 8 aprile scorso, è attiva la procedura online per richiedere il nuovo bonus baby-sitting, previsto dal decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30.
Rispetto alla precedente edizione del bonus, sono cambiati importi e categorie di aventi diritto, fattori che hanno chiesto il necessario allineamento delle procedure amministrative e la configurazione di quelle informatiche, soprattutto per disegnare i nuovi profili di autorizzazione e incompatibilità.
La domanda può essere inoltrata tramite il servizio online Bonus servizi di babysitting, accedendo mediante le proprie credenziali. In alternativa, è possibile rivolgersi agli enti di Patronato, utilizzando i servizi da loro offerti gratuitamente.

 

Carlo Pareto

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