martedì, 22 Giugno, 2021

I giovani naufraghi di Jules Verne approdano nei fumetti

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Jules Verne (Nantes, 8 febbraio 1828 – Amiens, 24 marzo 1905), è ancora oggi uno dei più celebri scrittori di storie avventurose per ragazzi (ma non solo), oltre ad essere stato, assieme a H. G. Wells, uno dei padri nobili della fantascienza, un autore ancora capace di influenzare, grazie alle sue intuizioni letterarie, la narrativa, il cinema e il fumetto.

 

Il viaggio al centro della Terra

Titoli come “Viaggio al centro della Terra”, “Dalla Terra alla Luna”, “L’isola misteriosa”, “Ventimila leghe sotto i mari”, “Cinque settimane in pallone”, “Il giro del mondo in ottanta giorni”, “Intorno alla Luna” e “Un capitano di 15 anni” godono ancora oggi di un successo imperituro.
I racconti avventurosi dello scrittore francese sono sempre attuali e continuano ad affascinare generazioni di ragazzi, non solo nella versione cartacea ma anche nei nuovi media, cinema e fumetto in prima fila.

 

“Due anni di vacanze”, adattamento a fumetti

E proprio in questi giorni è uscito in Italia, per i tipi di ReNoir, “Due anni di vacanze”, adattamento a fumetti da uno dei classici romanzi per ragazzi di Verne pubblicato nel 1888, con i testi di Frédéric Brrémaud e Philippe Chanoinat, disegni e colori di Hamo, che hanno realizzato una storia a fumetti dal ritmo e gusto moderno, ma con grande fedeltà nei confronti del testo originale.

 

Dal collegio all’isola deserta

“Due anni di vacanze” narra di quattordici ragazzi di famiglia benestante che frequentano un collegio di Auckland, in Nuova Zelanda, che, intrappolati in una goletta alla deriva nel Pacifico, fanno naufragio su un’isola deserta lungo la costa della Patagonia cilena. I ragazzi dovranno imparare a organizzarsi per sopravvivere e cercare di tornare a casa, ma presto scoppieranno litigi e rivalità all’interno della piccola comunità. Non solo: durante le loro esplorazioni, scopriranno che l’isola nasconde molti segreti.
Il romanzo – così come il fumetto – racconta la vita della piccola comunità, che deve trovare un riparo, procurarsi il cibo, organizzarsi dandosi dei ruoli e dei leader, cosa che ovviamente divide i ragazzi in gruppi rivali.

 

William Golding e “Il signore delle mosche”

Argomenti forti, importanti, che anticipano molte delle tematiche che saranno raccontate con maggior cinismo da William Golding nel suo “Il signore delle mosche” (1954), capolavoro del Nobel per la letteratura nel 1983.
La storia di Verne, al contrario, non si concentra sulla discesa nella brutalità dei ragazzi lasciati a se stessi, ma, con lo spirito positivista dei suoi tempi guarda al lato più avventuroso e ottimista della vicenda. Saranno l’eroismo e l’amicizia, infatti, che permettono ai giovani naufraghi di superare insieme tutti i pericoli.

 

Antonio Salvatore Sassu

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