venerdì, 16 Aprile, 2021

Con le dimissioni di Zingaretti, il Pd non donerà più il sangue ai Cinque Stelle?

0

Che Nicola Zingaretti abbia lasciato la segreteria del Pd è una buona notizia?
Poichè la motivazione che ne ha dato è la vergogna provata di fronte allo spettacolo che nel partito si parli solo di poltrone, la risposta può essere solo una: queste dimissioni sono un regalo del Signore.
Zingaretti non deve prendere in giro nè gli iscritti al Pd nè gli italiani.Il suo partito è in uno stato di desolazione e smarrimento a causa della politica scellerata proprio di questo gruppo dirigen te (oltre al presidente della Regione Lazio, due capi-corrente come Franceschini e Orlando).
Essi non possono turlupinare nessuno dicendo che sostengono il governo Draghi.Abbiano il coraggio di confessare che in seno ad esso operano come un cavallo di Troria, cioè sono pronti ad abbatterlo e rimettersi a suonare la musica per il ritorno di Conte.
Il governo Draghi è nato per rimediare allo sfacelo della politica della trimurti piduista. Hanno gridato a squarciagola “O Conte o morte”. E per farsi intendere meglio hanno creato una sorta di cordone sanitario col M3S e con Leu. La motivazione apparente è quella di garantire la solidità della maggioranza formatasi intorno all’ex governatore della Banca italiana ed euro pea.
Per la verità non esiste questa necessità. In primo luogo, perchè l’incarico dato a Draghi da Mattarella non è quello di dare vita a qualche formuletta della politica spartitoria romana. In secondo luogo, perchè la tenuta del governo è assicurata dall’ampio schieramento offerto al premier dalla quasi unanimità delle forze di centro-destra rappresentate in parlamento.
L’apparato triangolare Zingaretti-M5S-Leu è stato concepito per far capire agli elettori che Draghi ha il loro sostegno se governa in continuità col suo predecessore.
La composizione dei ministri e dei sottosegretari è in gran parte la ripetizione pari pari del precedente governicchio. Ed ha una sola ragion d’essere . Draghi intende restare in sella fino all’inizio del semestre bianco, durante il quale si dedicherebbe all’elezione del sostituto di Mattarella alla testa del Quirinale. Potrebbe essere egli stesso.
La seconda ragione è che Draghi sente di non poter contare sull’ampiezza dell’attuale sostegno parlamentare per varare provvedimenti riformatori che non siano i due più urgenti: l’avvio di una vaccinazione di massa e l’approvazione del Recovry Fund.
Illudersi che possa fare di più è la carta magica di chi non si è reso ancora conto dei disastri creati da Conte e dai suoi compagni di cordata: cioè l’avere messo alla testa del ministero della Salute un ministro (Speranza) che,in collaborazione col commissario Arcuri, non ha predispo sto un piano sanitario. Non ha provveduto ad acquistare e distribuire tempestivamente masche rine, tamponi, aghi, vaccini. Ha nominato come rappresentate del nostro paese presso la Com missione europea per la stesura dei contratti una persona perfettamente incompetente come la Signora Gallina.
Questi non sono soli ritardi, come si suole dire, ma corrspondono a vere e proprie azioni criminali perchè l’indisponibilità di queste attrezzature ha comportato la morte di migliaia di medici, di infermieri, di personale sanitario e soprattutto di decine di migliaia di cittadini, soprattutto anziani.
Se il virus aumenta e occorre arginarlo col ritorno al lockdown è per questi errori micidiali. Per non parlare del fatto che la ministra dei Trasporti, De Micheli ( altro esponente pidiessino di area zingarettiana), non è stata in grado di dotare i mezzi pubblici e di ricorrere a quelli privati per assicurare trasporti verso i luoghi di lavoro e le scuole un minimo sicuri, cioè immunizzati.
Di fronte al naufragio di un governo impotente e non di rado inetto come quello presieduto da Conte, Zingaretti e i suoi compagni prima sono stati incerti nel sostegno a Draghi e successi vamente hanno fatto di tutto per perorare una politica di continuità col suo predecessore.
La base del Pd ha il diritto, e anzi il dovere, di chiedersi quale possa essere il destino di un partito i cui leader hanno fatto di tutto per arginare la crisi del movimento di Grillo e incoraggiare Conte a mettersi alla testa di esso. Col risultato che le previsioni elettorali registrano un consenso che corrisponde solo al dissanguamento del Pd.
Non può stare un minuto alla testa di questa forza politica chi ha fatto di tutto per fare il donatore di sangue ad un partito sgangherato in cui eccellono personaggi come Di Maio e Bonafede.

 

Salvatore Sechi

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply